Melexis al servizio delle persone e del pianeta

Dall’elettrificazione globale alla robotica con il senso del tatto: la visione di Marc Biron, Ceo di Melexis, per un mondo sempre più sensorizzato

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Melexis semiconduttori

di Laura Reggiani | In un’industria dei semiconduttori sempre più strategica per l’economia globale, Melexis rivendica una posizione chiara: sviluppare tecnologie che mettano al centro le persone e il pianeta.

Non si tratta solo di una dichiarazione di intenti, ma di una bussola che guida investimenti, scelte tecnologiche e presenza geografica. Dall’automotive elettrico alla robotica avanzata, passando per la sanità digitale, l’azienda belga costruisce il proprio futuro puntando su sensori e driver sempre più intelligenti, affidabili e integrati.

Marc Biron, Chief Executive Officer di Melexis, racconta come questa visione si traduce in decisioni concrete, quali sono le tecnologie più strategiche oggi, come sta cambiando il mercato europeo e dove si giocheranno le prossime grandi opportunità nei prossimi anni.

Melexis si definisce un’azienda “people- and planet-centric”. In concreto, come si traduce questa visione nelle decisioni di business?

Per Melexis il concetto di “people- and planet-centric” è prima di tutto un filtro globale per l’innovazione. Ogni decisione strategica viene valutata in base alla sua capacità di rispondere a sfide universali. Un primo pilastro è l’elettrificazione totale: investiamo in modo significativo nello sviluppo di sensori e driver capaci di migliorare l’efficienza energetica, massimizzare l’autonomia delle batterie e aumentare il raggio operativo dei veicoli elettrici. Questo vale sia per il supporto agli obiettivi del Green Deal europeo sia per la rapida espansione dell’e-mobility in Asia.

Accanto all’energia, c’è il tema della sicurezza e del benessere delle persone. Abbiamo esteso l’affidabilità tipica dell’automotive a mercati come la robotica e la sanità digitale. Un esempio concreto è l’integrazione di sensori di temperatura nei dispositivi indossabili per il monitoraggio della salute, oppure lo sviluppo di sensori tattili per la robotica collaborativa, pensati per supportare popolazioni che invecchiano, persone con ridotte capacità motorie o ambienti di lavoro sempre più automatizzati.

Infine, adottiamo una strategia di prossimità: investiamo dove si trovano i nostri clienti. L’espansione in Malesia, India e Cina ci permette di costruire una supply chain regionale più resiliente, riducendo al tempo stesso l’impatto logistico e le emissioni, e favorendo la co-innovazione con partner locali.

Dove si colloca Melexis nella catena del valore dei semiconduttori? Quali attività mantenete internamente e quali affidate a partner esterni?

Melexis mantiene internamente tutto ciò che rappresenta il cuore del proprio valore tecnologico. Possediamo la proprietà intellettuale, ci occupiamo della definizione dei requisiti dei chip, della progettazione elettrica e della fase di layout, in cui i progetti vengono tradotti in strutture fisiche. Restiamo inoltre direttamente coinvolti nelle fasi critiche di test e controllo qualità finale, anche quando alcune attività operative vengono svolte in collaborazione con partner esterni.

Le fasi più fisiche e capital-intensive, come la produzione dei wafer di silicio e l’incapsulamento dei chip, vengono invece tipicamente esternalizzate. Questa scelta ci consente di rimanere agili, concentrando risorse e competenze sull’innovazione, sulla qualità e sull’integrazione dei circuiti all’interno di soluzioni complete per i clienti.

Quali sono oggi i principali profili di clienti in Europa e come sta cambiando il vostro approccio commerciale?

Storicamente Melexis ha lavorato soprattutto con i Tier-1 dell’automotive, ma nel tempo il nostro approccio si è evoluto. Oggi il portafoglio clienti è molto più bilanciato e include Oem, Tier-1, integratori e nuovi player della mobilità. Questa diversificazione riflette l’evoluzione del mercato, dove le barriere tradizionali tra i diversi attori stanno diventando sempre meno nette e dove è fondamentale saper dialogare con interlocutori molto diversi tra loro.

Quali trend applicativi (ad esempio, sicurezza, efficienza, comfort, normative, elettrificazione) stanno trainando più rapidamente la domanda di sensori e driver?

In realtà tutti i fattori citati giocano un ruolo. Regolamentazione e sicurezza sono spesso strettamente legate, soprattutto con l’avanzare delle funzioni Adas e della guida autonoma. Allo stesso tempo, il contenuto elettronico dei veicoli è destinato a crescere ulteriormente, anche per quanto riguarda il comfort. Funzioni oggi presenti solo nei modelli premium arriveranno progressivamente sul mercato di massa, aumentando il numero complessivo di sensori e driver per veicolo. Un altro driver fondamentale è la transizione verso architetture ad alta tensione nei veicoli elettrici.

In questo ambito rientra, ad esempio, la tecnologia Silicon-RC Snubber di Melexis, progettata per proteggere le architetture di potenza negli inverter di trazione, soprattutto quando si utilizzano componenti wide bandgap a commutazione rapida come il carburo di silicio.

Quali famiglie di prodotto sono oggi più strategiche per Melexis e quali problemi risolvono per i clienti?

Le tecnologie di sensing magnetico Hall e induttivo rappresentano la spina dorsale del nostro portafoglio. Con la tecnologia Triaxis, basata su Hall, offriamo soluzioni ad altissima precisione e compattezza per applicazioni critiche come sterzo, frenata e monitoraggio delle correnti negli inverter di trazione. Il sensing induttivo, invece, garantisce un’elevata immunità elettromagnetica, fondamentale per il controllo rapido e affidabile dei motori in powertrain elettrici e ambienti robotici.

Accanto ai sensori, la famiglia dei driver è altrettanto strategica. I nostri driver integrano intelligenza direttamente in motori elettrici, valvole termiche e sistemi di illuminazione Led animata, eliminando la necessità di centraline elettroniche separate. Questo consente di ridurre il cablaggio, il peso, l’ingombro e migliorare la gestione termica complessiva del veicolo.

Quali aree applicative stanno crescendo più rapidamente in Europa e dove vede la prossima ondata di opportunità?

L’Europa resta un mercato chiave, ma la crescita più rapida si sta spostando verso l’Asia, in particolare la Cina. Dal punto di vista applicativo, per Melexis la distinzione tra powertrain elettrico e termico si sta attenuando, perché anche le piattaforme tradizionali vengono aggiornate con livelli di elettronica sempre più elevati.

La prossima grande ondata di opportunità riguarda l’automazione avanzata e la robotica, che consideriamo la “vettura del futuro”. Dalle fabbriche completamente automatizzate ai robot umanoidi, la domanda di sensori tattili, driver di motori e sensori di posizione sta crescendo rapidamente, replicando in parte il boom che abbiamo già vissuto nell’automotive.

Perché investire anche in mobilità alternativa, robotica e sanità digitale?

Questa espansione è una conseguenza diretta della nostra visione di un mondo elettrificato e robotizzato. Possiamo essere rilevanti in tutti i segmenti in cui servono sensori di corrente, driver di motori, sensori di posizione, pressione o temperatura. La robotica, in particolare, ha registrato un’accelerazione significativa nel 2026, anche grazie ai primi successi dei nostri sensori tattili Tactaxis, presentati in collaborazione con OYMotion alla Hannover Messe.

In un mercato altamente competitivo, cosa vi differenzia davvero? Quali indicatori monitorate per valutare la salute del business?

Ci piace dire che Melexis è abbastanza grande per servire i clienti globali, ma ancora sufficientemente piccola per prendersene cura. La co-creazione è un elemento centrale: lavoriamo fianco a fianco con i clienti grazie a un team dedicato di application engineer. Inoltre, stiamo aumentando il ritmo dell’innovazione, imparando dalla velocità del mercato cinese e adattando la nostra organizzazione. Il tutto senza mai scendere a compromessi sulla qualità.

Oltre a innovazione e design win, restiamo focalizzati sugli obiettivi definiti durante il Capital Markets Day del novembre 2025. Guardando al 2030-2031, puntiamo a una crescita annua a una cifra alta, con un margine lordo del 45% e un margine netto del 25%.

Per concludere, quali sono i principali rischi e opportunità che intravede per i prossimi anni?

Il contesto macroeconomico e geopolitico resta il principale fattore di incertezza. La frammentazione globale e l’aumento dei costi regolatori rappresentano dei rischi, ma crediamo che l’agilità e l’innovazione end-to-end siano la chiave per restare competitivi. Le grandi opportunità continueranno a venire dall’elettrificazione universale, dalla diffusione di funzionalità premium e dalla crescente domanda di sicurezza avanzata, tendenze globali guidate sempre più dal ritmo dell’innovazione cinese.

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Laura Reggiani
Giornalista iscritta all’albo della Lombardia dal 2007, con una formazione letteraria, Laura Elisabetta Reggiani ha un’esperienza decennale nell’ambito dell’editoria professionale e opera nel settore dell’elettronica dal 1992. Dal 2020 è direttrice responsabile di Elettronica AV, periodico indipendente di riferimento per imprenditori, manager e professionisti del mercato elettronico, dove cura la definizione dei contenuti editoriali, la realizzazione di interviste e articoli e il coordinamento della redazione cartacea e digitale. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli di responsabilità in primarie realtà editoriali come Il Sole 24 ORE e Tecniche Nuove, contribuendo allo sviluppo di diverse riviste specializzate. La sua attività spazia dall’ideazione e gestione di progetti editoriali alla conduzione di eventi, tavole rotonde e convegni, con una costante attenzione all’evoluzione e alle dinamiche del mercato dell’elettronica. È anche direttrice della rivista FORME dedicata alle politiche del lavoro e responsabile dei progetti editoriali di FW Communication.

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