Un attore di riferimento nel settore dell’elettronica e delle soluzioni tecnologiche per lo spazio: così si presenta Fae Technology.
Accanto alla divisione Electronics, che include la capogruppo FAE Technology, Elettronica GF, IpTronix e Mas Elettronica, il Gruppo ha, infatti, una divisione dedicata allo spazio:
Kayser Space, società acquisita nel 2025, specializzata in tecnologia per lo spazio e scienza in microgravità.
Tutte le opportunità dello spazio
Come spiega Gianmarco Lanza, presidente e AD di Fae Technology:
“La realtà del Gruppo formano una piattaforma tecnologica che copre l’intero ciclo di vita di una soluzione:
dall’R&D alla co-progettazione, dalla fornitura dei materiali alla prototipazione e produzione, dal testing avanzato al supporto post-vendita”.

Che cosa rappresenta per Fae Technology il settore aerospaziale?
Fae Technology si occupa fondamentalmente di elettronica e ha sempre lavorato nell’ambito del settore aerospaziale inteso come avionica e difesa.
Nel tempo, abbiamo incrementato la nostra presenza nel settore: abbiamo un rapporto consolidato con Leonardo, che rappresenta una parte importante del nostro business.
Parliamo di un mercato tradizionale, per il quale il business model è consolidato: design e produzione di schede, SoM, Hmi e sistemi di test.
Negli anni, parallelamente all’ampliamento del Gruppo, è cresciuto anche il nostro interesse nei confronti di un altro comparto dell’aerospace, quello propriamente dello spazio.
Anche in questo ambito possono trovare applicazione i nostri servizi:
design e produzione di schede elettroniche, sviluppo di soluzioni embedded, anche proprietarie, prototipazione e realizzazione di sistemi complessi.
Il vostro know-how tecnologico è, quindi, il punto di forza che vi ha consentito di ampliare gli orizzonti…
Da sempre il nostro obiettivo è aggregare al nostro interno veri e propri centri di competenza tecnologica verticali, che possono essere anche aziende di piccole dimensioni, ma molto specializzate.
Rimangono indipendenti dal punto di vista operativo e del business model, ma possono beneficiare delle sinergie di Gruppo e partecipare ai tavoli più strategici, contribuendo nella messa a fattor comune di processi e competenze.
In quest’ottica è rientrata anche l’acquisizione di Kayser Italia. Di che tipo di realtà si tratta?
Kayser Italia è una società che abbiamo acquisito nel 2025. È una realtà di Livorno, con oltre 40 anni di esperienza nel settore dello spazio.
L’azienda, che ha anche una controllata nel Regno Unito, si avvale del lavoro di circa cento persone.
La gran parte sono ingegneri con competenze in elettronica, meccanica, termodinamica, fisica, informatica, ottica e biologia molecolare.
Ha sempre lavorato come un vero e proprio laboratorio che svolgeva attività per conto terzi, in questo caso le Agenzie spaziali.
Ha all’attivo quasi 100 missioni spaziali e oltre 140 payload, ossia strumenti destinati a svolgere funzioni scientifiche o operative, anche per la Stazione Spaziale Internazionale.
È prime contractor a supporto di programmi di scienza dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Agenzia Spaziale Italiana, con particolare riferimento all’esplorazione spaziale e alle scienze della vita.
Ed è un sub contractor nelle missioni relative allo sviluppo di grandi apparati.
Un track record di tutto rispetto…
Sì, Kayser ha partecipato e partecipa a diversi progetti di grande prestigio.
Ne cito uno particolarmente significativo, anche per il suo valore economico, che è nell’ordine dei milioni di euro:
l’Unità di Controllo Strumentale della missione PLAnetary Transits and Oscillations of Stars dell’Esa.
Nel caso specifico, Kayser Italia ha progettato e realizzato:
il box elettronico, il sofware di avvio e il firmware Fpga dell’unità di controllo.
Questa è stata sviluppata grazie al finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiana e sotto la supervisione dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.
La missione dovrebbe essere lanciata a gennaio 2027.
Con l’ingresso in FAE Technology, Kayser Italia ha cambiato nome in Kayser Space: c’è un motivo?
Abbiamo deciso di cambiare il nome in Kayser Space per evidenziare la svolta che si sta compiendo nel percorso dell’azienda.
Vogliamo superare la connotazione nazionale e proiettarci sulla scena internazionale, pronti a cogliere le opportunità di crescita che offre lo spazio.
A fare la differenza, oggi, per Kayser Space è l’integrazione con il Gruppo Fae Technology.
La complementarità tra competenze di progettazione elettronica avanzata, capacità di industrializzazione e sviluppo di soluzioni per ambienti ad alta complessità rafforza il ruolo dell’azienda livornese lungo l’intera catena del valore, favorendo un modello più scalabile e orientato al mercato.
Kayser Space offre un servizio a 360°, dalla valutazione di fattibilità e definizione della missione, allo sviluppo dell’hardware, fino alle certificazioni di sicurezza, alla preparazione al lancio e alle operazioni in orbita.
Qual è, quindi, la specificità di Kayser Space?
Il business di Kayser Space si articola in due rami: da un lato la progettazione e realizzazione di tecnologie e sistemi per applicazioni spaziali, come scienza della vita, osservazione della terra ed esplorazione, dall’altro lo sviluppo di servizi in microgravità, ossia attività di ricerca e sperimentazione, oltre che per enti come le agenzie spaziali, per operatori privati.
Da un lato, quindi, realizza apparati tecnologici, come sistemi di controllo, di potenza e di illuminazione, ma anche sistemi che monitorano il carico di radiazioni a cui è soggetto l’astronauta, o sistemi che generano l’ossigeno nello spazio.
Dall’altro si dedica a quella tecnologia che serve per fare esperimenti in microgravità, un ambito nel quale si sono focalizzate le agenzie spaziali negli ultimi decenni e nel quale abbiamo dato un grande contributo, realizzando piccoli laboratori automatici, funzionanti autonomamente o con il supporto dell’astronauta, usati per esperimenti principalmente di biologia.
Con Kayser Space, Fae Technology potenzia quindi il suo impegno nella New Space Economy. Quali sono le peculiarità di questo nuovo mercato e come lo state approcciando?
Lo spazio è un mercato in fase di democratizzazione: si sta aprendo anche a veicoli e satelliti commerciali, di proprietà privata, sebbene per buona parte i capitali investiti nei grandi progetti siano ancora di provenienza istituzionale.
L’orbita bassa, in particolare, si sta popolando di costellazioni di tipo commerciale, che devono rispondere a requisiti diversi rispetto a quelli dello spazio tradizionale, e che quindi possono coinvolgere anche molti soggetti privati, purché in possesso delle certificazioni necessarie.
Con Kayser Space, il Gruppo Fae intende ampliare il proprio raggio d’azione proprio nel mercato dello spazio commerciale, facendo leva sulla propria consolidata capacità industriale e sul proprio, ampio, set di competenze.
In orbita bassa ci sono molte applicazioni sulle quali l’intersezione di competenze tra Kayser Space e il gruppo Fae Technology ci rendono un soggetto con una value proposition unica, come nel segmento dell’edge computing nello spazio.
L’obiettivo è anche offrire servizi end-to-end a quei soggetti privati che vorranno entrare nel campo della ricerca in microgravità: mi riferisco, ad esempio, alle case farmaceutiche e agli istituti di ricerca.
Siamo già in grado di dialogare con scienziati e ricercatori per dare loro il supporto tecnologico necessario a sperimentare, ad esempio, sulla Stazione Spaziale Internazionale e questa nostra capacità può benissimo essere trasferita nel contesto delle stazioni spaziali e dei veicoli privati, dove gli interlocutori possono essere le Space Company.
Certo, sul mercato della scienza e microgravità privata dobbiamo impegnarci in un’attività di demand generation che faccia conoscere ai ricercatori delle aziende farmaceutiche quali sono le opportunità della scienza in questo ambito.
Teniamo presente, inoltre, che i costi per accedere allo spazio sono ancora molto elevati.
Ad ogni modo, tutto questo non esclude che restino per noi interessanti anche le attività più istituzionali con le agenzie spaziali: l’idea è incrementare il business in entrambe le direzioni, integrando, quindi, l’expertise spaziale di Kayser con la capacità di entrare sul mercato e investire che il Gruppo Fae ha già dimostrato in settori come l’industria e l’automotive.
Per chiudere, quali sono le prospettive che il settore aerospaziale nel complesso offre a una realtà come Fae Technology?
Parliamo di un settore che rappresenta per noi un’importante opportunità di business e ha un grande valore strategico a livello europeo.
Al di là dell’aspetto economico, lo spazio è per noi una fonte di ispirazione: con la divisione Space abbiamo contribuito, dall’inizio del 2026, alla stesura di quattro pubblicazioni scientifiche e ne siamo molto orgogliosi.
Altrettanto importante è l’aspetto strategico: parliamo di un asset sul quale l’Europa è chiamata a investire anche per ragioni geo-politiche e di sicurezza, oltre che per potenziare la propria autonomia tecnologica e infrastrutturale.
Sono quindi diverse le prospettive che ci fanno guardare con positività al settore aerospaziale per l’anno in corso e per il futuro.
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