Nuova mobilità e nuovi equilibri

La nuova mobilità ha per protagonisti i veicoli connessi, che a loro volta riservano un ruolo da protagonista all’elettronica. Le prospettive per fornitori e distributori di componenti elettronici sono quindi positive, ma gli equilibri sono cambiati: il baricentro del mercato globale si sta spostando verso l’Asia, mentre l’Europa, il Giappone e il Nord America perdono terreno

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dossier automotive

L’edizione 2025 dell’Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità, realizzato dalla Camera di commercio di Torino e dall’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (Anfia), fotografa un settore che sta vivendo una trasformazione importante a livello globale.

Dopo la pandemia, la crisi dei semiconduttori e i rincari energetici, nel 2024 la domanda mondiale di autoveicoli è cresciuta, ma nulla è più come prima:

il baricentro del mercato globale si sta spostando verso l’Asia, con la Cina che ne rappresenta quasi un terzo e l’India che acquista sempre più peso, mentre l’Europa, il Giappone e il Nord America perdono terreno.

Automotive in Europa

Su questi nuovi equilibri si è espresso anche Marco Stella, presidente del Gruppo Componenti Anfia:

“I prodotti dei componentisti europei coprono all’incirca il 60% del contenuto tecnologico dei veicoli a combustione interna realizzati in UE, ma solo il 40% circa quando si tratta di veicoli elettrici”.

Il rischio, per le aziende europee, è un continuo impoverimento nei prossimi anni. Dice ancora Stella:

“Auspichiamo che la revisione in corso del regolamento UE sui target di riduzione delle emissioni di CO2 degli autoveicoli leggeri vada nella direzione di un approccio tecnologicamente neutrale.

Questo , che valorizzi il contributo dei carbon neutral fuels – soluzioni tecnologiche innovative già disponibili in grado di salvaguardare competenze industriali e posti di lavoro”.

È necessario, secondo i rappresentanti delle imprese della filiera dell’auto, adottare “misure di protezione della manifattura europea, anche a salvaguardia del valore aggiunto generato dalla produzione continentale di auto, sistemi e componenti”.

Automotive in Italia

La domanda di autoveicoli in Italia ha chiuso il 2024 a 1,79 milioni di unità, in lieve calo rispetto al 2023, ma con una differenza del – 15,9% rispetto al 2019.

Sul lato della produzione, nel nostro Paese, nello stesso anno, sono stati realizzati 591mila autoveicoli e le previsioni per il 2025 sono di circa 500mila unità.

Che cosa significa questo per le aziende che ruotano attorno al settore?

Si tratta di poco più di 2mila imprese, che impiegano 168mila persone e fatturano, nel complesso, circa 55,5 miliardi di euro, per le quali il 2024 ha segnato la fine di una fase di crescita: i ricavi totali, infatti, indicano un -6%.

I cali più marcati hanno riguardato i fornitori di moduli e integratori di sistemi (-8,2%), gli specialisti (-7,0%) e i subfornitori delle lavorazioni (-6,8%).

Anche gli E&D e i subfornitori hanno chiuso l’anno in negativo, con una flessione rispettivamente del 3,8% e del 3,7%. Uniche categorie in crescita, gli specialisti del motorsport (+1,2%) e dell’aftermarket (+0,6).

Solo il 20% di queste aziende prevede un aumento del fatturato, mentre il 63% stima una riduzione.

Non è confortante nemmeno il dato sull’occupazione: non solo c’è stato un ricorso consistente agli ammortizzatori sociali nel 2025, sono anche previsti, dal 53% delle imprese del campione, tagli al personale.

A preoccupare sono diversi fattori:

  • le politiche delle case automobilistiche europee
  • l’instabilità economica mondiale
  • l’ingresso delle case automobilistiche cinesi in Europa
  • l’introduzione di dazi
  • la difficoltà nel farsi riconoscere aumenti dei costi di produzione da parte degli Oem.

Una nuova mobilità per rilanciare l’industria

Un’altra fotografia del settore l’ha scattata l’edizione 2025 dell’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano.

Come ha detto Giovanni Miragliotta, Responsabile scientifico dell’Osservatorio:

“Il futuro della mobilità passa da infrastrutture intelligenti, servizi digitali e una maggiore attenzione al consumatore, con l’obiettivo di bilanciare innovazione e sostenibilità per rilanciare l’industria”.

Dalla survey del Politecnico emergono spunti interessanti in termini di tecnologia per l’automotive: in particolare, cresce il numero di utenti che utilizza regolarmente funzionalità “smart” nelle auto.

Parliamo di sistemi di infotainment, soluzioni per monitorare lo stato della ricarica elettrica e sistemi avanzati di assistenza alla guida (Adas). Cresce anche la percentuale di utenti disposti a condividere i dati di guida in cambio di servizi a valore aggiunto.

La prospettiva, quindi, è chiara: vetture connesse e sempre più autonome saranno protagoniste di una mobilità più efficiente, sicura e sostenibile.

Monica Nicoli, anche lei responsabile dell’Osservatorio, spiega:

“I veicoli e le infrastrutture saranno in grado di condividere in tempo reale grandi volumi di dati, aumentando la capacità di coordinamento delle manovre in scenari complessi di mobilità e rendendo la comunicazione robusta, versatile, sicura ed efficiente”.

Innovazione per l’auto

Alla mobilità sostenibile è stato dedicato anche l’evento Most 2025 – L’Innovazione che unisce, tenutosi l’11 e 12 novembre a Roma.

La Fondazione Most, nata nell’ambito del Pnrr, riunisce 24 università, il Cnr e 24 grandi aziende con l’obiettivo di innovare la mobilità del futuro.

Most è un progetto interdisciplinare, che si struttura in un modello Hub&Spoke, in cui l’Hub centrale coordina le attività strategiche e promuove l’innovazione, mentre 14 Spoke tematici sviluppano soluzioni avanzate per il settore della mobilità sostenibile.

In particolare, lo Spoke 6 è dedicato allo studio e sviluppo di veicoli autonomi e interconnessi, sia tra loro che con l’infrastruttura stradale, e le sue attività si concentrano sullo sviluppo di sistemi di guida autonoma e sulle tecnologie per la comunicazione e l’interazione veicolo-veicolo (V2V) e veicolo-infrastruttura (V2I).

In occasione delle due giornate romane, proprio lo Spoke 6 ha presentato al pubblico i risultati più avanzati della ricerca e dell’innovazione italiana nel settore dei veicoli intelligenti.

Tra le soluzioni più apprezzate, il prototipo Cav (Connected & Autonomous Vehicle) per la delivery urbana, realizzato da Poste Italiane con la collaborazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia, e il veicolo sperimentale sviluppato da Eni, Movyon, UniMore e Università di Salerno nell’ambito del progetto Flagship Fullroad, che rappresenta un modello concreto di guida autonoma e connessa.

Come ha dichiarato Marko Bertogna, coordinatore dello Spoke 6 e docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia:

“Con lo Spoke 6 stiamo dimostrando che la guida autonoma e connessa non è più una promessa, ma una realtà concreta, frutto di un ecosistema di competenze che lavora insieme per una mobilità più sicura, sostenibile e inclusiva.

È un progresso che nasce nei laboratori, cresce con le aziende e arriva fino ai cittadini”.

Semiconduttori sempre più protagonisti

Se le auto connesse giocano un ruolo di primo piano nella nuova mobilità, i semiconduttori sono altrettanto strategici nella progettazione e produzione dei veicoli connessi.

MarketsandMarkets sostiene che il mercato dei semiconduttori per l’automotive crescerà a un ritmo dell’11% annuo da qui al 2030.

Nei veicoli di nuova generazione saranno sempre più numerosi i sensori radar, LiDAR, a ultrasuoni e di immagine, così come nei veicoli elettrici e ibridi saranno essenziali i sensori per il monitoraggio delle prestazioni della batteria, della gestione termica e dell’efficienza energetica.

I trend tecnologici che stanno cambiando il mondo dell’auto stanno anche cambiando la composizione dei fatturati dei produttori di semiconduttori:

se in passato a farla da padrone erano i processori “tradizionali” e i circuiti integrati analogici, oggi i prodotti più richiesti sono i processori AI/ML, i semiconduttori wide bandgap e i sensori LiDAR.

Per quanto riguarda la dimensione geografica del settore, MarketsandMarkets conferma quanto già detto sull’automotive:

l’area Asia-Pacifico conquisterà la quota di mercato maggiore nel 2030, trainata dalla solida base manifatturiera automobilistica, dalla rapida elettrificazione e dall’espansione delle capacità produttive di semiconduttori.

Cina, Giappone, Corea del Sud e India sono importanti hub automobilistici, supportati da ingenti investimenti in veicoli elettrici (EV), sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) e soluzioni di mobilità connessa.

Con qualche distinzione: la Cina continua a dominare la produzione di veicoli elettrici e l’innovazione nelle batterie, mentre Giappone e Corea del Sud sono all’avanguardia nello sviluppo di sensori, dispositivi di potenza e microcontrollori per i veicoli di prossima generazione.

In India sta invece crescendo un vero e proprio ecosistema automobilistico, alimentato da iniziative governative e incentivi alla produzione locale di chip.

I player dell’elettronica e l’automotive

L’analisi di MarketsandMarkets riporta anche un aggiornamento su come si stanno muovendo alcuni dei principali produttori di semiconduttori per l’automotive: Infineon, Nxp, STMicroelectronics, Texas Instruments e Renesas.

  • Infineon punta su semiconduttori di potenza (silicio, Mosfet SiC e Igbt) e microcontrollori (Aurix) per sistemi di propulsione dei veicoli elettrici, gestione delle batterie e Adas.
  • Nxp è focalizzata su processori specifici per l’automotive e soluzioni di connettività (V2X, Can, Ethernet) per i sistemi di assistenza alla guida, cruscotti digitali e mobilità connessa.
  • Il nome di STMicroelectronics è associato a moduli di potenza, sensori, microcontrollori per inverter destinati ai veicoli elettrici, caricatori on-board e soluzioni di smart mobility con Adas avanzati.
  • Texas Instruments è impegnata negli IC analogici e a segnale misto, nei processori per il controllo della propulsione nei veicoli elettrici, nella gestione delle batterie e nei sensori per Adas.
  • Renesas, infine, sviluppa SoC (R-Car è il suo prodotto di punta), microcontrollori, dispositivi di potenza per l’elettrificazione dei veicoli, soluzioni per Adas e sistemi di Automotive Domain Controller per veicoli software-defined.

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Virna Bottarelli
Dopo la laurea in Scienze Politiche, nel 2001 Virna Bottarelli ha iniziato a lavorare per le riviste del settore meccanica e automazione del Gruppo Editoriale Futura. Nel 2005, anno in cui si è iscritta all’albo dei giornalisti pubblicisti della Lombardia, è entrata nel Gruppo Gpp. Per dieci anni ha fatto parte della redazione della rivista Automazione Industriale, lavorando ai contenuti e agli eventi promossi dalla testata. Nel 2014 è approdata, insieme alla divisione Business Media del Sole 24ORE, in Tecniche Nuove, dove si è occupata di contenuti editoriali per riviste cartacee e siti dedicati a professionisti operanti in diversi settori: ha lavorato per la testata Millecanali, nome storico dell’editoria professionale del settore broadcast, e per Tema Farmacia, mensile rivolto ai farmacisti. Dal 2020 è redattrice e web editor per la rivista Elettronica AV e per altre testate e siti editi da FW Communication.

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