Con Arrow dalla progettazione al mercato

Engineering Director di Arrow Electronics per il Sud Europa e per il business Analog & Power dell’area Emea, Daria Pinna racconta come competenze tecniche e visione di mercato stiano ridefinendo la value proposition del distributore.

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Arrow Engineering

di Laura Reggiani | Nell’elettronica industriale progettazione, supply chain, normative e time-to-market si intrecciano in modo indissolubile e il ruolo del distributore di componenti elettronici sta vivendo una profonda trasformazione. 

Non più semplice anello logistico, ma partner strategico di sviluppo, capace di affiancare clienti e fornitori lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. Ne è convinta Daria Pinna, Engineering Director di Arrow Electronics per il Sud Europa e per il business Analog e Power nell’area Emea.

In questa intervista racconta come il supporto ingegneristico avanzato e la conoscenza profonda del territorio siano diventati leve decisive per creare valore reale, in un mercato segnato da volatilità, carenza di competenze e rapida evoluzione tecnologica.

Dall’efficientamento energetico all’Intelligenza Artificiale “fisica”, dalla gestione del rischio sulla supply chain alla collaborazione con università e start-up, Daria Pinna offre una lettura lucida dei trend che stanno ridisegnando l’elettronica. Con uno sguardo personale anche sul tema della leadership e della presenza femminile nelle discipline Stem, emerge una visione in cui competenze tecniche, relazioni e cultura organizzativa diventano fattori chiave di competitività.

Quali sono oggi le sue priorità in Arrow e come si traducono nelle scelte operative quotidiane?

Il mio ruolo è duplice. Da un lato sono responsabile per l’area Sud Europa, quindi Italia, Spagna, Portogallo, Francia e Israele, dall’altro, a livello Emea, seguo le tecnologie Analog e Power. Questo significa coordinare una struttura articolata, con diversi riporti diretti e un numero ancora più ampio di riporti indiretti che includono l’intera organizzazione di ingegneria del Sud Europa. È una struttura complessa e matriciale, ma necessaria per garantire una copertura efficace sia dal punto di vista tecnologico sia territoriale. Ai clienti proponiamo diversi livelli di servizio.

Il primo livello è il supporto tecnico: aiutiamo il cliente che sta sviluppando un nuovo progetto a scegliere i componenti più adatti, valutando aspetti tecnologici, disponibilità, longevità e affidabilità. Risolviamo problemi tecnici concreti e accompagniamo il progettista nelle scelte critiche.

Il secondo livello riguarda la promozione delle nuove tecnologie: il nostro compito è mantenere sempre con il cliente un dialogo attivo, condividendo nuove soluzioni e tecnologie che possano contribuire a migliorare i suoi prodotti o ad ampliare le opportunità future.

Il terzo livello è quello che chiamo networking: quando il cliente non ha internamente competenze o risorse sufficienti, lo mettiamo in contatto con partner qualificati o con le nostre società del gruppo, in grado di sviluppare progetti, reference design, proof of concept o supportare nella realizzazione della bill of material.

Tra queste attività, qual è più nelle sue corde?

Premesso che amo progettare e ho la passione per l’analogica, vengo da un background di vendita tecnica e il contatto diretto con i clienti rappresenta da sempre la mia comfort zone.

Mi piace stare sul campo, confrontarmi con i progettisti ma anche con i fornitori. In particolare, mi appassiona costruire strategie concrete sul territorio insieme ai produttori: aiutarli a capire le dinamiche del mercato locale, a definire roadmap realistiche, a individuare le applicazioni giuste. La relazione, la collaborazione e la fiducia reciproca sono la parte che amo di più del mio lavoro.

Dal suo osservatorio privilegiato, quali tendenze stanno guidando oggi il mercato? C’è un settore applicativo che sta crescendo più degli altri?

Il settore medicale è sicuramente uno dei più dinamici. Lo abbiamo visto chiaramente anche dal successo del recente evento Med-Tech organizzato ad aprile a Bologna. È un ambito in cui convivono grandi player internazionali e un ecosistema molto vivace di start-up, capaci di portare innovazione. È un mercato con dinamiche particolari, regolamentate e con tempi di sviluppo lunghi, ma proprio per questo richiede un supporto ingegneristico strutturato, su cui investiamo da tempo.

Da un paio d’anni, il settore Aerospace & Defense rappresenta sicuramente uno dei principali driver di crescita. Storicamente eravamo presenti con alcune tecnologie specifiche, ma oggi vediamo un ampliamento importante, anche sulla parte power ed elettronica di potenza. Un altro grande tema è quello dell’efficientamento energetico.

Tecnologie wide bandgap come il SiC, e in modo particolare il GaN, stanno generando molto interesse, soprattutto per applicazioni di power conversion e motor control, che restano un punto di forza del mercato italiano. La robotica nel nostro Paese è ancora una nicchia, con poche realtà consolidate e diverse start-up interessanti, ma con volumi limitati, mentre in altre aree europee, gli investimenti sono decisamente maggiori.

Anche le energie rinnovabili meritano attenzione: l’Italia ha dimostrato di avere competenze importanti e di poter giocare un ruolo rilevante. Lo stesso vale per il ferroviario, un mercato di nicchia ma tecnologicamente molto stimolante, e per la domotica e l’Hvac, dove l’integrazione dell’AI apre scenari interessanti. In generale, credo che l’innovazione nei prossimi anni sarà guidata da due grandi direttrici: l’efficienza energetica e l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei prodotti. Saranno questi i veri motori del cambiamento.

Quanto è diventato complesso oggi progettare tenendo insieme performance, normative, disponibilità e requisiti di affidabilità?

La complessità è sicuramente aumentata. Le normative e le certificazioni impattano sia il design sia il time-to-market, ma aumentano anche la consapevolezza fin dalla fase di progettazione. Sempre più aziende si affidano a partner esterni e consulenti specializzati, perché è difficile avere internamente tutte le competenze necessarie. Questo, secondo me, è un aspetto positivo: crea un ecosistema di competenze, nuove aziende e valore per il territorio. Anche qui, il ruolo del distributore come abilitatore diventa fondamentale.

In un mercato in cui contano time-to-market e continuità di fornitura, come sta cambiando il ruolo di un distributore come Arrow?

Il vero valore della distribuzione oggi è il servizio. Non bastano più catalogo e logistica: il cliente può trovare informazioni online o tramite l’AI. La differenza la fanno la consulenza tecnologica, la visione sulla roadmap, l’esperienza sul campo, la capacità di suggerire alternative, di fornire una visione di medio-lungo periodo e di creare connessioni tra aziende e competenze.

La presenza sul territorio è cruciale, soprattutto per supportare le Pmi, che spesso non hanno strutture interne adeguate o relazioni dirette con i grandi produttori. Logistica e servizi finanziari sono ormai dati per scontati; ciò che distingue davvero è la leadership tecnica. Per questi motivi l’obiettivo di Arrow e di aumentare ulteriormente la sua engineering leadership perché è il valore delle competenze tecnologiche che fa davvero la differenza.

Dopo gli ultimi anni di volatilità, come si gestisce oggi il rischio sulla supply chain?

Molti clienti hanno imparato la lezione delle allocazioni. Oggi lavoriamo molto sull’educazione del cliente alla second source, sulla standardizzazione dei package e sulla pianificazione di medio-lungo periodo.

Dove possibile, proponiamo più soluzioni alternative e prepariamo i clienti con anticipo sui mega trend globali come quello attuale dell’AI e dei data center e sulle possibili criticità che possono essere legate a capacità produttive occupate in altre aree, ai prezzi in aumento, ai leadtime in allungamento.

Quali barriere ha incontrato in un mondo tipicamente maschile e come le ha superate? Cosa serve per avvicinare più ragazze alle discipline Stem e che consiglio darebbe ai giovani ingegneri che approcciano questo mondo?

Concordo sul fatto che ci sia ancora molta strada da fare per supportare le studentesse e le donne nelle discipline Stem, al fine di colmare il divario nel mondo del lavoro e dare potere alla prossima generazione di ingegnere.

Per indirizzare più donne verso le discipline Stem, e in particolare verso l’elettronica, dobbiamo spiegare meglio – a partire dalla scuola – cosa significhi ingegneria e cosa sia l’elettronica: è il modo per capire come funzionano gli oggetti che usiamo ogni giorno.

Forti capacità organizzative e interpersonali sono un enorme vantaggio anche nei ruoli tecnici. Il mentoring, i modelli di riferimento e il coaching all’interno delle aziende sono essenziali, e io li offro attivamente ai membri del mio team. Consiglio sempre ai giovani ingegneri di trascorrere alcuni anni in ruoli puramente tecnici.

All’Arrow Electronics World di cosa si parlerà e quale messaggio chiave volete portare?

Il focus di quest’anno sarà sull’Intelligenza Artificiale applicata ai prodotti e sull’impatto della geopolitica sulle scelte industriali. In uno scenario internazionale in continua evoluzione, ci interrogheremo su quale impatto le dinamiche geopolitiche avranno sulla supply chain globale dell’industria elettronica, su quali opportunità si stanno aprendo e su quali sono i reali confini dell’Intelligenza Artificiale applicata all’edge.

Questi sono solo alcuni dei temi che affronteremo insieme a esperti del settore durante le sessioni plenarie della giornata. Inoltre, nella nuova e ampliata Technology Area verranno presentate numerose demo e soluzioni innovative. L’area espositiva di 17.000 metri quadrati ospiterà infatti oltre 100 stand di fornitori Arrow, offrendo ai visitatori la possibilità di toccare con mano prodotti e nuove tecnologie e di confrontarsi direttamente con gli specialisti.

Vogliamo far capire che Arrow può accompagnare il cliente dall’idea alla realizzazione del prodotto, grazie a una rete completa di fornitori e servizi di progettazione. Mi auguro che i partecipanti tornino a casa con nuove idee, contatti utili e una maggiore consapevolezza del valore che l’innovazione può portare.

Chi è Daria Pinna

Daria Pinna ArrowNata ad Alghero, Daria Pinna si è laureata in Ingegneria Elettronica presso l’Università degli Studi di Pavia nel 2008. Dopo una prima esperienza nella ricerca universitaria in ambito analogico, ha intrapreso il percorso industriale come progettista in Maxim Integrated. Nel 2010 ha scelto di orientarsi verso il mondo della distribuzione, entrando in Microelit come Technical Sales Engineer. Successivamente ha proseguito la propria crescita professionale in Acal BFi, dove ha lavorato per quasi dieci anni, sviluppando competenze nella gestione del business e delle persone ricoprendo il ruolo di Sales Manager per la divisione Communication. Nel 2023 è entrata in Arrow Electronics, dove dal 2024 è Engineering Director per l’Italia, ruolo recentemente esteso al Sud Europa e al business Analog e Power dell’area Emea.

 


A Parma il 18 giugno con l’Arrow Electronics World

Arrow ParmaLa giornata del 18 giugno si aprirà con l’event opening e i saluti di benvenuto, affidati ad Alberto Mattiello, moderatore dell’evento, insieme a Claudio Serra, Amministratore Delegato di Arrow Electronics Italia, e a Daria Pinna, Engineering Director South Europe.

Subito dopo, il primo keynote introdurrà uno dei grandi temi di questa edizione: l’evoluzione dell’elettronica verso sistemi in grado di percepire, decidere e agire, con un focus su come l’intelligenza stia entrando nei prodotti.

Nel corso della mattinata, spazio al valore dell’ingegneria Arrow come abilitatore dello sviluppo, seguito dalla prima edizione dell’Arrow Award | Start-up, dedicato alle realtà innovative italiane.

Dopo il buffet lunch e il networking, i lavori riprendono nel pomeriggio con un approfondimento sulla competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina, guidato dall’analisi geopolitica di Dario Fabbri.

A seguire, Anie offrirà una lettura sul mercato italiano dei componenti elettronici e sulle politiche industriali nazionali ed europee.

La giornata si concluderà con il wrap-up e la cerimonia degli Arrow Electronics World Awards, prima dell’aperitivo finale, pensato come ulteriore momento di confronto e relazione tra i partecipanti.

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Laura Reggiani
Giornalista iscritta all’albo della Lombardia dal 2007, con una formazione letteraria, Laura Elisabetta Reggiani ha un’esperienza decennale nell’ambito dell’editoria professionale e opera nel settore dell’elettronica dal 1992. Dal 2020 è direttrice responsabile di Elettronica AV, periodico indipendente di riferimento per imprenditori, manager e professionisti del mercato elettronico, dove cura la definizione dei contenuti editoriali, la realizzazione di interviste e articoli e il coordinamento della redazione cartacea e digitale. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli di responsabilità in primarie realtà editoriali come Il Sole 24 ORE e Tecniche Nuove, contribuendo allo sviluppo di diverse riviste specializzate. La sua attività spazia dall’ideazione e gestione di progetti editoriali alla conduzione di eventi, tavole rotonde e convegni, con una costante attenzione all’evoluzione e alle dinamiche del mercato dell’elettronica. È anche direttrice della rivista FORME dedicata alle politiche del lavoro e responsabile dei progetti editoriali di FW Communication.

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