di Laura Reggiani | Il Nord Europa muove una pedina decisiva sulla scacchiera globale dei semiconduttori. I centri di competenza dei Paesi nordici e baltici hanno firmato un nuovo memorandum d’intesa che unisce Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca ed Estonia, Lettonia e Lituania in un’azione coordinata per rafforzare ricerca, competenze e capacità industriale del settore.
L’accordo, siglato durante un incontro formale tra i principali centri chip della regione, delinea una visione condivisa che mette al centro l’evoluzione della formazione, della ricerca e del supporto all’industria attraverso iniziative transfrontaliere. Un passo strategico verso la costruzione di un ecosistema dei semiconduttori del Nord Europa sempre più integrato e competitivo.
Nord Europa: un ecosistema coordinato
Allineando gli sforzi e condividendo conoscenze e infrastrutture, i Paesi partecipanti mirano a rafforzare l’impatto collettivo della regione, aumentare la visibilità internazionale e rispondere in modo più efficace alle criticità della supply chain e alle sfide tecnologiche che oggi condizionano l’industria europea dei chip.
Il progetto nordico si innesta su un percorso già avviato dai Paesi baltici. Estonia, Lettonia e Lituania avevano infatti firmato un precedente accordo per sincronizzare le strategie nazionali nel settore microelettronico e accelerare l’innovazione in linea con gli obiettivi dell’European Chips Act.
Questa doppia architettura, prima baltica, ora nordico baltica, crea un modello multilivello: ecosistemi nazionali forti, cooperazione regionale e, da oggi, una piattaforma sovraregionale che amplifica la capacità competitiva complessiva.
Innovazione, competenze e supporto industriale
Il nuovo accordo ruota attorno a tre assi.
1- Innovazione e visibilità internazionale – I centri chip della regione collaboreranno per promuovere iniziative congiunte e attività di comunicazione coordinate, così da consolidare il posizionamento del Nord Europa nel panorama globale dei semiconduttori.
2 – Formazione e ricerca avanzata – L’obiettivo è rafforzare percorsi di studio condivisi, scambiare competenze, facilitare l’accesso congiunto alle infrastrutture di ricerca e rispondere alla crescente carenza di talenti nel settore microelettronico europeo.
3 – Supporto a startup e Pmi – L’accordo punta a favorire l’accesso a linee pilota, laboratori avanzati e piattaforme di ricerca attraverso programmi come l’EU Chips Joint Undertaking, con l’obiettivo di abbattere le barriere d’ingresso e accelerare la crescita delle nuove imprese tecnologiche.
Mercato baltico in crescita
La scelta del momento non è casuale: il mercato dei semiconduttori nella regione baltica vive una fase positiva.
Nei prossimi anni, Estonia e Lituania dovrebbero crescere a un tasso medio del 5% annuo tra il 2023 e il 2028, aumentando il valore complessivo del settore da 41 milioni a circa 53 milioni di euro. In Lettonia, le esportazioni di chip sono attese in aumento del 6% annuo tra il 2021 e il 2026. Numeri che confermano il ruolo crescente dei centri di competenza come hub di connessione tra ricerca, educazione e industria.
Strategia Horizon Europe congiunta
I partner baltici stanno preparando anche una candidatura congiunta a Horizon Europe per un’azione di coordinamento (Horizon Csa) dedicata alla mappatura dell’ecosistema regionale dei semiconduttori. Il progetto potrebbe aprire la strada a una vera e propria “chip strategy” nordico baltica coordinata, con nuovi fondi europei per infrastrutture avanzate e supporto mirato alle imprese innovative.
La Lettonia accelera
Un esempio concreto degli sforzi nazionali arriva dalla Lettonia, dove nel marzo 2025 è stato inaugurato il Latvian Chip Competence Center, nato dalla collaborazione tra la Riga Technical University e l’Università della Lettonia.
Il nuovo hub si inserisce nella rete europea dei centri di competenza e si concentra su microelettronica, fotonica su silicio e polimeri, tecnologie quantistiche e progettazione open source di chip. L’ambizione è fornire supporto completo alle imprese, con particolare attenzione a startup e Pmi.
La Riga Technical University, in sinergia con UL, sta inoltre lavorando alla creazione di un laboratorio avanzato dedicato alla progettazione e al testing dei chip, il segmento a più alto valore della catena produttiva, un ambito in cui la Lettonia vanta già competenze distintive.

















