Accanto ai produttori di semiconduttori, nella filiera dell’automotive giocano un ruolo importante anche i grandi distributori di componenti elettronici.
Ma li possiamo ancora definire semplicemente “distributori”?
Ne abbiamo parlato con Luca Baldazzi, Automotive Engineering Manager di Arrow Electronics, fornitore globale di elettronica.
“Il mercato della mobilità è trainato da una forte crescita nei Paesi asiatici, che hanno schiacciato l’acceleratore sull’elettrificazione, mentre l’Europa rincorre”, spiega Baldazzi.
“In uno scenario simile, le case automobilistiche europee devono recuperare un gap molto ampio e per farlo si devono affidare a partner tecnologici che li aiutino a ridurre i tempi di sviluppo e produzione.
Arrow è uno di questi: un partner che offre, agli Oem e ai Tier 1 e 2, non solo supporto hardware e software, ma anche consulenza in tema di certificazioni per la safety e la cybersecurity, due trend che stanno guidando il settore.
Il nostro ruolo non è più solo quello di rivenditori di componenti elettronici.
A fare la differenza oggi per un distributore è la capacità di offrire servizi a valore aggiunto e Arrow lo ha capito da tempo, tanto che ha acquisito, nel 2018, eInfochips, un fornitore leader a livello mondiale di servizi di progettazione di semiconduttori e di ingegneria di prodotto”.
I dati Anfia indicano un lieve calo per il settore automotive in Italia. Dal vostro punto di vista, qual è la situazione?
In Italia ci sono dei fattori che frenano la transizione verso l’elettrico, che invece si sta compiendo molto più rapidamente nel mercato asiatico dell’auto.
Un primo limite è legato alla carenza di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici, a sua volta dovuta a un eccesso di burocrazia che allunga le tempistiche di installazione delle colonnine.
Nei Paesi asiatici servono mediamente venti giorni per avere un permesso e installare una colonnina: sono tempistiche inconcepibili nel nostro Paese e in Europa in generale, a eccezione forse dei Paesi nordici, dove la transizione è iniziata prima.
Un altro freno riguarda gli incentivi statali, che non sono ancora sufficienti affinché una più ampia platea di consumatori scelga l’elettrico.
Tuttavia, dal nostro punto di vista, vediamo che i nostri clienti non sono fermi: si propongono come fornitori di aziende che operano nei mercati in espansione, India su tutti, o stringono partnership con brand asiatici che stanno investendo in Europa.
Che cosa ci dobbiamo aspettare per il 2026?
La transizione energetica continuerà a guidare una parte importante del mercato automotive, anche se non possiamo pensare a un’egemonia dell’elettrico puro sul settore.
Vedremo coesistere diverse soluzioni, a seconda del veicolo, con anche le tecnologie a idrogeno che si diffonderanno soprattutto nei mezzi molto pesanti.
Nei prossimi mesi sentiremo parlare sempre più di Reev, ossia Range Extended Electric Vehicle, auto ibride che combinano i vantaggi della propulsione elettrica con l’affidabilità di un motore a combustione interna utilizzato per ricaricare la batteria.
Entreranno poi in vigore nuove normative per la cybersecurity, che impatteranno sull’elettronica per l’automotive, come già impattano i temi della guida autonoma e della guida sicura.
Nel medio-lungo periodo vedremo auto sempre più connesse a servizi a valore aggiunto: non parleremo più solo di infotainment e sistemi di navigazione, ma di funzionalità sempre più interattive e personalizzate.
In tutto ciò avrà un ruolo crescente l’Intelligenza Artificiale: l’AI è già presente nelle auto, ma in futuro gestirà informazioni sempre più dettagliate e consentirà l’implementazione di funzionalità più sofisticate, come la manutenzione predittiva. Sono trend che porteranno a un aumento della domanda di sensori ed elettronica embedded.
Per quanto riguarda i componenti elettronici, infine, viste le problematiche di allocazione incontrate negli ultimi anni, per il timore di non trovare i componenti di cui si ha bisogno oggi si tende a prevedere più alternative possibili per un singolo componente già in fase di progettazione dei dispositivi.
Gli stessi fornitori di semiconduttori sviluppano package standardizzati, in modo da garantire la compatibilità tra i diversi componenti elettronici.
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