Tiyan, il componente che si adatta al cliente

Dal plant proprietario di Dezhou alla sede operativa di Trieste, Tiyan propone una filiera integrata e una vocazione alla consulenza e alla personalizzazione che trasformano il componente passivo in soluzione di qualità

10
passivi Tiyan

di Maria Cecilia Chiappani | Quando parliamo di componenti passivi per l’elettronica di potenza, entra in gioco la particolare realtà di Tiyan.

Con sede commerciale a Muggia (TS) e stabilimento produttivo di proprietà a Dezhou, nella provincia cinese dello Shandong, Tiyan progetta e produce trasformatori elettrici ed elettronici custom per applicazioni industriali e civili in Italia e nei principali mercati europei. L’ampia offerta ruota intorno a una filosofia precisa: non vendere un componente, ma sviluppare insieme al cliente la soluzione più adatta alla sua applicazione finale e alle sue esigenze logistiche. Ne parliamo con Mattia Saccon, Sales & Marketing Manager dell’azienda italiana.

Come nasce Tiyan e come si struttura oggi?

La solidità dell’azienda si fonda sulla trentennale esperienza dei soci, che trasmettono le proprie conoscenze alle nuove risorse condividendo strategie operative consolidate nel tempo. Tiyan nasce dalla volontà di proporre al mercato dell’elettronica, e in particolare nel settore dei componenti passivi, un’alternativa valida, affidabile ed efficiente. Il nostro amministratore, Tiziano Gandolfi, vanta una lunga e specifica esperienza nel mondo dei trasformatori e della componentistica elettronica nel suo complesso.

Sul piano organizzativo, la struttura di Tiyan integra direttamente la sede commerciale di Trieste, il reparto tecnico e il plant produttivo in Cina. La prima gestisce le relazioni con i clienti, la logistica e gli ordini. Il reparto tecnico-commerciale rappresenta il “cuore” dell’attività, dalla raccolta delle richieste commerciali sviluppa soluzioni ad hoc che soddisfino le specifiche esigenze dell’applicazione finale del cliente. Questo reparto, particolarmente ricco, comprende l’esperienza decennale di ingegneri interni all’azienda e specificamente formati sui nostri prodotti secondo gli standard europei e asiatici.

Lavoriamo con due figure tecniche in Italia e altre tre in Cina, che sono parte del management del plant produttivo. A dicembre 2024, infatti, abbiamo concretizzato un traguardo importante: l’apertura dello stabilimento produttivo di proprietà in Cina, a Dezhou, che dista circa 400 km a sud-ovest da Pechino. La produzione, totalmente interna, è disposta su diverse linee automatiche e semi-automatiche, garantendo una capacità produttiva di decine di migliaia di pezzi al giorno a seconda del tipo di prodotto.

Quali sono i vantaggi di questa articolazione operativa per i clienti italiani ed europei?

Questa organizzazione ci consente di controllare direttamente ogni fase della catena di fornitura, dalla pianificazione alla produzione, fino alla consegna. Garantisce comunicazioni più snelle e immediate nella gestione di nuovi progetti o consegne urgenti, oltre a uno scambio efficace e trasparente tra tutti i reparti. L’apertura dello stabilimento cinese, come accennato, ha permesso di trasferire il know-how di Tiyan in produzione, definendo con precisione gli standard qualitativi e operativi che ci impegniamo a mantenere. Nel plant cinese operano appunto tre ingegneri specializzati e due di loro fanno anche parte del board e del management di Tiyan, supportando su più fronti lo sviluppo dell’azienda e del business in generale.

Come il design dei prodotti, anche l’offerta è personalizzabile. Il servizio è strutturato per accompagnare il cliente nella gestione delle consegne con scorte dedicate e programmazione a chiamata (Moq/Mpq customizzati e gestione ordini a call-off), nella definizione dei volumi minimi di ordinazione, delle modalità di trasporto (via mare, aerea o ferroviaria), delle condizioni commerciali (Exw, Fob, Cif) disponibili in diverse valute (Euro, Usd, Rmb) e nella spedizione verso tutti i Paesi.

Dai porti asiatici al porto di Trieste, Tiyan punta dunque sulla gestione diretta della filiera. Come garantite affidabilità nelle forniture in un contesto geopolitico così volatile?

Negli anni abbiamo individuato partner qualificati con i quali instaurare sinergie importanti, quali spedizionieri, operatori doganali e consulenti specializzati. Questo ci permette di gestire in modo flessibile l’intera filiera e di adattarci rapidamente ai continui mutamenti del contesto globale. Il porto di Trieste vanta una notevole esperienza nella gestione delle tratte asiatiche con servizio diretto, specialmente dai porti principali come Shanghai, Ningbo, Shenzhen e Qingdao. La struttura consolidata garantisce un flusso regolare di trasporti con 2-4 container al mese. In aggiunta, pratichiamo un’attenta pianificazione della produzione e delle spedizioni.

La logistica, del resto, è parte integrante del valore aggiunto di Tiyan. In un mercato dove la gestione ordinaria è sempre più complessa, interveniamo a supporto del cliente anche su questo fronte, affiancando il know-how logistico a quello tecnico. La combinazione di tutti questi elementi assicura la programmazione stabile delle spedizioni e, di conseguenza, la certezza delle tempistiche di approvvigionamento per il cliente.

Quali sono i prodotti di punta e i settori applicativi con maggiore domanda? Chi sono i vostri interlocutori più frequenti?

Il nostro core business riguarda i trasformatori elettrici ed elettronici, affiancati da altri componenti magnetici avvolti (induttori, reattori, filtri Emi), progettati per adattarsi alle specifiche dell’applicazione finale. Grazie alla loro affidabilità (Long duty cycle) i trasformatori toroidali e gli autotrasformatori con nucleo EI rappresentano ancora la soluzione più efficiente per l’automazione industriale, cancelli e porte automatiche. Un settore molto importante, che ci vede protagonisti nello share dei maggiori produttori del Nord Italia.

I trasformatori per applicazioni su Pcb, sia a bassa sia ad alta frequenza, offrono il migliore rapporto qualità-prezzo e un’efficienza che meglio si adatta a specifiche applicazioni. I modelli incapsulati trovano impiego negli elettrodomestici, nei sistemi Hvac, nella refrigerazione e nella termoregolazione. I trasformatori switching ad alta frequenza, altamente customizzati e compatti, servono invece piccole applicazioni nei segmenti del bianco, medicale e aerospaziale.

Sul fronte geografico, oltre all’Italia siamo presenti in Grecia con un agente dedicato che serve, tra gli altri, un importante cliente nel settore del lighting e dei dispositivi di sicurezza. In Spagna abbiamo instaurato una doppia collaborazione, da oltre un anno, con un agente di rappresentanza locale molto attivo, abbiamo da poco raggiunto la Turchia e stiamo avviando nuovi sviluppi in Germania e Francia, mercati di forte interesse per i nostri prodotti.

Tra i vostri punti distintivi c’è la stretta collaborazione con il team di progetto del cliente. Cosa significa nella pratica? In quali fasi il vostro supporto fa la differenza?

Si traduce innanzitutto in una comunicazione tecnica e commerciale multilingue, continua e accessibile, che va oltre lo scambio di e-mail e include confronti telefonici e incontri diretti in sede quando necessario. Torno a ripetere che la personalizzazione riguarda ogni aspetto del servizio:

  • design del prodotto;
  • sviluppo del progetto;
  • gestione delle consegne;
  • definizione di volumi minimi;
  • modalità di trasporto;
  • condizioni commerciali.

Non solo, coinvolge anche prodotti che sulla carta potrebbero sembrare standard. Per esempio, a partire da referenze di catalogo, dimensionalmente allineate agli standard internazionali, siamo in grado di intervenire su specifiche costruttive che altri produttori, su volumi contenuti, spesso non riescono a prendere in carico.

In quali ambiti pesa maggiormente il requisito delle certificazioni e come vi muovete per garantire le compliance specifiche?

Il tema delle certificazioni è molto rilevante in un contesto normativo sempre più stringente: l’Unione Europea aggiorna regolarmente le disposizioni sull’uso di materiali specifici, sulle emissioni e sui consumi energetici. Abbiamo integrato da tempo nelle nostre linee produttive le certificazioni internazionali più riconosciute, come UL per i mercati America-Australia e Vde per l’Europa, e continuiamo a investire per estenderle all’intera gamma. Per lo sviluppo del mercato asiatico ci stiamo focalizzando sulle certificazioni CCC e CQC, particolarmente rilevanti in questa area.

Sia la sede commerciale italiana sia lo stabilimento di Dezhou sono certificati Iso 9001, operando secondo gli stessi principi normativi e garantendo continuità della filiera e rigoroso controllo della qualità. Il dialogo costante con gli enti di riferimento europei ci permette di aggiornare tempestivamente le dichiarazioni di conformità sui materiali utilizzati.

La sostenibilità è diventata un requisito sempre più presente. Come aiutate i clienti a raggiungere obiettivi in questo ambito?

Abbiamo adottato certificazioni che attestano la sostenibilità dell’intera catena di fornitura. Siamo iscritti alle maggiori piattaforme di valutazione e rating della sostenibilità aziendale, ai criteri Esg, Synesgy ed Ecovadis, e orientiamo le nostre risorse verso l’introduzione di processi sostenibili da trasferire anche ai clienti finali.

Un esempio significativo del supporto offerto ai nostri interlocutori riguarda la recente entrata in vigore della normativa europea sui consumi in stand-by per gli elettrodomestici. Abbiamo infatti accompagnato i clienti in un adeguamento su più livelli, sviluppando trasformatori a basso consumo con materiali più performanti e andando oltre il nostro raggio d’azione fornendo, quando necessario, il trasformatore già montato su scheda Pcb con i componenti complementari necessari. Consegnando un sottosistema completo e conforme. La compliance normativa è un obbligo di filiera: contare su un partner in grado di offrire soluzioni integrate, non fermandosi al singolo componente, rappresenta un valore concreto per il cliente.

Nuovi progetti di sviluppo e obiettivi di espansione all’orizzonte?

Prevediamo il consolidamento e l’ulteriore sviluppo del mercato europeo, con diversificazione e ampliamento della gamma di prodotti. Sul fronte geografico, Germania e Francia sono le aree attualmente più strategiche: in assenza di una presenza fisica locale, stiamo investendo anche in progetti di marketing digitale come strumento per sondare la risposta del mercato e raccogliere dati prima di strutturare risorse commerciali dedicate. Un approccio che si è già dimostrato efficace in Spagna e in Turchia, confermando il potenziale di questo canale per l’internazionalizzazione.


Questo articolo è tratto dalla rivista ELETTRONICA AV n° 40.
Per abbonarti o ricevere informazioni, contatta info@fwcommunication.it o visita il nostro sito https://fwcommunication.it/.

Articolo precedenteGiovanni Fuggetta Managing Director di Fae Space
Articolo successivoSmart City, collaborare è la strategia vincente
Cecilia Chiappani
Laureata in Scienze Filosofiche, Maria Cecilia Chiappani ha orientato il proprio percorso professionale verso il mondo della comunicazione e della creazione di contenuti in ambito B2B, specializzandosi in SEO copywriting e marketing digitale. La sua attività si articola su più fronti: da un lato le collaborazioni editoriali con riviste e portali di settore nei campi dell'innovazione tecnologica, dell’efficienza energetica, delle politiche del lavoro e della gestione delle risorse umane; dall'altro, i progetti di consulenza mirata per aziende e associazioni di categoria, supportandole nello sviluppo di strategie multicanale di marketing e comunicazione. Dal 2022 collabora con Elettronica AV per la redazione di articoli, interviste e rubriche.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui