“Les Misérables”

La presa della Bastiglia è iniziata: con le proteste all’insegna del motto “Blocchiamo Tutto”, a Parigi e in diverse altre città in Francia migliaia di persone sono scese per strada con vecchi slogan come “Macron, ti taglieremo la testa”

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Les Misérables

di Fritz Walter | Non sono mai stato un grande amante dei musical. Che siano a teatro o al cinema, non questo genere di spettacolo, un mix di recitazione, musica e danza che si integrano tra loro in modo totalmente equilibrato, non mi ha mai rapito.

A eccezione, però, di “Les Misérables” e, per essere onesti, anche di “La La Land”.

Ma oggi non parliamo d’amore e puntiamo l’attenzione solo sul film diretto dal britannico Tom Hooper.

La vicenda si sviluppa nei vent’anni prima della Rivoluzione francese e si conclude con la presa della Bastiglia da parte dei cittadini d’oltralpe.

Questo perché, proprio mentre andiamo in stampa, la Francia sta vivendo la sua moderna rivoluzione.

Infatti, il primo ministro francese François Bayrou, quarta nomina da parte del presidente Macron nel suo secondo mandato, è stato sfiduciato (o forse sarebbe più corretto dire “asfaltato”) dall’Assemblea nazionale con 364 voti contro 194. Risultato: dimissioni rassegnate e tutti a casa, con un governo di minoranza.

Una débâcle per Emmanuel Jean-Michel Frédéric Macron che, come dicevamo, vede un Governo di sua nomina cadere mestamente per la quinta volta in poco più di tre anni.

Nell’ordine: Élisabeth Borne (due volte), Gabriel Attal, Michel Barnier e il sopraccitato Bayrou.

Se iniziamo la conta con il suo primo mandato presidenziale, arriviamo a sette!

Una crisi politica che è lo specchio della crisi economica e finanziaria che sta vivendo la Francia.

La nazione ha visto praticamente raddoppiare il suo debito pubblico in venticinque anni: dal 60% (del Pil) alla fine del secolo scorso, fino all’attuale 115%!

In uno scenario decisamente diverso dal passato, si trova invece l’Italia. Per anni Parigi l’ha considerata alla stregua di Calimero, ma oggi può gonfiare il petto.

Negli ultimi anni il Bel Paese ha iniziato quei processi necessari richiesti da Bruxelles per uscire dalla procedura per “Deficit Eccessivo”. Il risultato? Ha conquistato un diverso peso specifico politico ed economico da far valere in Europa, oltre che sui mercati finanziari.

E non c’entra nulla l’accusa di dumping fiscale mossa dal politicamente definito Bayrou.

Non va inoltre dimenticato che, con anche la Germania alle prese con i propri limiti di bilancio, la tradizionale partnership franco-tedesca sta mostrando crepe probabilmente insanabili.

Quindi, tra Ucraina, dazi, Israele e crisi economica generale, per il Vecchio Continente si prospetta un autunno tutt’altro che facile.

In conclusione, la presa della Bastiglia è iniziata, anche fisicamente! Basti pensare alle proteste all’insegna del motto “Blocchiamo Tutto”, a Parigi e in diverse altre città, dove migliaia di persone sono scese per strada con vecchi slogan come “Macron, ti taglieremo la testa”.

Ecco, magari la testa no, ma la poltrona sicuramente!


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