Il futuro dell’Europa passa dai semiconduttori

Con Laith Altimime, presidente di Semi Europe, vediamo che cosa rappresenta per l’Europa l’industria dei semiconduttori, guardando ai trend di mercato e alle criticità che si stanno affrontando nel complesso scenario geopolitico globale.

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semiconduttori Laith Altimime SEMI

di Virna Bottarelli | I semiconduttori hanno avuto un impatto enorme nella società moderna. Parte da questa constatazione l’intervista a Laith Altimime, presidente di Semi Europe.

L’associazione fa parte di Semi, organizzazione globale che collega oltre 3mila aziende e 1,5 milioni di professionisti attivi nella supply chain dei semiconduttori e dell’elettronica. “I semiconduttori sono il fondamento della tecnologia moderna e alimentano ogni cosa, dagli smartphone e veicoli elettrici ai dispositivi medicali, dalle smart home al cloud computing”, esordisce Laith Altimime. “Senza chip, tecnologie come l’intelligenza artificiale, i data center e le smart city non esisterebbero”.

Nonostante il loro impatto sulla vita di tutti, non sono molte le persone che hanno familiarità con l’industria dei semiconduttori. Che cosa fa la vostra organizzazione per farla conoscere?

Sia a livello globale che a livello regionale, Semi sta sensibilizzando sul ruolo essenziale dell’industria dei semiconduttori e ispirando la prossima generazione di talenti attraverso diverse iniziative di impatto, a cominciare dal Semi Talent Forum, che mette in contatto gli studenti con le principali aziende tecnologiche attraverso esperienze pratiche e discussioni sulle carriere nella microelettronica. Il programma 20 Under 30 premia i giovani professionisti che fanno la differenza nella catena di fornitura della microelettronica. Coordiniamo anche progetti finanziati dall’UE, tra cui la European Chips Skills Academy, dove collaboriamo con 18 partner e 37 studenti ambasciatori per colmare il divario di talenti nel settore dei semiconduttori, e la European Chips Diversity Alliance, che promuove l’inclusione e le pari opportunità riducendo le barriere per i gruppi sottorappresentati nel settore.

Quali trend di mercato hanno influenzato l’industria dei semiconduttori negli ultimi anni?

Il settore è sulla buona strada per superare i mille miliardi di dollari di fatturato globale entro il 2030, trainato dall’intelligenza artificiale, dall’IoT e dalla trasformazione digitale. Nel frattempo, le tensioni geopolitiche e le interruzioni della catena di approvvigionamento hanno spinto aziende e governi a rivalutare le strategie di produzione e investimento. In Europa, l’European Chips Act rappresenta una risposta fondamentale, che mobilita miliardi di investimenti per incrementare la produzione regionale, rafforzare le capacità di ricerca e sviluppo e migliorare la resilienza della catena di approvvigionamento. Sostenibilità ed efficienza energetica sono priorità fondamentali, con una crescente domanda di una produzione di chip più ecologica. I data center si stanno espandendo a un ritmo allarmante, trainati dall’intelligenza artificiale, dal cloud computing e dalla generazione massiva di dati, rendendo il consumo energetico e la gestione dell’impronta di carbonio una preoccupazione critica per il settore.

Cosa rappresenta l’industria dei semiconduttori per l’economia europea in termini di business e innovazione?

Nonostante le tensioni geopolitiche in corso, l’Europa si trova in una posizione unica come partner neutrale e strategico, promuovendo la collaborazione globale lungo tutta la catena del valore dei semiconduttori. L’Europa ospita aziende leader mondiali nel settore dei semiconduttori come Asml, Infineon, Asm e Bosch, e organizzazioni di ricerca e tecnologia come imec, Cea-Leti, Vtt e Fraunhofer, il che la rende un polo chiave per l’innovazione globale. L’UE ha rafforzato questa posizione attraverso investimenti in quattro linee pilota per mantenere il vantaggio competitivo dell’Europa nell’innovazione avanzata dei semiconduttori. Oggi l’Europa detiene l’8% del mercato globale dei semiconduttori, con la chiara visione della Commissione Europea di raddoppiare questa quota entro il 2030.

Quali sono state le tappe fondamentali della storia di Semi, qual è oggi la sua missione e quali sono le principali attività?

Semi è la forza globale che guida la collaborazione e l’innovazione nell’industria dei semiconduttori, collegando i principali attori della filiera della progettazione e produzione di componenti elettronici, contribuendo a plasmare il futuro della tecnologia. La missione di Semi è promuovere la collaborazione, guidare l’innovazione e definire le politiche del settore per garantire un ecosistema europeo dei semiconduttori competitivo. Il nostro mantra “Connettersi, Collaborare, Innovare“ guida i nostri sforzi per accelerare la crescita aziendale dei nostri membri, non solo all’interno del settore, ma anche con i nostri principali stakeholder, come il mondo accademico e i responsabili politici.

Un tema importante nel settore dei semiconduttori è la gestione della catena di approvvigionamento. Può spiegare perché è così cruciale?

La sfida principale nella produzione dei semiconduttori è garantirne sia la resilienza che l’efficienza, senza compromettere la collaborazione globale da cui dipende il settore: nessuna singola regione può operare isolatamente. La produzione di semiconduttori dipende da una catena di fornitura globale altamente complessa, che coinvolge migliaia di fornitori e centri di produzione specializzati distribuiti in diverse regioni. Le recenti perturbazioni geopolitiche hanno evidenziato l’importanza di mantenere una solida collaborazione internazionale.

Infine, come sta affrontando l’industria dei semiconduttori la questione della sostenibilità?

La sostenibilità è una priorità assoluta per l’industria dei semiconduttori, data la natura intrinsecamente ad alta intensità energetica e di risorse della produzione di chip. Per ridurre il proprio impatto ambientale, il settore sta investendo in fabbriche ad alta efficienza energetica, sistemi avanzati di riciclo dell’acqua e tecnologie di riduzione delle emissioni di carbonio. Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale viene sfruttata per ottimizzare la produzione di chip e ridurre gli sprechi, accelerando il percorso del settore verso l’azzeramento delle emissioni nette. L’Europa è in prima linea, integrando i principi dell’economia circolare nell’intera catena del valore dei semiconduttori, dalla progettazione e produzione fino al fine vita.

“IA: catalizzatore per promuovere la competitività dell’Europa” è stato il tema dell’Industry Strategic Symposium Europe 2025. Può spiegarci il rapporto tra semiconduttori e intelligenza artificiale?

L’intelligenza artificiale e i semiconduttori sono al centro della trasformazione digitale, abilitando tutti i settori, dall’automotive all’agricoltura, dalla robotica all’assistenza sanitaria, fino all’analisi avanzata come la visione artificiale, l’elaborazione del linguaggio naturale e la modellazione predittiva. Si prevede che l’intelligenza artificiale genererà un impatto economico di due trilioni di dollari entro il 2030, alimentando la domanda di chip ad alte prestazioni come acceleratori di intelligenza artificiale, Gpu e soluzioni di edge computing. In questo contesto, i semiconduttori diventano la spina dorsale della competitività tecnologica dell’Europa. Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando l’industria stessa dei semiconduttori, ottimizzando la progettazione dei chip, l’efficienza produttiva e le operazioni della catena di approvvigionamento. Per sfruttare appieno questa opportunità, la “co-opetition” (collaborazione e competizione) è essenziale. L’Europa deve promuovere solide partnership in tutto l’ecosistema, dalla ricerca e sviluppo all’integrazione a livello di sistema, guidate dal principio “1 + 1 = 5”: l’innovazione collettiva supera i contributi individuali, creando un progresso esponenziale. Per rimanere competitiva, l’Europa deve attuare strategie chiave basate sull’intelligenza artificiale entro il 2027, consolidando la propria leadership nella rivoluzione dell’intelligenza artificiale e nel mercato globale dei semiconduttori.

Come collaborate con le istituzioni dell’UE per rafforzare l’industria europea dei semiconduttori?

Semi Europe collabora a stretto contatto con la Commissione Europea, il Parlamento Europeo, i governi nazionali e i principali stakeholder del settore per sostenere la crescita e la resilienza dell’ecosistema europeo dei semiconduttori. La nostra cooperazione abbraccia diverse aree critiche, tra cui l’European Chips Act, lo sviluppo della forza lavoro, la sicurezza informatica, la sicurezza economica, la sostenibilità e le normative chimiche. Semi ha lanciato il Semi International Policy Summit nell’ottobre 2023, una piattaforma globale per la differenziazione che riunisce leader del settore, responsabili politici e mondo accademico in tutto il mondo. Il prossimo Summit si terrà a Singapore nel dicembre 2025. Semi Europe guida e partecipa a diversi progetti finanziati dall’UE che supportano le priorità strategiche dell’Europa per i semiconduttori: promuovere l’innovazione, la sostenibilità e lo sviluppo della forza lavoro lungo tutta la catena del valore. Oltre a Ecsa ed Ecda, che si concentrano sul colmare il divario di competenze e promuovere la diversità e l’inclusione nel settore, partecipa anche a Genesis, un progetto volto a promuovere la produzione sostenibile di semiconduttori, con particolare attenzione alle sfide legate ai Pfas e alle normative chimiche. Un’altra iniziativa chiave è HiConnects, che sviluppa tecnologie fondamentali di integrazione eterogenea per abilitare soluzioni ad alte prestazioni ed efficienti dal punto di vista energetico per la connettività wireless/cablata, il cloud computing e l’edge computing e i radar automobilistici.

In che modo l’Europa può svolgere un ruolo strategico in questo contesto geopolitico in continua evoluzione?

Le tensioni geopolitiche in atto stanno rimodellando il panorama globale dei semiconduttori e in questo scenario l’Europa deve bilanciare la cooperazione globale con la resilienza regionale. Come Semi Europe sosteniamo un approccio equilibrato, che garantisca la sicurezza delle catene di approvvigionamento e rafforzi l’autonomia strategica del Vecchio Continente, senza chiudere le porte alla collaborazione internazionale. Riconosciamo il continuo supporto della Commissione Europea in settori critici come il clima, la difesa, la digitalizzazione e i semiconduttori. In particolare, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha presentato un piano per mobilitare 800 miliardi di euro per rafforzare le capacità di difesa dell’Europa. Questi investimenti significativi riflettono il forte impegno dell’UE nel posizionare l’Europa come attore strategico globale. Un supporto continuo a livello UE è essenziale per garantire che l’Europa rimanga competitiva, resiliente e collaborativa in un panorama geopolitico sempre più complesso.

Chi è Laith Altimime

Laith Altimime SEMI_2Con un master presso la Heriot-Watt University, in Scozia, Laith Altimime ha oltre 30 anni di esperienza internazionale nel settore dei semiconduttori. Prima di entrare in Semi nel 2015, ha ricoperto posizioni dirigenziali senior presso Nec, Kla-Tencor, Infineon, Qimonda e imec. In qualità di presidente di Semi Europe, guida le attività dell’associazione nell’area Emea ed è responsabile del conto economico e di tutti i programmi ed eventi della regione europea. Si occupa della definizione degli standard di settore, dell’advocacy, dello sviluppo della comunità, delle fiere e dei programmi. Fornisce supporto e servizi ai membri Semi in tutto il mondo che hanno interessi nella supply chain in Europa. Gestisce e coltiva i rapporti
con i membri Semi nella regione e a livello globale, nonché con
le associazioni locali e i rappresentanti dell’industria, delle istituzioni
e del mondo accademico.

 

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Virna Bottarelli
Dopo la laurea in Scienze Politiche, nel 2001 Virna Bottarelli ha iniziato a lavorare per le riviste del settore meccanica e automazione del Gruppo Editoriale Futura. Nel 2005, anno in cui si è iscritta all’albo dei giornalisti pubblicisti della Lombardia, è entrata nel Gruppo Gpp. Per dieci anni ha fatto parte della redazione della rivista Automazione Industriale, lavorando ai contenuti e agli eventi promossi dalla testata. Nel 2014 è approdata, insieme alla divisione Business Media del Sole 24ORE, in Tecniche Nuove, dove si è occupata di contenuti editoriali per riviste cartacee e siti dedicati a professionisti operanti in diversi settori: ha lavorato per la testata Millecanali, nome storico dell’editoria professionale del settore broadcast, e per Tema Farmacia, mensile rivolto ai farmacisti. Dal 2020 è redattrice e web editor per la rivista Elettronica AV e per altre testate e siti editi da FW Communication.

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