L’elettronica fa ancora la differenza, parola di Arrow

Si è tenuta il 29 maggio al Palaverdi di Parma la quarta edizione di Arrow Electronics World. Oltre a incontrare i partner e i marchi rappresentati dal big della distribuzione con le loro soluzioni più innovative, i visitatori hanno avuto l’occasione di aggiornarsi sull’andamento del mercato e sulle tendenze che interessano i principali settori applicativi dell’elettronica.

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Arrow Electronics World

Anche quest’anno, in occasione di “Arrow Electronics World”, i professionisti del settore dell’elettronica si sono incontrati per condividere le ultime innovazioni e discutere delle tendenze tecnologiche emergenti.

Oltre a mettere in mostra le novità dei partner e dei marchi rappresentati, l’evento organizzato dal big della distribuzione elettronica – oltre 20mila dipendenti nel mondo e vendite nel 2024 per quasi 28 miliardi di dollari – è stato, nella mattinata, anche un’occasione per aggiornarsi sul mercato dei componenti elettronici e per sentire dal vivo la testimonianza di aziende operanti nei principali settori di sbocco dell’elettronica: Vimercati per l’automotive, Leonardo per l’aerospazio e difesa e Neosperience per il medicale.

Da Arrow un approccio di sistema per affrontare il futuro

Claudio Serra ArrowA commentare per primo la situazione di mercato dal palco dell’Arrow Electronics World è stato Claudio Serra, Sales Director Italy, Greece & Israel di Arrow. “Il 2024 era iniziato con livelli di inventario altissimi, che sono poi rientrati nella normalità”, ha detto. “Il 2025 è partito in modo migliore: anche se non possiamo ancora parlare di una vera e propria ripresa, vediamo nei dati dell’ordinato un andamento più positivo rispetto all’anno precedente”. Proprio in riferimento ai dati dell’ordinato, Serra ha aggiunto: “Analizzando i dati del mese di maggio, abbiamo notato che gli ordini incamerati hanno come data di consegna richiesta il quarter in corso o, al più tardi, quello successivo: questo indica che la visibilità sugli sviluppi futuri è molto corta”.

La situazione delineata da Serra può creare difficoltà ai distributori, perché quattro mesi di visibilità, spiega ancora il manager Arrow, “non sono sufficienti come garanzia per i produttori, che hanno tempistiche più lunghe”. Se, quindi, come ha suggerito ancora Serra, la parola d’ordine per i distributori oggi deve essere ‘flessibilità’, quella che caratterizza, a livello globale, il mercato dei componenti elettronici è “incertezza”.

A dirlo è stato Cosimo Musca, presidente di Anie Componenti Elettronici, che ha illustrato i dati di settore. “L’incertezza purtroppo è la peggiore malattia in economia”, ha detto Musca. “Il Pil mondiale è in discesa, si stima che nel 2025 crescerà solo del 2,8 %, anche se alcuni stimano addirittura un 2,5%. Per l’Europa le previsioni sono ancora inferiori: attorno all’1%. L’economia italiana nel 2024 ha manifestato una crescita flat, attorno allo 0,2%, e ha registrato nel primo quarter del 2025 minimi segnali di ripresa, con uno 0,3%. La prospettiva è che il Pil italiano chiuda il 2025 con uno 0,7% di crescita”.

La vera ripresa è attesa per il 2026, anche se sullo sfondo, ha ricordato Musca, resterà il problema del costo dell’energia. Entrando nel dettaglio, il presidente di Anie Componenti Elettronici ha sottolineato come, nel trend generalmente negativo della produzione industriale dell’ultimo anno, il settore dell’elettrotecnica e dell’elettronica abbia tenuto. C’è però una netta differenza tra le performance delle aziende sul mercato interno e su quello estero: “Il mercato interno soffre e dobbiamo essere capaci di intercettare le opportunità sui mercati esteri in quei settori nei quali i componenti elettronici sono abilitatori, dalla meccanica alla farmaceutica”.

Guardando ai prossimi anni, dal 2026 al 2029, l’industria manifatturiera dovrebbe crescere a un tasso dell’1% circa, mentre quella elettrotecnica ed elettronica dovrebbe fare di meglio: “Confidiamo anche negli effetti positivi della riduzione dei tassi operata dalla Bce e nei progetti messi a punto grazie ai fondi del Pnrr”, ha aggiunto Musca, che ha poi aperto una parentesi sul rapporto commerciale con gli Stati Uniti. “Negli anni passati le esportazioni del nostro settore di riferimento verso gli Usa sono cresciute in modo significativo: tra il 2019 e il 2024 si parla di una crescita del 101% in volumi e del 66% in valore. Quale sarà l’impatto della politica protezionistica di Trump? Ad oggi abbiamo notizie che si rincorrono in un quadro di instabilità”.

Secondo Musca, facendo fronte comune con le aziende della filiera dell’elettronica, sarà possibile cogliere le opportunità che il mercato offrirà con la prossima ripresa: “Ci sono settori tecnologici di sbocco per i componenti elettronici nei quali possiamo continuare a fare la differenza, se operiamo con un approccio comune, di filiera. Quando ripartiranno la Germania e la Francia, dovremo essere pronti a ripartire anche noi: condividere le informazioni e confrontarci è la chiave per avere una migliore visibilità sul mercato e prepararci al meglio”.

Le tendenze nei settori chiave secondo Arrow

Alessandro Ranellucci ha poi moderato una tavola rotonda che ha visto protagonisti: Mauro Pizi, Group Operation & Technical Advisor di Vimercati; Simone Gallo Cassarino, Regional Sales Manager di Arrow Electronics Italia; Valentina Tortese, Head of Strategic Sourcing & Supply Chain di Leonardo; Paolo Gonella Pacchiotti, Partner Neosperience Health; Ilario Gerlero, Expert in Edge AI Industrial Applications e Founder and Associate Partner di Sensor Reply.

Vimercati è un fornitore Tier 1 del settore automotive, per il quale offre un’ampia gamma di prodotti meccatronici. L’azienda sta vivendo quindi in prima persona le vicissitudini dell’industria dell’auto. “La corsa all’elettrificazione sta rallentando, soprattutto in Europa, e sta maturando una consapevolezza sul fatto che l’elettrico non sia l’unica soluzione possibile per una mobilità sostenibile”, ha detto Mauro Pizi, evidenziando come stia tornando in auge l’idea di una coesistenza tra elettrico e geotermico e come questa sia destinata a influenzare il mercato dei componenti elettronici per auto. Non è più tempo, quindi, di full electric: la ripresa sarà modulata su un bilancio energetico diverso, dove ci sarà spazio, ad esempio, ancora per il diesel. “L’automotive è un settore interconnesso, caratterizzato da una filiera nella quale il costruttore auto impone determinati requisiti anche per quanto riguarda i componenti elettronici. Il punto è che non sempre questi requisiti sono chiari”.

Del settore industriale ha parlato invece Simone Gallo Cassarino di Arrow: “L’ambito industriale vede dei distinguo importanti tra Pmi e grandi aziende. Queste ultime, in particolare, si sono focalizzate negli ultimi tempi su IoT, edge computing e intelligenza artificiale e stanno investendo maggiormente in politiche di sostenibilità. Ad accomunare tutte le tipologie di aziende è comunque l’esigenza di prodotti scalabili e integrabili e la richiesta di un supporto tecnico costante”.

Un vero e proprio “tsunami” è invece quello che ha investito il settore aerospazio e difesa in questi anni di difficili equilibri geopolitici. Come ha detto Valentina Tortese di Leonardo: “La difesa è sempre stata un mercato di nicchia, ma negli ultimi tempi è ripartita in modo importante, mettendoci di fronte all’esigenza di riorganizzare la supply chain. Anche se i volumi non saranno mai come quelli dell’automotive, parliamo di un settore strategico a prescindere, nel quale è prioritario mettere in sicurezza le forniture, proteggendole dalle oscillazioni nei prezzi e dalle variazioni nella disponibilità delle risorse”.

Per altri motivi, essenzialmente l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche, anche il settore medicale è destinato a crescere. “La sanità digitale in Italia è cresciuta del 22%”, ha detto Paolo Gonella Pacchiotti, evidenziando le prospettive di espansione della telemedicina, che si potrà avvalere anche dell’IA per mettere a punto una medicina di prevenzione sempre più personalizzata.


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