Perché il valore dei chip è sottostimato

A fronte di crescita e sfide senza precedenti, gli analisti hanno l’opportunità di rivedere l’approccio al mercato globale dei semiconduttori per non perdere di vista gli elementi strategici del valore reale

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Valore chip Mckinsey

di Maria Cecilia Chiappani | “Nascosto in bella vista”. Così McKinsey definisce il valore del mercato dei semiconduttori: sottostimato dalle analisi tradizionali, necessita di un cambio di prospettiva metodologico.

Ne sono convinti gli autori dell’articolo “Hiding in plain sight: the underestimated size of the semiconductor industry” di McKinsey, che lanciano nuove prospettive per comprendere il futuro del settore. Dove nasce la criticità? La maggior parte delle stime valorizza l’industria mondiale dei semiconduttori in un range compreso tra 630 e 680 miliardi di dollari nel 2024, con la possibilità di raggiungere da 1 trilione a 1,1 trilioni di dollari al 2030, soprattutto grazie allo sviluppo di AI e data center.

Una visione positiva, certo, ma potenzialmente sottostimata perché tradizionalmente concentrata sui volumi di vendita, tralasciando il valore dei chip prodotti da Oem con progettazione interna, designer “captive” e operatori fabless. Proprio le categorie che oggi registrano i tassi di crescita più elevati. Inoltre, le analisi correnti sottovalutano le aziende cinesi, spesso a causa di dati incompleti o poco trasparenti.

Valore batte fatturato

Le stime sul valore sono più importanti che mai: l’AI spingerà il tasso medio di crescita dei semiconduttori ben oltre il 9% registrato tra il 2014 e il 2024.

Per questo, McKinsey riconsidera l’intero ecosistema, includendo anche le realtà cinesi e adottando metriche diverse a seconda del tipo di operatore: non solo fatturato dichiarato, ma anche costi di produzione, margini interni e spese di Ricerca & Sviluppo.

Il risultato? Tornando al 2024, il valore del mercato dei semiconduttori raggiunge 775 miliardi di dollari e le stime portano a 1,6 trilioni al 2030 (intervallo da 1,5 a 1,8 trilioni). Non tutte le aziende ne beneficeranno allo stesso modo, gli exploit riguarderanno prima i chip avanzati e le memorie ad alta larghezza di banda (Hbm). E il valore di questi segmenti si concentrerà su poche aziende innovative.

In altri, come i nodi maturi, o le memorie Ddr Dram e Nand, i player applicheranno strategie di riduzione dei costi. Cercando al contempo di approdare nei segmenti più performanti e differenziare l’offerta.

Una nuova era nell’analisi di mercato

Si parte dunque dall’inclusione di più attori:

  • Captive chip company: hyperscaler che gestiscono data center per servizi cloud e tipicamente progettano e realizzano chip per uso interno. Questa categoria rimane normalmente esclusa perché i semiconduttori non vengono immessi sul mercato ma utilizzati dall’azienda stessa per erogare servizi cloud ad alte prestazioni a costi più competitivi. Diventa importante stimare il valore dei chip captive analizzando la spesa interna in R&S, il Cogs (Cost of Goods Sold) e le spese generali e amministrative per progettazione e produzione.
  • Oem con progettazione interna: il valore di un System-on-Chip progettato internamente viene stimato guardando al Cogs, ignorando i margini lordi interni stimati, considerati invece nella quantificazione dei contributi di Idm (Integrated Device Manufacturers) e aziende fabless. Si garantisce più coerenza esaminando sia il Cogs sia i margini lordi interni stimati.
  • Aziende fabless: la corretta valutazione delle realtà che progettano chip e affidano la produzione alle foundry è insufficiente perché, sempre più spesso, le aziende ricorrono a tecnologie di packaging avanzate per integrare i componenti prodotti separatamente (es. processori e memorie). Inoltre, queste aziende forniscono anche i software ai clienti, a volte gratis, per migliorare la facilità d’uso. La nuova analisi considera il valore dell’intero pacchetto Chip-on-Wafer-on-Substrate (CoWoS) e adotta un approccio diverso al software, conservando il margine lordo completo.

Resta da affrontare la sottorappresentazione geografica. Circa la metà dell’espansione di capacità pianificata dal 2024 al 2028 dovrebbe riguardare la Cina. Per generare una stima più accurata, è fondamentale combinare i dati relativi a ricavi dichiarati, ricavi stimati basati sulla capacità produttiva e informazioni provenienti dai modelli proprietari interni. Senza dimenticare che la Cina opera a tassi di utilizzo più bassi e che alcune capacità annunciate potrebbero non concretizzarsi.

Cosa cambia dal 2024 al 2030

Secondo la nuova stima, il mercato 2024 vale 775 miliardi di dollari, superando del 14-23% le analisi tradizionali (630-680 miliardi). Di questi, 604 miliardi provengono da operatori non cinesi, di cui 507 dalle prime 20 aziende globali, mentre 93 miliardi dalla Cina. Si aggiungono poi 52 miliardi dei chip progettati internamente dagli Oem e 25 miliardi dei captive designer.

Quanto ai settori verticali, dominano computing e data storage, con 350 miliardi di dollari, wireless, con 200 miliardi di dollari, e automotive, con 75 miliardi di dollari. A livello trasversale, i nodi all’avanguardia valgono 220 miliardi di dollari, pari al valore complessivo di tutti i tipi di memoria.

Gli scenari futuri

Sul futuro, viste le incertezze che ci circondano, McKinsey stila tre diversi scenari, da 1,5 a 1,8 trilioni di dollari. Variabile principale, la traiettoria dell’adozione dell’Intelligenza Artificiale.

Lo scenario intermedio, o scenario base, di 1,6 trilioni di dollari, rappresenta comunque un aumento molto significativo rispetto alle stime tradizionali, che vanno da 1 trilione a 1,1 trilioni di dollari. I segmenti leader nel 2030 saranno gli stessi tre che attualmente dominano il mercato, ma i loro sviluppi non saranno lineari.

  • Computing e storage dati — Il computing esploderà: da 350 a 810 miliardi di dollari entro il 2030, trainato soprattutto dai server AI. Oltre all’aumento delle unità fornite, il prezzo medio di vendita dei wafer crescerà per via della riduzione delle dimensioni dei nodi e del maggiore contenuto di Hbm. Il segmento “wired” trarrà beneficio dall’interconnessione dei server AI, per creare cluster su larga scala.
  • Wireless — Nel wireless, la corsa alla sofisticazione continua. Smartphone e dispositivi sempre più potenti porteranno il comparto da 200 a 350 miliardi di dollari entro il 2030. I produttori stanno anche adottando dimensioni di nodo più piccole nei componenti wireless di fascia avanzata, tra cui SoC, modem, chip Wi-Fi e controller di memoria Nand. Sebbene questo cambiamento aumenti i costi dei componenti, migliora la connettività, incrementa la potenza di calcolo e aiuta a gestire i consumi energetici.
  • Automotive — La transizione ai veicoli elettrici è il principale motore di crescita del mercato dei semiconduttori in questo segmento, soprattutto per i nodi avanzati e maturi. Un’ulteriore crescita dell’automotive si deve alla crescente sofisticazione dei sistemi avanzati di assistenza alla guida (Adas), nei quali l’innovazione dei chip può accelerare l’elaborazione dei dati.

Quale strategia per le aziende?

Come reagire dunque ai dati e alle tendenze di questo mercato “sottostimato”? Negli ultimi decenni l’industria dei semiconduttori è stata guidata da poche aziende leader: McKinsey ne ha analizzato le strategie per identificare i fattori distintivi.

I player di successo hanno saputo ottimizzare il profitto economico, implementando cinque grandi mosse strategiche. Tre riguardano il portafoglio: fusioni e acquisizioni sistematiche, riallocazione dinamica delle risorse e investimenti superiori ai concorrenti. Le altre due si concentrano sulle performance: miglioramento della produttività e forte differenziazione per aumentare i margini.

Ma le strategie variano anche in base al segmento. In quelli a rapida evoluzione, quali chip di fascia avanzata, Dram, semiconduttori di potenza, è necessario monitorare costantemente i trend e adattare tempestivamente la produzione. Le aziende nei segmenti a bassa crescita dovrebbero invece puntare sulla performance per differenziare e intervenire sui costi. Fusioni e acquisizioni sistematiche e gestione dinamica delle risorse risultano più utili per aumentare la presenza nelle nicchie più promettenti.

Il mercato dei semiconduttori è più grande, e anche diseguale, di quanto gli analisti abbiano finora stimato. Il prossimo decennio premierà chi saprà muoversi velocemente verso i segmenti ad alta crescita e chi riuscirà a competere su scala ed efficienza dove i margini si assottigliano. Capire dove si sposta il valore, e muoversi tempestivamente, è la vera partita strategica dei prossimi anni.

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Cecilia Chiappani
Laureata in Scienze Filosofiche, Maria Cecilia Chiappani ha orientato il proprio percorso professionale verso il mondo della comunicazione e della creazione di contenuti in ambito B2B, specializzandosi in SEO copywriting e marketing digitale. La sua attività si articola su più fronti: da un lato le collaborazioni editoriali con riviste e portali di settore nei campi dell'innovazione tecnologica, dell’efficienza energetica, delle politiche del lavoro e della gestione delle risorse umane; dall'altro, i progetti di consulenza mirata per aziende e associazioni di categoria, supportandole nello sviluppo di strategie multicanale di marketing e comunicazione. Dal 2022 collabora con Elettronica AV per la redazione di articoli, interviste e rubriche.

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