Licenziamenti nell’industria hig-tech: fino a settembre sono stati oltre 166mila

L'incertezza economica, gli alti tassi di interesse e l'accelerazione del passaggio all'automazione e all'intelligenza artificiale continuano a causare licenziamenti di massa nel settore tecnologico. RationalFX ha analizzato il numero di tagli di posti di lavoro verificatisi fino al settembre 2025: i licenziamenti individuati sono stati oltre 166mila

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licenziamenti High tech pixabay

RationalFX ha analizzato il numero di tagli di posti di lavoro verificatisi fino al settembre 2025, basandosi su dati provenienti da diverse fonti.

I dati sui quali RationalFX ha lavorato provengono da TechCrunch, Layoffs.fyi e diversi database WARN.

Si tratta di annunci pubblici che forniscono un preavviso in caso di chiusure di stabilimenti qualificati e licenziamenti di massa, come richiesto dal Worker Adjustment and Retraining Notification (WARN) Act statunitense.

I licenziamenti individuati sono stati oltre 166mila. Entro la fine dell’anno, si potrebbero raggiungere le 235mila unità.

Lo scenario

Il settore tecnologico è stato colpito più duramente a seguito della pandemia di COVID-19, con quasi un milione di posti di lavoro persi dal 2021.

Nel 2025, l’ondata di licenziamenti di massa sembra essere guidata da:

  • automazione
  • sostituzione di posti di lavoro causata dall’AI
  • strategie più ampie di riduzione dei costi.

I responsabili delle assunzioni stanno ponendo maggiore enfasi sullo sviluppo dell’AI come competenza fondamentale nella valutazione dei candidati.

Solo il tempo dirà se le aziende tecnologiche continueranno a concentrarsi sulla riduzione dei costi e sul ridimensionamento o se i progressi nell’AI porteranno alla creazione di nuovi ruoli e opportunità nel mercato tecnologico.

Dove si licenzia di più?

Le aziende americane, in particolare, sembrano raddoppiare gli sforzi di ridimensionamento e riduzione dei costi, licenziando oltre 118mila dipendenti non solo negli Stati Uniti, ma anche nelle loro sedi offshore e negli stabilimenti produttivi.

L’azienda che ha tagliato più posti di lavoro finora nel 2025 è Intel, che contava quasi 109.000 dipendenti alla fine del 2024 e, entro la fine di quest’anno, prevede di ridurre l’organico a 75.000 unità.

Attualmente, i tagli di posti di lavoro nelle aziende con sede negli Stati Uniti rappresentano il 71% di quelli registrati a livello mondiale.

Un altro colosso tecnologico che ha effettuato tagli massicci è Tata Consultancy Services, la più grande azienda indiana di servizi e tecnologie informatiche.

Con i 12mila tagli previsti, il totale dei licenziamenti in India supera i 17mila.

La recente riduzione del 4% della forza lavoro da parte di Panasonic, che ha interessato 10mila posti di lavoro, ha spinto il Giappone al terzo posto.

La Svizzera, pur non essendo tra i maggiori centri tecnologici al mondo, è anche uno dei Paesi in cui si stanno verificando alcuni dei licenziamenti di massa più significativi di quest’anno.

STMicroelectronics, uno dei maggiori produttori di semiconduttori al mondo, ha annunciato a gennaio che avrebbe licenziato circa 3mila dipendenti. A giugno, l’azienda con sede a Plan-les-Ouates ha dichiarato di voler ridurre la propria forza lavoro di 5mila unità in tre anni.

Anche il settore tecnologico in Svezia ha subito un duro colpo nel 2025, con oltre 3.000 persone che hanno perso il lavoro a causa del recente fallimento del produttore di batterie Northvolt.

L’azienda americana Lyten ha acquisito tutte le restanti attività di Northvolt, non solo in Svezia, ma anche in Germania e Polonia.

Tra gli altri paesi che hanno visto migliaia di tagli di posizioni nel settore tecnologico figurano Indonesia, Israele e Regno Unito.

tech-industry-layoffs Rational FX

I colossi che licenziano

Con gli annunci settimanali di nuovi progressi nell’Intelligenza Artificiale e nelle tecnologie di automazione, molte aziende hanno iniziato a implementare queste nuove tecnologie per migliorare la produttività e semplificare vari processi.

Mentre molte si concentrano sulla formazione del personale per il loro utilizzo, un numero crescente di aziende decide di sostituire i dipendenti con questi stessi strumenti.

Molte stanno tagliando i ruoli incentrati sui dati, spostando l’attenzione su posizioni legate al cloud e all’intelligenza artificiale, sebbene questa tendenza sembri diffondersi ben oltre il settore tecnologico.

Microsoft

Negli ultimi anni, il fatturato di Microsoft ha continuato a crescere costantemente.

L’azienda ha registrato un fatturato di 76,44 miliardi di dollari per i tre mesi terminati il ​​30 giugno, con un aumento del 18% su base annua, e un utile netto di 27,23 miliardi di dollari, in crescita del 24%.

Nonostante ciò, il colosso tecnologico statunitense sta guidando un’ondata di licenziamenti: oltre 19mila dipendenti in diverse divisioni e dipartimenti.

Meta

Un altro colosso tecnologico statunitense che ha licenziato dipendenti quest’anno è Meta. Nonostante i risultati finanziari positivi per il 2024 e le ottime performance registrate nel secondo trimestre di quest’anno.

L’azienda ha registrato un aumento del fatturato del 22% su base annua, raggiungendo i 47,52 miliardi di dollari, mentre l’utile netto è salito a 18,34 miliardi di dollari, con un aumento del 38% rispetto all’anno scorso.

La società madre di Facebook ha inoltre registrato un margine operativo del 43% e una forte crescita della pubblicità basata sull’intelligenza artificiale.

Ciononostante, Meta ha già licenziato almeno 3.720 dipendenti dall’inizio dell’anno, investendo miliardi di dollari nell’intelligenza artificiale.

Ibm

Una delle massicce ondate di licenziamenti emerse a seguito dell’adozione di strumenti di automazione e intelligenza artificiale, nonché a seguito del trasferimento delle attività al di fuori degli Stati Uniti, ha riguardato Ibm.

Il colosso tecnologico, nonostante la sua lunga storia di innovazione e sviluppo di tecnologie all’avanguardia, sembra essere rimasto indietro nella corsa alla Gen AI.

Con circa 9mila licenziamenti quest’anno, l’azienda con sede ad Armonk punta a semplificare le proprie attività, ridurre i costi e concentrare nuovi sforzi nel calcolo quantistico e nell’intelligenza artificiale.

(tratto dall’articolo di Alan Cohen – data analyst di RationalFX)


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