Non è un buon momento per l’occupazione nel settore delle big tech: l’ondata di licenziamenti di massa non accenna a rallentare.
Il rapporto completo sui licenziamenti nel settore tecnologico globale di RationalFX analizza le aziende che hanno eliminato il maggior numero di posti di lavoro nel 2025 finora.
Occupazione e licenziamenti
Dopo diverse tornate di licenziamenti nel 2023 e nel 2024, Alphabet (Google) continua i suoi sforzi di ridimensionamento nel 2025 con un programma di uscita volontaria offerto ai dipendenti di varie divisioni, tra cui ingegneria e conoscenza e informazione. All’inizio di quest’anno, ha offerto soluzioni di buyout per i dipendenti Android e Pixel, oltre a licenziare almeno 260 dipendenti.
Se i licenziamenti di massa continueranno allo stesso ritmo, il settore tecnologico potrebbe perdere tra 235.000 e 250.000 posti di lavoro entro la fine dell’anno.
La ricerca mostra che tra il 1° gennaio e il 20 maggio, almeno 90.471 dipendenti sono stati licenziati da aziende tecnologiche in tutto il mondo. Questo dato non include i riscatti volontari; attualmente, questa cifra ha probabilmente superato i 100.000.
I punti chiave del report
• Almeno 90.471 dipendenti del settore tecnologico globale hanno perso il lavoro quest’anno, il 72% dei quali è stato licenziato da aziende statunitensi. Il numero effettivo di licenziamenti, tuttavia, potrebbe essere molto più elevato, poiché decine di aziende non hanno ancora confermato i tagli al personale.
• Intel, produttore statunitense di hardware per computer, ha avviato i licenziamenti più significativi quest’anno, eliminando circa il 20% dell’intera forza lavoro. Anche in assenza di dati certi confermati dall’azienda, stimiamo che circa 20.000 dipendenti Intel potrebbero perdere il lavoro nel 2025.
• I 90.471 licenziati tra il 1° gennaio e il 20 maggio 2025 rappresentano in media 646 perdite di posti di lavoro al giorno. Se il ritmo attuale continua, il settore tecnologico è sulla buona strada per tagliare altri 145.500 posti di lavoro entro la fine dell’anno, portando il totale previsto per il 2025 a 235.871 licenziamenti nel settore tecnologico globale.
• Dall’inizio dell’anno, le aziende tecnologiche con sede in California hanno annunciato 38.352 licenziamenti, più della metà del totale degli Stati Uniti. Altri 13.385 licenziamenti si sono verificati presso aziende con sede nello Stato di Washington.
Perché si licenzia?
Le pressioni finanziarie e la spinta verso l’automazione sembrano essere le principali cause delle recenti ondate di licenziamenti.
La fidelizzazione dei dipendenti è stata declassata a favore di misure di riduzione dei costi, parallelamente alla rapida implementazione di strumenti di intelligenza artificiale.
Inoltre, molte aziende, tra cui Google, Amazon e Microsoft, stanno investendo massicciamente in data center, infrastrutture cloud e modelli di intelligenza artificiale proprietari. Recentemente, il Ceo di Anthropic, Dario Amodei, ha avvertito che l’intelligenza artificiale potrebbe sottrarre metà dei posti di lavoro impiegatizi entry-level entro i prossimi cinque anni; e non solo nel settore tecnologico, ma anche in quello legale, finanziario e in altri settori.
Le perdite finanziarie hanno inoltre spinto molte aziende in tutto il mondo a ridimensionarsi.
Oltre a Intel, che ha registrato una perdita netta di 18,8 miliardi di dollari per l’intero anno 2024 e ha perso altri 800 milioni nei primi tre mesi del 2025, il produttore svedese di batterie Northvolt ha dichiarato bancarotta a marzo, licenziando oltre 3.000 dipendenti e pianificando di cessare tutte le attività entro la fine di giugno.
I Paesi maglia nera dei licenziamenti
I paesi in cui le aziende tecnologiche hanno eliminato un gran numero di posizioni sono: il Giappone con 10.100 licenziamenti (per lo più presso Panasonic), la Svezia con 3.053 (Northvolt), la Svizzera con 3.050 (STMicro), l’India con 2.688 (Ola Electric e Infosys) e il Regno Unito con 1.445 (Arrival, Wise).
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