Opportunità e sfide di un settore in trasformazione

Dalla carenza di competenze professionali alla necessità di garantire la continuità degli investimenti anche oltre il Pnrr: sono due delle sfide principali del settore dell’energia in Italia. Di come affrontarle parliamo con Maurizio Russo, confermato lo scorso luglio alla presidenza di Anie Energia

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Av 40 Opportunità e sfide di un settore in trasformazione

di Virna Bottarelli | Anie Energia rappresenta, all’interno di Federazione Anie, le aziende che producono, distribuiscono e installano apparecchiature, componenti e sistemi per la generazione, trasmissione, distribuzione e accumulo di energia.

A presiedere l’associazione, rappresentativa di un comparto con un fatturato di oltre undici miliardi di euro, ci sarà fino al 2028 Maurizio Russo, il cui mandato è stato confermato lo scorso luglio. “Le tecnologie che rappresentiamo hanno una funzione trasversale e abilitante per l’intero sistema produttivo: per questo è mia intenzione rafforzare la collaborazione interassociativa e valorizzare il ruolo dell’Associazione come fulcro di un sistema coeso e propositivo”, ha detto Russo commentando la recente nomina.

“Nel prossimo biennio dovremo affrontare con determinazione sfide non più rinviabili: dalla carenza di competenze professionali alla necessità di garantire la continuità degli investimenti anche oltre il Pnrr. In questo contesto la regolazione continuerà a rappresentare un pilastro fondamentale per sostenere la crescita delle imprese, facendo leva sull’innovazione come strumento per rilanciare il sistema industriale italiano e affrontare le criticità che hanno interessato le supply chain”. Russo è laureato in ingegneria elettromeccanica e ha all’attivo una carriera di oltre quarant’anni proprio nel settore elettromeccanico.

Presiede Anie Energia dal 2024: ci descrive lo scenario nel quale si stanno muovendo negli ultimi anni le imprese associate?

Le imprese associate ad Anie Energia operano in un contesto di grandi opportunità, ma anche di profonda trasformazione. La transizione energetica sta accelerando la domanda di tecnologie per la generazione, la trasmissione, la distribuzione e l’uso efficiente dell’energia elettrica, mentre l’elettrificazione di industria, trasporti ed edifici richiede reti sempre più intelligenti, resilienti e digitalizzate. In questo contesto le nostre aziende svolgono un ruolo abilitante, mettendo a disposizione competenze e soluzioni per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.

Non mancano però le sfide: tensioni geopolitiche, complessità normativa e difficoltà nel reperire competenze tecniche specializzate sono cruciali per la competitività delle imprese. Come Associazione lavoriamo per creare condizioni favorevoli agli investimenti, sostenere la competitività delle imprese e trasformare la transizione energetica in una leva di sviluppo industriale e occupazionale per il Paese.

Di che tipo di aziende parliamo quando ci riferiamo alle associate di Anie Energia?

Ci riferiamo a oltre 250 imprese della filiera elettromeccanica ed energetica italiana, attive nella produzione, distribuzione e installazione di apparecchiature, componenti e sistemi per la generazione, la trasmissione, la distribuzione, l’accumulo e l’utilizzo efficiente dell’energia
elettrica. Si tratta di una realtà molto diversificata, che comprende grandi gruppi internazionali, imprese di medie dimensioni e numerose Pmi altamente specializzate.

Le aziende di Anie Energia operano in ambiti strategici quali: trasformatori, macchine rotanti, sistemi di accumulo, componenti per le reti elettriche, tecnologie per le energie rinnovabili, automazione, digitalizzazione delle infrastrutture energetiche ed efficienza energetica. Parliamo di un comparto che rappresenta un’eccellenza del manifatturiero italiano, con un fatturato aggregato di oltre undici miliardi di euro e un’incidenza dell’export pari a circa il 60% del fatturato complessivo.

Le Pmi rappresentano una componente essenziale della filiera industriale nazionale: come le supportate affinché siano competitive anche a livello internazionale?

Le Pmi rappresentano una componente fondamentale di Anie Energia e dell’industria italiana. Si tratta spesso di realtà altamente specializzate e innovative che devono affrontare sfide sempre più complesse: dall’accesso ai mercati internazionali, alla sostenibilità, fino alla digitalizzazione. Il nostro ruolo è accompagnarle in questo percorso con strumenti concreti per rafforzarne la competitività: formazione e aggiornamento professionale, supporto alle certificazioni e accesso alle opportunità di finanziamento per ricerca e innovazione.

Un altro aspetto importante è l’internazionalizzazione, aiutando le imprese ad orientarsi tra normative, standard tecnici e dinamiche commerciali sempre più articolate. Crediamo che la competitività delle Pmi passi anche attraverso il rafforzamento della filiera industriale nazionale, la valorizzazione delle competenze e un quadro regolatorio che favorisca gli investimenti.

Perché in Anie ci sono due associazioni distinte per l’Energia e per le Rinnovabili?

Anie Energia e Anie Rinnovabili rappresentano due realtà complementari, ma distinte della filiera energetica.

  • Anie Energia rappresenta principalmente le aziende che sviluppano tecnologie, apparecchiature e sistemi per la generazione, trasmissione, distribuzione e gestione dell’energia elettrica, con particolare attenzione alle infrastrutture energetiche e alle reti.
  • Anie Rinnovabili rappresenta invece le imprese attive nelle Fer e nella relativa filiera tecnologica: costruttori di tecnologie e impianti, fornitori di servizi e produttori di energia da fonti rinnovabili. Oggi le rinnovabili hanno assunto una rilevanza strategica tale da richiedere una rappresentanza dedicata. Le due associazioni collaborano costantemente all’interno di Anie Federazione, condividendo l’obiettivo di accompagnare la transizione energetica e sostenere lo sviluppo economico e industriale del Paese.

Le priorità del suo mandato sono “sostenere la competitività della filiera industriale nazionale e valorizzare il ruolo delle tecnologie per la transizione energetica e digitale”: come intendete agire per raggiungere gli obiettivi che vi proponete?

Per raggiungere questi obiettivi intendiamo lavorare su tre direttrici principali:

  • innanzitutto, rafforzare la competitività della filiera industriale italiana, attraverso un quadro normativo stabile, tempi autorizzativi più rapidi e politiche industriali che favoriscano investimenti, innovazione e sviluppo delle competenze.
  • La seconda direttrice riguarda l’accelerazione dell’adozione delle tecnologie strategiche per la transizione energetica e digitale, promuovendo investimenti in reti intelligenti, accumuli, automazione e digitalizzazione delle infrastrutture e cybersecurity con l’obiettivo di avere un sistema energetico sempre più sicuro, efficiente e resiliente.
  • La terza è il confronto con le istituzioni e gli stakeholder. Vogliamo essere un interlocutore qualificato per sostenere le scelte di politica industriale ed energetica. L’obiettivo è fare della transizione energetica non solo una sfida ambientale, ma anche una leva di crescita, occupazione e competitività per il Paese.

Parlando di investimenti, intendete, in particolare, sostenere quelli per la modernizzazione delle reti elettriche di trasmissione e distribuzione, in un’ottica di infrastrutture intelligenti: a che punto siamo della transizione energetica?

Le reti elettriche sono il vero abilitatore della transizione energetica. Negli ultimi anni il Paese ha compiuto passi importanti nella crescita delle fonti rinnovabili, nella diffusione dell’elettrificazione e nella digitalizzazione dei consumi, ma oggi siamo entrati in una fase in cui la sfida non è più soltanto installare nuova capacità produttiva: è far sì che il sistema sia in grado di integrarla in modo efficiente e sicuro.

La crescita delle rinnovabili e l’elettrificazione dei consumi richiedono reti sempre più intelligenti, digitali e resilienti. Per questo gli investimenti nelle infrastrutture di trasmissione e distribuzione sono prioritari. Le tecnologie esistono e l’industria italiana è pronta a fare la propria parte, ma servono continuità negli investimenti, programmazione di lungo periodo e procedure autorizzative più rapide. La modernizzazione delle reti è determinante per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e consolidare la capacità del Paese di affrontare le sfide energetiche future.

I fondi Pnrr hanno contribuito in modo significativo alla modernizzazione delle infrastrutture? Quanti fondi sono stati utilizzati per progetti nel settore energia?

Sì, il Pnrr ha accelerato la modernizzazione del sistema energetico italiano. Una parte significativa delle risorse, circa 24 miliardi di euro, è stata destinata a energia, idrogeno, reti e mobilità sostenibile per sostenere interventi su smart grid, resilienza delle reti elettriche, comunità energetiche e fonti rinnovabili. Questi fondi hanno contribuito ad avviare investimenti per il potenziamento e la digitalizzazione delle reti, per integrare quote sempre maggiori di energia rinnovabile e garantire sicurezza, flessibilità e qualità del servizio. Tuttavia, il Pnrr rappresenta un punto di partenza, non di arrivo. La transizione energetica richiederà investimenti significativi anche oltre il 2026 e un quadro regolatorio stabile in grado di attrarre ulteriori capitali pubblici e privati.

Esiste un problema di carenza di competenze tecniche nel vostro settore? O, meglio, abbiamo i profili professionali necessari a compiere la transizione energetica? Come li possiamo  formare?

Il tema delle competenze è oggi una delle principali sfide per il nostro settore. La transizione energetica e digitale non richiede soltanto investimenti in tecnologie e infrastrutture, ma anche un capitale umano adeguato a progettare, realizzare e gestire questa trasformazione. Le aziende segnalano una crescente difficoltà nel reperire profili tecnici qualificati come ingegneri elettrici ed energetici, esperti di automazione, digitalizzazione e cybersecurity. In molti casi la domanda di queste figure cresce più rapidamente dell’offerta disponibile sul mercato del lavoro. Per questo dobbiamo rafforzare il collegamento tra scuole, università e imprese, valorizzando gli ITS Academy, percorsi tecnico-professionali e lauree Stem. È altresì importante investire nell’aggiornamento continuo delle competenze già presenti nelle aziende. Come Anie Energia vogliamo contribuire a questo percorso affinché la formazione risponda in modo sempre più efficace ai bisogni reali del mercato.

Lei ha una profonda conoscenza del settore elettromeccanico: come sta cambiando la componentistica elettromeccanica per la generazione, trasmissione e distribuzione di energia nell’era della transizione energetica?

La componentistica elettromeccanica sta evolvendo rapidamente per rispondere ad esigenze molto più complesse. La crescita delle fonti rinnovabili, per natura distribuite e non programmabili, richiede apparecchiature sempre più intelligenti, digitalizzate e in grado di gestire flussi energetici bidirezionali. Trasformatori, quadri elettrici, interruttori e sistemi di protezione non sono più componenti passivi, ma elementi intelligenti in grado di raccogliere dati, dialogare con la rete e adattarsi in tempo reale alle condizioni operative. In aumento anche l’integrazione con sensori, software di monitoraggi, automazione, e manutenzione predittiva per aumentare l’efficienza, ridurre i costi di manutenzione e migliorare la resilienza delle reti. A trainare questa evoluzione sono le rinnovabili, i sistemi di accumulo, la mobilità elettrica e l’elettrificazione dei consumi. Parallelamente aumenta l’attenzione all’efficienza e alla sostenibilità dei prodotti lungo tutto il loro ciclo di vita.

Ci sono punti di contatto tra Anie Energia e Anie Componenti Elettronici?

Certamente sì, perché la transizione energetica è anche transizione digitale. Le tecnologie che consentono di integrare le fonti rinnovabili, gestire le reti intelligenti, sviluppare sistemi di accumulo o supportare la mobilità elettrica si basano sempre di più su componenti elettronici avanzati, sensori, semiconduttori, sistemi di controllo e piattaforme digitali.

In questo senso, Anie Energia e Anie Componenti Elettronici condividono numerosi ambiti di interesse e di sviluppo. Pensiamo, ad esempio, alle smart grid, ai contatori intelligenti, ai convertitori di potenza, ai sistemi di monitoraggio delle reti, alle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici o ai sistemi di gestione degli accumuli: sono tutte applicazioni in cui la componente elettronica è ormai indispensabile per garantire efficienza, affidabilità e flessibilità. Per questo motivo il dialogo tra le due associazioni è destinato a diventare sempre più necessario.

Quali opportunità riserva, oggi, il settore dell’energia alle imprese che progettano e producono elettronica?

Le opportunità sono molto significative e destinate a crescere nei prossimi anni. Reti intelligenti, accumuli, fonti rinnovabili, mobilità elettrica, automazione industriale ed efficienza energetica richiedono elettronica avanzata, semiconduttori, sensori, sistemi di controllo ed elettronica di potenza. Quest’ultima è oramai una tecnologia strategica per inverter, sistemi di accumulo e infrastrutture di ricarica. Un’altra grande opportunità riguarda la digitalizzazione delle reti. L’esigenza di monitorare in tempo reale milioni di punti di produzione e consumo richiede dispositivi intelligenti, sistemi di misura avanzati, tecnologie IoT, software di gestione e strumenti di analisi dei dati sempre più evoluti. È un mercato in forte crescita nel quale le imprese italiane, che esprimono competenze di eccellenza, potranno cogliere importanti opportunità di crescita, contribuendo allo sviluppo di un sistema energetico più efficiente, sostenibile e sicuro.

Chi è Maurizio RussoMaurizio Russo

Laureato in Ingegneria Elettrotecnica presso il Politecnicodi Milano, Maurizio Russo, nato a Milano nel 1954, vanta una lunga esperienza nel settore elettromeccanico. Dopo avere iniziato il proprio percorso in Ibm Italia, ha ricoperto per oltre quarant’anni ruoli di crescente responsabilità in Electro Adda, storico produttore lecchese di motori elettrici, fino a diventarne amministratore delegato. Attualmente è consigliere di amministrazione della società con delega alla supervisione e agli acquisti strategici. Nel sistema associativo Anie ha ricoperto numerosi incarichi, tra cui la presidenza del Gruppo Macchine Rotanti e Azionamenti e la vice presidenza di Anie Energia prima dell’elezione alla presidenza nel 2024.

 


Questo articolo è tratto dalla rivista ELETTRONICA AV n° 40.
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Virna Bottarelli
Dopo la laurea in Scienze Politiche, nel 2001 Virna Bottarelli ha iniziato a lavorare per le riviste del settore meccanica e automazione del Gruppo Editoriale Futura. Nel 2005, anno in cui si è iscritta all’albo dei giornalisti pubblicisti della Lombardia, è entrata nel Gruppo Gpp. Per dieci anni ha fatto parte della redazione della rivista Automazione Industriale, lavorando ai contenuti e agli eventi promossi dalla testata. Nel 2014 è approdata, insieme alla divisione Business Media del Sole 24ORE, in Tecniche Nuove, dove si è occupata di contenuti editoriali per riviste cartacee e siti dedicati a professionisti operanti in diversi settori: ha lavorato per la testata Millecanali, nome storico dell’editoria professionale del settore broadcast, e per Tema Farmacia, mensile rivolto ai farmacisti. Dal 2020 è redattrice e web editor per la rivista Elettronica AV e per altre testate e siti editi da FW Communication.

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