Con l’Rfid l’innovazione mette la firma nella filiera dell’alta moda

La Patrie ha adottato dal 2016 la tecnologia Rfid, grazie alla quale monitora in automatico lo stato d’avanzamento e garantisce la tracciabilità univoca di ogni singola pelle. Il progetto vede protagonista Rfid Global - Gruppo Softwork

RFID LA PATRIE

La Patrie è un’azienda specializzata nella concia e rifinizione di pellame pregiato, tra cui coccodrillo, struzzo e pitone, metal-free ed ecosostenibile. Situata nel cuore del Distretto del Cuoio toscano, l’azienda è stata fondata nel 2015. Per tener fede a una mission orientata ai principi di ecosostenibilità e  alta qualità, La Patrie ha adottato dal 2016 la tecnologia Rfid, grazie alla quale monitora in automatico lo stato d’avanzamento e garantisce la tracciabilità univoca di ogni singola pelle, dall’ingresso nello stabilimento in provincia di Pisa fino all’uscita con destinazione i vari clienti della filiera alta moda.

Come funziona l’Rfid nella produzione La Patrie

La Patrie RfidLa soluzione inizia ad operare quando la pelle arriva nello stabilimento toscano dagli allevamenti in USA: dopo l’accertamento visivo di qualità, l’operatore fissa lo speciale Tag Rfid a ogni singola pelle, tramite la rivettatura. D’ora in poi il prodotto è dotato di una propria e univoca identità elettronica. Lungo la linea di lavorazione ogni pelle è rilevata in automatico nelle 9 stazioni Rfid disseminate nello stabilimento.

Tra le fasi produttive monitorate dall’Rfid vi sono:

  • la rasatura, dove opera il Long Range Reader RFID LR1002, collegato a un’antenna;
  • l’asciugatura, il cui impianto è presieduto da 2 controller, ciascuno collegato ad antenne DAT (Dynamic Antenna Tuner Board). Tramite questo dispositivo le antenne possono essere facilmente tarate via software, ottimizzando le loro performance anche in presenza di disturbi elettromagnetici;
  • la verniciatura sia automatica che manuale, dove i controller LR1002 sono collegati, tramite multiplexer, a 3 antenne ANT 800×600 DAT in overlapping, per assicurare un campo RF costante in tutta la larghezza dell’impianto.

Per meglio rispondere alle esigenze operative di La Patrie, è stato allestito anche un carrello smart, che incorpora tecnologia Rfid e relativi accessori (controller RFID LRM2500 connesso, tramite multiplexer, a 3 antenne Custom DAT): le pelli, versate dall’operatore nel carrello, sono identificate in modo massivo e automatico, poi trasportate al bottale, il macchinario per la concia delle pelli, sul quale è fissato un tag Rfid. Una simile architettura Rfid rende il carrello intelligente, tracciando la movimentazione delle pelli lungo tutte le fasi di lavorazione e associandole al bottale corretto, ossia preposto alla concia di quella precisa pelle.

Criticità e vantaggi dell’applicazione   

L’utilizzo della tecnologia Rfid ha permesso di garantire un’effettiva e affidabile tracciabilità del prodotto all’interno dell’intero processo produttivo, le caratteristiche anatomiche dei tag hanno fatto sì che la loro implementazione nei processi più delicati della trasformazione non apportassero danni alle pelli, garantendo la massima qualità del prodotto. In fase di implementazione è anche il tunnel Rfid per rilevare l’ingresso delle pelli provenienti dagli Usa, mentre nell’imminente futuro l’apposizione del tag avverrà in America, permettendo così di rilevarle all’arrivo nello stabilimento toscano, quando saranno adagiate sul nastro trasportatore e identificate in automatico dal sistema Rfid integrato (il Long Range Reader LR2500 è collegato, tramite multiplexer, a 3 antenne Custom DAT – Dynamic Antenna Tuner Board).

Luca Arietti, RFID & BLE Sales Engineer in RFID Global – Gruppo Softwork, che ha seguito il progetto, dice: “L’esperienza di La Patrie testimonia il valore degli Engineering Services, messi in campo per progettare e realizzare strutture RFID ad hoc, ossia il carrello e il tunnel, per una tracciabilità affidabile, agile e in linea con le operations in produzione”.

L’architettura Rfid in La Patrie opera in banda HF, l’unica a rispondere alle aspettative di identificazione e tracciabilità massiva nello stabilimento toscano: il pellame infatti per sua natura assorbe le onde elettromagnetiche dell’UHF, che è quindi la banda errata.

La sfida maggiore che l’RFID ha affrontato in questo progetto ha riguardato poi il tag: quale poteva essere capace, per dimensione, spessore e resistenza ai prodotti chimici, di performare in modo corretto, con una tracciabilità del 100% di ogni pellame, ed essere nel contempo economicamente sostenibile? Si sono scelti gli Special Round Tag: quasi 200.000 tag speciali in PVC di forma rotonda, plastificati, per poter resistere alle lavorazioni di conceria e rivettati alla pelle.

Come conclude Leonardo Traversi, Amministratore Unico in La Patrie: “Le caratteristiche di alta resistenza degli RFID come quelle anatomiche idonee a garantire la massima qualità dei prodotti senza danneggiarli sono senz’altro un punto di forza ed elemento imprescindibile per l’applicazione degli stessi nel processo produttivo. Gli obbiettivi di tracciabilità e le aspettative nei confronti dei round sono pienamente soddisfatte”.


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