Gli italiani e le città intelligenti

Lo studio “Italiani e Smart City”, commissionato da Intel alla società di ricerche Pepe Research. indica che il concetto di Smart City è familiare a circa metà degli italiani, soprattutto tra i più giovani e le fasce socioeconomiche e culturali medio-alte

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Lo scorso aprile è stato pubblicato lo studio “Italiani e Smart City”, commissionato da Intel alla società di ricerche Pepe Research. Dall’indagine emerge che il concetto di Smart City è familiare a circa metà degli italiani, soprattutto tra i più giovani e le fasce socioeconomiche e culturali medio-alte. Sostenibilità ambientale, sicurezza, efficienza energetica e mobilità intelligente sono i più importanti fattori nella definizione della città del futuro. Tuttavia, il sondaggio ha evidenziato differenze di opinione tra le diverse fasce d’età: i cittadini più maturi danno maggiore peso alla sicurezza rispetto ad altre problematiche, mentre i più giovani, la cosiddetta generazione Z, dimostra maggiore attenzione (+10% rispetto alla media) all’ambiente. Come dice Andrea Toigo, Emea IoT Manager di Intel. “Tecnologie quali l’Internet of Things (IoT), l’intelligenza artificiale (AI) e il 5G possono sostenere le città nel migliorare i servizi, la sicurezza, l’ambiente e la pianificazione urbana. La portata e l’impatto sono ampi, ma ogni applicazione comporta un miglioramento nella qualità della vita dei cittadini”.

Le città italiane mostrano di dovere ancora compiere passi fondamentali nel loro percorso “smart”: alla richiesta di valutare il livello di “smartness” della propria città di riferimento, il campione ha dato infatti una valutazione media di 5 su 10. Solo il 13% dei cittadini ritiene di vivere già in una città “molto smart”; in cima alla classifica c’è Milano, con una valutazione media di 6,2/10, seguita da Bologna e Padova con 6/10. Seguono distaccate Napoli, Genova e Catania, mentre Roma raccoglie una valutazione di 4,3/10. Il 68% del campione ritiene comunque che la propria città di riferimento sarà notevolmente più smart fra 10 anni.

Elena Salvi, Partner di Pepe Research, spiega: “Gli italiani sono legati al loro territorio; tuttavia, l’idea della Smart City è effettivamente attraente, con un 60% di cittadini che si dichiara disposto a trasferirsi in una Smart City se si trovasse nella sua regione. Gli italiani riconoscono un livello di “smartness” alle loro città quando si tratta di economia locale, servizi e mobilità, ma sono convinti che sia necessario ancora parecchio lavoro per quanto riguarda l’ambiente e la cittadinanza attiva. Ora è il momento giusto per portare avanti piani di intervento intelligente sull’ambiente, un elemento fondamentale nel rendere più attrattive le nostre Smart City”. Infine, un dato su quanto saremmo disposti a spendere per vivere in città più intelligenti: del 68% dei cittadini che dichiara di essere disposto a sostenere un costo economico, la maggioranza è preparata a spendere circa 150 euro in più all’anno, mentre il 18% del campione arriverebbe a spendere fino a 600 euro.

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