di Fritz Walter | Forse a molti è passata inosservata la cancellazione a fine novembre della registrazione dell’hedge fund speculativo Scion Asset Management dal database della Sec, l’autorità che vigila sulla borsa negli Stati Uniti.
Il suo fondatore Michael Burry, protagonista del film di questo editoriale (La grande scommessa) interpretato da Christian Bale, ha lanciato contemporaneamente una newsletter.
L’iniziativa, a pagamento, contiene analisi e previsioni su azioni, mercati (e bolle speculative). In pochi giorni ha generato più di 20.000 sottoscrittori e incassato oltre 100 milioni di dollari. Altro che Falsissimo!
Il mercato dell’auto
La cosa che più riguarda il comparto dell’elettronica, sono le bombe che Burry ha lanciato contro AI e auto elettriche, con particolare attenzione a Tesla.
La newsletter definisce la casa automobilistica testualmente “ridiculously overvalued” – ossia ridicolmente sopravvalutata.
Troppo alta la sua capitalizzazione di mercato: cinque volte il valore di Toyota e molto più delle capitalizzazioni di GM, Mercedes, BMW o Volkswagen messe insieme. Stellantis, non viene nemmeno presa in considerazione.
Oltre a questo, dobbiamo sommare la crisi dell’auto elettrica in Cina. Quest’ultima, tra crescita vertiginosa del mercato, concorrenza interna (oltre cento costruttori) e sussidi governativi al capolinea, rischia di affossare il già precario mercato mondiale dell’industria automobilistica.
Infine, per non farci mancare nulla, aggiungiamoci anche l’annullamento datato dicembre 2025 allo stop totale per i motori termici, precedentemente fissato al 2035 in Europa.
L’Intelligenza Artificiale
Sul fronte dell’Intelligenza Artificiale, pur non negando che l’AI sia una tecnologia importante, Burry pensa che l’euforia sui titoli del settore (soprattutto Nvidia) sia eccessiva e speculativa.
Simile alla bolla finanziaria come quella delle dot-com negli anni Novanta. Ora, non mi è dato sapere se le sue considerazioni siano corrette o meno e solo il tempo lo dirà, ma due domande mi vengono naturali:
- Ma è possibile che nelle prime 10 società per capitalizzazione al mondo, ce ne siano sei made in Usa con un focus importante sull’Intelligenza Artificiale?
- Essendo noi in Italia non protagonisti sugli standard dell’AI, perché comunque non puntare ancora più forte sui data center?
La nostra scommessa
L’Italia già guida la crescita in Europa del settore con investimenti miliardari, nuovi poli tecnologici e benefici per l’economia nazionale, per il lavoro e per la sostenibilità.
Non avendo niente di meglio su cui puntare, forse è questa la nostra grande scommessa per l’elettronica italiana!
Leggi l’editoriale del numero 35 di Elettronica AV

















