di Laura Reggiani | Il mercato globale degli Electronics Manufacturing Services (Ems) sta attraversando una fase di profonda trasformazione che va ben oltre la semplice crescita dei volumi produttivi.
Secondo le stime di Mordor Intelligence, il settore raggiungerà un valore di 620,16 miliardi di dollari nel 2025, per salire a 909,32 miliardi entro il 2031, con un tasso di crescita medio annuo del 6,51%. Una dinamica sostenuta da fattori strutturali che stanno ridefinendo le catene globali del valore: dalla corsa all’elettrificazione dei veicoli alla regionalizzazione della produzione, passando per l’integrazione tra manifattura elettronica e packaging avanzato dei semiconduttori.
Se fino a pochi anni fa il vantaggio competitivo dei fornitori Ems era legato principalmente all’efficienza produttiva e al costo del lavoro, oggi il mercato premia capacità ben più sofisticate: competenze progettuali, gestione della supply chain, automazione avanzata e presenza industriale distribuita in più aree geografiche. Il risultato è un settore sempre più polarizzato tra grandi operatori globali e aziende regionali specializzate.
Il nuovo modello industriale
Una delle tendenze più evidenti riguarda il progressivo alleggerimento delle strutture produttive da parte dei grandi marchi dell’elettronica.
I produttori Oem destinano quote crescenti degli investimenti allo sviluppo di chip proprietari, Intelligenza Artificiale, software e strategie commerciali, esternalizzando sempre più attività di assemblaggio e produzione ai contractor specializzati. La logica economica è chiara: la gestione di fabbriche altamente automatizzate richiede investimenti miliardari e capacità di adattarsi rapidamente a cicli di vita dei prodotti sempre più brevi.
Nel segmento smartphone e wearable, ad esempio, i tempi di rinnovo delle piattaforme possono scendere sotto i 18 mesi, rendendo poco conveniente mantenere capacità produttive interne sovradimensionate. Anche nei settori industriale e medicale l’outsourcing si sta estendendo oltre il semplice assemblaggio di schede. I fornitori Ems vengono coinvolti anche nelle attività di programmazione firmware, certificazione normativa e gestione documentale, accedendo così a margini significativamente superiori rispetto all’assemblaggio tradizionale.
Accelerano nearshoring e reshoring
Sul piano geografico il settore sta vivendo una delle più importanti riconfigurazioni degli ultimi decenni.
Le tensioni commerciali internazionali, le incertezze tariffarie e le politiche di controllo delle esportazioni stanno spingendo molte aziende a ripensare la localizzazione degli impianti produttivi. Nel 2025 gli annunci di nuovi stabilimenti in Messico, Polonia e Vietnam sono aumentati del 23%, segnalando una crescente ricerca di alternative alla tradizionale concentrazione produttiva cinese. Il Messico beneficia della vicinanza al mercato statunitense, di costi del lavoro inferiori rispetto alla Cina costiera e dei vantaggi doganali garantiti dall’accordo Usmca. L’Europa orientale, invece, si sta affermando come polo privilegiato per assemblaggi medicali e automotive grazie alla rapidità logistica offerta dal mercato unico europeo.
Nonostante questa diversificazione, l’Asia-Pacifico continua a dominare il panorama mondiale degli Ems con una quota del 56,48% del fatturato globale nel 2025. La regione manterrà una crescita superiore alla media, pari al 6,63% annuo fino al 2031, sostenuta dall’espansione di India, Vietnam e Sud-Est asiatico. Significativa è la strategia adottata dall’India, che attraverso il programma “Production Linked Incentive” sta incentivando l’apertura di nuove linee produttive per smartphone ed elettrodomestici mediante contributi legati all’incremento delle vendite.

Automotive motore della crescita
Tra tutti i mercati applicativi, il settore automotive rappresenta oggi la più importante opportunità di sviluppo per gli operatori Ems.
Le applicazioni automotive registreranno infatti un tasso di crescita dell’8,27% fino al 2031, il valore più elevato tra tutti i segmenti di utilizzo finale. L’elettrificazione dei veicoli richiede una quantità crescente di elettronica per inverter, sistemi di gestione delle batterie, radar e piattaforme di assistenza alla guida. Tale evoluzione comporta un aumento della complessità delle schede, che passano da strutture semplici a Pcb multistrato ad alta densità con requisiti stringenti in termini di affidabilità e tracciabilità.
La conseguenza è l’allargamento del divario competitivo tra i grandi Ems internazionali e gli operatori di dimensioni minori. Solo una parte limitata degli impianti dispone infatti delle tecnologie necessarie per realizzare schede automotive avanzate, incluse forature laser, ispezione a raggi X e processi di laminazione complessi. Per questo molte case automobilistiche stanno assegnando contratti pluriennali ai fornitori più strutturati.
Cresce il valore dei servizi
La tradizionale attività di assemblaggio Pcb continua a rappresentare il segmento più importante del mercato, con una quota del 43% del fatturato complessivo nel 2025.
Tuttavia, la redditività di queste attività tende a ridursi progressivamente, soprattutto nei prodotti consumer caratterizzati da elevata pressione competitiva. Per questo motivo molti Ems stanno accelerando la trasformazione verso servizi a più alto valore aggiunto. Le attività di assemblaggio elettromeccanico e box-build cresceranno del 6,83% annuo, favorite dalla richiesta dei clienti di avere un unico interlocutore responsabile dell’intero prodotto finito.
Parallelamente aumentano le opportunità legate alla progettazione per la producibilità, ai test avanzati, alla logistica integrata e alla gestione dell’inventario. Secondo il report, i servizi di engineering possono generare ricavi per progetto superiori del 30-50% rispetto alle attività puramente manifatturiere, contribuendo in modo decisivo alla difesa dei margini aziendali. In crescita anche i modelli operativi ibridi e turnkey, che combinano progettazione, approvvigionamento e produzione. Questi modelli registreranno una crescita media del 7,02% annuo e stanno progressivamente sfumando i confini tradizionali tra Ems e Odm.
La convergenza con il packaging
Un altro tema destinato a influenzare il futuro del settore riguarda l’integrazione crescente tra manifattura elettronica e assemblaggio avanzato dei semiconduttori.
Tecnologie come System-in-Package, chiplet e packaging wafer-level stanno avvicinando mondi fino a pochi anni fa considerati separati. La crescita dei dispositivi edge e delle applicazioni Industrial IoT richiede infatti moduli sempre più compatti e complessi, capaci di integrare processori, connettività radio e funzioni di gestione energetica in spazi ridotti. Per soddisfare tali esigenze, molti Ems stanno investendo in attrezzature tipiche dell’industria dei semiconduttori, ampliando il proprio raggio d’azione lungo la catena del valore. Si tratta di una scelta strategica che consente di aumentare la quota di valore e di differenziarsi rispetto ai concorrenti focalizzati sull’assemblaggio tradizionale.

Supply chain sotto pressione
Nonostante il quadro complessivamente positivo, il mercato Ems continua a confrontarsi con criticità rilevanti sul fronte della supply chain. Nel corso del 2025 i prezzi di alcuni componenti strategici, come i condensatori multistrato per applicazioni automotive, hanno registrato oscillazioni comprese tra il 35% e il 50%, generando una pressione significativa sui margini operativi.
Anche i tempi di consegna dei microcontrollori hanno mostrato forti allungamenti, passando da 12 a 26 settimane in alcuni casi. Le aziende Ems sono state costrette ad aumentare il capitale immobilizzato in magazzino per garantire continuità produttiva, con effetti diretti sulla redditività e sulla capacità di investimento. I grandi player globali risultano avvantaggiati grazie al maggiore potere contrattuale nei confronti dei fornitori di componenti, mentre gli operatori regionali faticano maggiormente a reperire disponibilità e a contenere i costi di acquisto.
Un mercato in crescita, ma selettivo
Il quadro delineato da Mordor Intelligence evidenzia un mercato Ems in salute, sostenuto da digitalizzazione, elettrificazione della mobilità e riorganizzazione delle catene di fornitura.
Tuttavia, non si tratta più di un settore in cui il successo dipende solo dalla capacità produttiva. La competizione si sta spostando verso competenze ingegneristiche, integrazione verticale, automazione, packaging avanzato e presenza internazionale.
In questo scenario i grandi gruppi globali stanno consolidando le proprie posizioni attraverso investimenti mirati, mentre gli operatori più piccoli saranno chiamati a specializzarsi in nicchie ad alto valore o a sviluppare servizi differenzianti per evitare la progressiva “commoditizzazione” delle attività produttive tradizionali.
In definitiva, la crescita del mercato Ems appare destinata a proseguire nei prossimi anni, ma i principali benefici economici andranno a quelle aziende capaci di trasformarsi da semplici assemblatori elettronici in partner tecnologici completi dell’industria globale.
Nuovi investimenti ridisegnano il settoreNel 2025, i cinque principali operatori del settore, Foxconn, Pegatron, Flex, Jabil e Luxshare, hanno controllato complessivamente tra il 35% e il 40% del fatturato mondiale, delineando un mercato moderatamente concentrato, ma ancora aperto alla presenza di centinaia di specialisti regionali. Gli investimenti annunciati negli ultimi mesi evidenziano una corsa verso il valore aggiunto.
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