L’aerospazio chiama, l’elettronica risponde

Il mercato Aerospace & Defence è destinato a crescere e a evolversi tecnologicamente. Alla sua espansione contribuiscono sia gli investimenti nei sistemi di difesa e nel miglioramento della sostenibilità dell’aviazione, sia i diversi programmi spaziali e la proliferazione di mini-lanciatori e satelliti in orbita terrestre bassa. Tutte buone notizie per l’elettronica.

2292
aerospazio dossier
Foto Vicor

Progettazione, produzione ed esercizio di aeromobili commerciali, veicoli militari terrestri, aerei militari, navi militari, razzi, missili e veicoli spaziali: ecco di cosa parliamo quando ci riferiamo al settore aerospaziale, un’industria di rilevanza strategica, alla quale si affianca quella della difesa, ossia armi, armamenti e attrezzature utilizzate per scopi militari.

Il settore aerospazio in Europa

In Europa, secondo dati Mordor Intelligence aggiornati al gennaio 2026, il mercato aerospazio e difesa vale 360 miliardi di dollari. In prospettiva, è destinato a crescere e a evolversi tecnologicamente, in virtù di:

  • nuovi investimenti nei sistemi di difesa da parte di quasi tutti i governi della Nato
  • un’intensificazione di attività di R&S per migliorare i livelli di sostenibilità dell’aviazione.

Nello specifico, il Fondo europeo per la difesa (Edf) ha erogato 1,5 miliardi di euro nel 2025, con un aumento del 15% su base annua.

Ha finanziato 61 progetti transfrontalieri che riguardano:

  • carri armati di nuova generazione
  • intercettori ipersonici
  • comunicazioni satellitari sicure.

Proprio la difesa lo scorso anno ha rappresentato quasi il 69% del fatturato del mercato.

Sul fronte dello spazio, la base di partenza è più ridotta, ma il ritmo di crescita è più elevato e si attesta attorno all’8%.

Qui giocano un ruolo importante il programma europeo IRIS (Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite) e le costellazioni commerciali di osservazione della Terra.

Lo slancio spaziale è rafforzato dalla proliferazione di mini-lanciatori e dalla crescente domanda di banda larga in orbita terrestre bassa, con un conseguente potenziale di crescita duraturo per sensori e software.

Va segnalato, inoltre, che la natura a duplice uso dei satelliti di sorveglianza attrae budget sia civili che militari e amplia ulteriormente il mercato.

Per quanto riguarda l’aviazione commerciale, ci sono segnali di ripresa, ma persistono colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento.

Lo dimostra il caso di Airbus, che nel 2025 ha consegnato 793 jet, ma ha un arretrato di oltre ottomila velivoli.


I Top Five del settore aerospazio in Europa

• Bae Systems
• Leonardo
• Gruppo Thales
• Safran
• Airbus


L’Italia nell’aerospazio europeo

L’Italia ha presieduto il Consiglio ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea dello scorso novembre a Brema, in Germania.

Il Consiglio ha approvato una dotazione record di circa 22 miliardi di euro, di cui 3,5 come contributo dell’Italia. Germania e Francia sono gli altri due principali Paesi contributori al budget complessivo.

Giorgio Marsiaj, delegato di Confindustria per l’Aerospazio, ha detto:

“L’Italia ha competenze scientifiche d’eccellenza, una filiera integrata e una credibilità internazionale riconosciuta. La Space Economy è un’importante leva di crescita e di posizionamento globale e sta a noi trasformare questa opportunità in risultati concreti, con visione e pragmatismo”.

Una conferma arriva anche da Teodoro Valente, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana: “Per l’Italia è fondamentale richiamare l’attenzione sul futuro dell’Europa anche attraverso lo Spazio. La roadmap tracciata a Brema segue il nostro auspicio di rafforzare le basi per un solido e proficuo sviluppo, istituzionale e commerciale, anche con l’ingresso di nuovi attori”.

Nuovi player sulla scena aerospaziale

Tra i nuovi attori auspicati potremmo citare quello nato dopo la firma del Memorandum d’intesa, a ottobre 2025, tra Airbus, Leonardo e Thales.

Le tre realtà hanno deciso di unire le forze e dare vita a una nuova società nella quale i tre colossi deterranno rispettivamente il 35%, il 32,5% e il 32,5% delle quote.

Airbus contribuirà con le sue divisioni Space Systems e Space Digital, provenienti da Airbus Defence and Space. Leonardo con la Divisione Spazio, incluse le sue partecipazioni in Telespazio e Thales Alenia Space. Thales con le proprie partecipazioni in Thales Alenia Space, Telespazio e Thales Seso.

La nuova società riunirà, svilupperà e creerà un portafoglio completo di tecnologie complementari e soluzioni end-to-end, dalle infrastrutture spaziali ai servizi (esclusi i lanciatori spaziali).

L’obiettivo è dare forma a un attore spaziale europeo unificato, integrato e resiliente, con la massa critica necessaria per competere a livello globale.

La nuova società, che dovrebbe essere operativa nel 2027, impiegherà circa 25mila persone in tutta Europa e produrrà un fatturato annuo di circa 6,5 miliardi di euro.

Semiconduttori e aerospazio

Sono ancora i dati di Mordor Intelligence a dirci qualcosa di più sull’elettronica per l’aerospace e, in particolare, sui dispositivi a semiconduttore destinati al settore.

Guardando i numeri del comparto, da un valore di circa 15 miliardi di dollari nel 2025 si dovrebbero raggiungere i 21 miliardi entro il 2031.

A spingere la crescita saranno:

  • domanda di materiali ad ampio bandgap
  • richiesta di chip resistenti alle radiazioni in costellazioni in orbita terrestre bassa (LEO)
  • diffusione di circuiti integrati commerciali standard, che saranno preferiti rispetto agli ASIC personalizzati
  • espansione del comparto dei velivoli senza pilota (UAV).

Il mercato

I primi dieci fornitori detengono collettivamente una quota di mercato del 55%, con nessuno che supera il 15%.

Operatori come Analog Devices, Microchip Technology e Texas Instruments sfruttano la loro decennale esperienza, mentre nuovi arrivati come Vorago Technologies e Caes si stanno concentrando su Mosfet SiC per temperature estreme.

Le tecnologie

Guardando alle tecnologie, si diffondono anche in questo settore i dispositivi in SiC e GaN, che tollerano tensioni più elevate, commutano più velocemente e dissipano il calore in modo più efficiente rispetto al silicio, consentendo alimentatori più leggeri in missili e satelliti.

La conduttività termica del SiC, tre volte superiore a quella del silicio, riduce anche le dimensioni dei dissipatori di calore sui carichi aerei. A testimoniarlo ci sono diversi casi.

Wolfspeed

L’azienda ha qualificato Mosfet in SiC da 1,700 V per il caccia di nuova generazione dell’Aeronautica Militare statunitense, riducendo la massa del convertitore del 30%.

Agenzia Spaziale Europea

L’Agenzia ha selezionato circuiti integrati di potenza in GaN su silicio che hanno ridotto la massa di un regolatore solare da 1 kW del 40%.

Qorvo

Qorvo ha riportato un aumento del fatturato dall’11% al 18% tra il 2023 e il 2025 degli amplificatori in GaN per il settore difesa, trainato dalle armi ipersoniche.

Ha anche utilizzato la tecnologia GaN su diamante, ancora più performante rispetto al GaN su SiC, ma decisamente costosa: parliamo di wafer che superano i 10.000 dollari ciascuno.

Nel 2025, il silicio deteneva comunque il 62% della quota di mercato dei dispositivi a semiconduttore nel settore aerospaziale e della difesa.

Quote di mercato

Dando uno sguardo, poi, a come il mercato è distribuito geograficamente, Mordor indica che il Nord America ha mantenuto nel 2025 una quota di mercato di quasi il 37%.

Movimenti interessanti si registrano sul fronte asiatico, che crescerà a un tasso superiore all’8% da qui al 2031.

L’Europa si è posta l’obiettivo di raddoppiare la quota di mercato globale nei semiconduttori entro il 2030 e cerca di raggiungerlo facendo affidamento sul Chips Act dell’UE da 43 miliardi di euro,

HPC e AI in orbita: il caso di Amd

Nelle missioni spaziali acquistano sempre più rilievo anche il calcolo ad alte prestazioni e l’Intelligenza Artificiale. In questi ambiti si sta concentrando un altro nome illustre dell’elettronica: Amd.

Le sue soluzioni – Cpu, Gpu, Fpga, SoC – da tempo contribuiscono allo sviluppo di sistemi spaziali intelligenti. Gli Fpga e i SoC adattivi space-grade dell’azienda californiana supportano diverse missioni spaziali.

Alla base c’è la scelta della Nasa di realizzare operazioni lunari permanenti. In queste missioni la distanza dalla Terra genera un significativo divario in termini di latenza e larghezza di banda ed è qui che entrano in gioco i SoC adattivi Amd Versal space-grade.

Questi SoC sono progettati per tollerare le radiazioni e contribuiscono a colmare il gap, integrando logica programmabile, motori AI e core Arm per un’elaborazione a bordo ad alte prestazioni, sia in orbita che direttamente sulla superficie lunare.

Avvicinando la capacità computazionale alla fonte dei dati, i veicoli spaziali e i sistemi di superficie possono infatti analizzare le informazioni dei sensori in tempo reale. Si riduce così la dipendenza dall’esigua larghezza di banda disponibile.

È questa una caratteristica fondamentale per le operazioni sulla superficie lunare, dove i sistemi sono chiamati a operare con livelli crescenti di autonomia e affidabilità.

Altrettanto utile si rivela il calcolo adattivo basato su Fpga di Amd. Grazie alla riconfigurazione in orbita, gli operatori possono rispondere alle sfide operative in tempo reale:

  • aggiornamento degli algoritmi successivamente al lancio
  • implementazione di nuovi modelli AI al mutare delle esigenze della missione
  • ottimizzazione delle prestazioni lungo l’intero ciclo di vita operativo.

Chi ha scelto Amd

La missione Nisar

Uno è quello della missione Nisar, frutto della collaborazione tra Nasa e Indian Space Research Organization. In questo caso, generando ingenti volumi di dati, la missione richiede un’elaborazione sofisticata in orbita per far fronte ai limiti imposti dalla trasmissione verso la Terra.

Grazie ai SoC adattivi Amd si possono eseguire operazioni di elaborazione direttamente sul veicolo spaziale e selezionare quindi a bordo le informazioni di maggiore rilevanza prima della trasmissione.

Si tratta essenzialmente di insight per il monitoraggio climatico, la gestione delle emergenze e l’analisi ambientale.

Il rover Perseverance

Un altro esempio è quello del rover Perseverance, che dopo un viaggio di quasi sette mesi è atterrato sulla superficie di Marte e ha adottato gli Fpga Amd per la strumentazione dedicata alla navigazione e alla raccolta ed esame di campioni di suolo e roccia.

Blue Origin

Più recentemente, Blue Origin ha scelto i SoC adattivi Amd Versal AI Edge Gen 2 per equipaggiare i computer di bordo del veicolo di prova che alimenterà il lander Mark 2, destinato a riportare gli astronauti sulla Luna nel 2028.

Nec

Nec, che ha annunciato la costruzione della prima costellazione giapponese di satelliti per comunicazioni ottiche, userà i SoC adattivi Amd per l’elaborazione dei segnali di trasmissione dati all’interno della costellazione.

Come alimentare l’elaborazione AI in orbita?

Un altro esempio di elettronica per l’elaborazione AI in orbita arriva da Vicor. L’azienda, che figura tra i principali fornitori di soluzioni di alimentazione ad alta densità, ha stretto una partnership con Spacechips, sviluppatore di soluzioni elettroniche spaziali per satelliti e veicoli spaziali.

Oggetto della collaborazione è un transponder ad alta densità di potenza per l’elaborazione AI in orbita, che integra i moduli di alimentazione Vicor.

Il campo di applicazione è precisamente quello dei satelliti di piccole dimensioni, con sofisticate capacità di calcolo e sistemi di elaborazione a bordo in grado di supportare missioni della durata di cinque-dieci anni.

In questi casi i processori ad alte prestazioni richiedono alimentazione a bassa tensione e alta corrente (PoL – Point-of-Load), e la progettazione dei loro sistemi è ulteriormente complicata dalla gestione delle condizioni termiche e delle radiazioni nello spazio.

Il transponder AI1 di Spacechips è una piccola scheda processore integrata, che contiene un acceleratore AI ACAP (Adaptive Compute Acceleration Platform).

Come spiega Rajan Bedi, Ceo di Spacechips:

“Molti operatori di veicoli spaziali non dispongono di una larghezza di banda sufficiente nello spettro RF per scaricare tutti i dati acquisiti per l’elaborazione in tempo reale. È quindi preferibile eseguire l’elaborazione in orbita e scaricare semplicemente le informazioni intelligenti”.

Spacechips sfrutta quindi potenti motori di calcolo che consentono all’IA in orbita di affrontare una serie di problemi legati alla Terra e allo spazio:

  • monitoraggio dei detriti spaziali per evitare collisioni costose
  • monitoraggio dello stato di salute dei sistemi critici dei veicoli spaziali
  • identificazione di condizioni meteorologiche estreme e segnalazione di dati critici.

Il contributo strategico dell’elettronica Vicor è dato dalla sua Factorized Power Architecture.

La FPA è un sistema di alimentazione progettato per suddividere le funzioni di conversione DC-DC in moduli indipendenti, di dimensioni ridotte e a elevata densità di potenza.

I moduli convertitori di potenza Vicor sono dotati di un doppio gruppo propulsore: questo offre una ridondanza incorporata, fondamentale per le applicazioni spaziali.

In questo ambito, infatti, non sono ammessi guasti, ma occorre che ogni gruppo propulsore del modulo alimenti i carichi in modo completo e affidabile.

Elettronica avanzata per la missione Artemis II

La missione Artemis II della Nasa è rientrata con successo sulla Terra lo scorso 11 aprile dopo dieci giorni in orbita.

La capsula Orion si è avvicinata alla Luna e ha raggiunto la massima distanza dal nostro pianeta mai raggiunta da un volo spaziale con equipaggio. La missione è riuscita anche grazie alle soluzioni di tre big dell’elettronica:  

Infineon

Infineon ha fornito le proprie soluzioni a semiconduttore resistenti alle radiazioni (rad-hard) per supportare l’infrastruttura elettronica centrale della capsula Orion:

  • sistemi di alimentazione
  • controllo
  • comunicazione.

Green Hills Software

Green Hills Software ha firmato il sistema operativo in tempo reale Integrity-178, che Lockheed Martin, prime contractor per Orion, ha impiegato sui sistemi più critici della navicella spaziale, incluso il modulo di controllo di volo. Quest’ultimo funge da centro di controllo del veicolo spaziale. Gestisce:

  • navigazione
  • propulsione
  • supporto vitale
  • monitoraggio dei sistemi durante tutte le fasi di volo.

Composto da quattro computer identici e ridondanti, con un quinto di backup, elabora i dati, gestisce le interfacce con l’equipaggio e, insieme all’equipaggio, controlla la traiettoria del veicolo spaziale.

Integrity-178 è stato il primo Rtos commerciale con funzionalità di partizionamento a essere approvato come conforme agli obiettivi DO-178B Livello A (2002).  Rimane l’unico Rtos ad aver ottenuto la certificazione di sicurezza Common Criteria EAL 6+.

Renesas

Renesas ha fornito i suoi circuiti integrati resistenti alle radiazioni (rad-hard). Sono stati impiegati in diversi sottosistemi della capsula Orion e del razzo Space Launch System per regolare e distribuire l’energia, mantenere l’integrità del segnale e supportare l’elaborazione di bordo.


I principali produttori di semiconduttori per l’aerospace

• Texas Instruments
• Microchip Technology
• Infineon Technologies
• Analog Devices
• onsemi


Qualche dato sul settore dei droni

Nel 2025 il mercato professionale dei droni e della mobilità aerea avanzata in Italia ha raggiunto un valore complessivo di 168 milioni di euro, registrando una crescita del 5% rispetto al 2024.

Sono i dati dell’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano, presentati lo scorso febbraio.

Il mercato italiano è  concentrato sulle attività di Aerial Operations, che droni di piccola e media taglia eseguono per i settori più tradizionali:

  • ispezioni di linee elettriche
  • monitoraggio del territorio.

Mentre il segmento dell’Innovative Air Mobility & Delivery (IAM&D) per la consegna di merci e il trasporto di passeggeri contribuisce per il restante 5%, in lieve crescita rispetto all’anno precedente (+1,3 milioni di euro).

Nel 2025 si contano 675 imprese attive nel settore, in aumento rispetto alle 657 del 2024 e alle 663 del 2023. Oggi si contano oltre 148mila droni registrati sulla piattaforma d-flight e più di 185mila operatori attivi.

Uno dei principali limiti allo sviluppo è la bassa autonomia delle batterie al litio, oggi compresa tra 150 e 200 Wh/kg. Per abilitare servizi più avanzati servirebbero batterie tra 300 e 500 Wh/kg, a seconda del tipo di trasporto. Una possibile alternativa sono le celle a combustibile a idrogeno, che permettono autonomie molto più elevate.


Potrebbe interessarti anche:

Elettronica e aerospaziale: il cielo promette bene

 

Articolo precedenteFAE Technology e Kayser Space: c’è spazio per crescere
Articolo successivoSemiconduttori di potenza per Data Center AI: per Gartner Infineon è in vantaggio
Virna Bottarelli
Dopo la laurea in Scienze Politiche, nel 2001 Virna Bottarelli ha iniziato a lavorare per le riviste del settore meccanica e automazione del Gruppo Editoriale Futura. Nel 2005, anno in cui si è iscritta all’albo dei giornalisti pubblicisti della Lombardia, è entrata nel Gruppo Gpp. Per dieci anni ha fatto parte della redazione della rivista Automazione Industriale, lavorando ai contenuti e agli eventi promossi dalla testata. Nel 2014 è approdata, insieme alla divisione Business Media del Sole 24ORE, in Tecniche Nuove, dove si è occupata di contenuti editoriali per riviste cartacee e siti dedicati a professionisti operanti in diversi settori: ha lavorato per la testata Millecanali, nome storico dell’editoria professionale del settore broadcast, e per Tema Farmacia, mensile rivolto ai farmacisti. Dal 2020 è redattrice e web editor per la rivista Elettronica AV e per altre testate e siti editi da FW Communication.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui