TDK, da fornitore a partner tecnologico

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sede TDK

di Laura Reggiani | In un mercato dell’elettronica industriale che vive trasformazioni sempre più rapide  e che si muove tra elettrificazione, Intelligenza Artificiale, nuove esigenze della supply chain e pressioni competitive globali, il ruolo delle filiali locali dei grandi gruppi tecnologici è cambiato e va oltre quello  di semplici fornitori di componenti.

È un’evoluzione che TDK Italy sta vivendo da protagonista, spostandosi da fornitore a partner tecnologico per gli Oem e per la filiera della distribuzione. Ne parliamo con Giovanni Visin, Managing Director di TDK Italy, che ci racconta come sta cambiando il modello di business, quali settori stanno trainando la crescita e quali sfide attendono l’elettronica industriale nei prossimi anni.

Come descriverebbe oggi il modello di business di TDK Italy e in che cosa si differenzia rispetto a quello di un tradizionale fornitore di componenti elettronici?

Negli ultimi anni TDK Italy ha compiuto un passo deciso: da semplice fornitore di componenti a partner di soluzioni. La nostra presenza territoriale resta un punto di forza: nel nostro ufficio di Milano operano una ventina di professionisti dedicati al supporto dei clienti diretti e dei nostri distributori come Arrow, Avnet Abacus, Comelec, Melchioni, Rutronik e TTI. Il cuore della nostra attività è il design-in, che realizziamo lavorando a stretto contatto con i nostri product manager in casa madre. Seguiamo i progetti dei clienti fin dalle prime fasi, offrendo supporto tecnico e co-progettazione per soddisfare requisiti sempre più complessi. L’intero flusso – dalla gestione dei contatti alla pipeline applicativa – è tracciato attraverso Salesforce, elemento fondamentale per sostenere la crescita del fatturato e garantire una visione trasparente delle attività.

Che ruolo ha TDK Italy all’interno del gruppo TDK a livello globale? Quali attività strategiche vengono gestite o sviluppate in Italia?

Il ruolo dell’Italia nel gruppo è tutt’altro che marginale. Per i clienti diretti gestiamo internamente tutte le attività: dal design all’offerta commerciale, dall’inserimento ordini al tracciamento logistico fino alla gestione del credito. Per la clientela servita tramite distribuzione il nostro focus rimane sul coordinamento e sul supporto applicativo. Inoltre, ci occupiamo di attività dedicate ad alcuni clienti globali presenti sul territorio italiano, per i quali le decisioni strategiche vengono prese localmente. Questo significa che la filiale italiana è spesso coinvolta in processi chiave a livello internazionale, soprattutto in settori dove il know-how locale ha un peso determinante.

Quali sono oggi i settori applicativi più dinamici per TDK in Italia e dove vede il maggior potenziale di crescita?

Automotive e industriale restano i nostri pilastri. Nel mondo automotive, la filiera dell’elettrificazione – dai veicoli elettrici alle infrastrutture di ricarica – genera un numero crescente di applicazioni che richiedono le nostre tecnologie. Negli ultimi mesi però stiamo osservando un’accelerazione in un’area inattesa: l’Intelligenza Artificiale. L’enorme espansione dei data center e le sfide legate al thermal management aprono nuove opportunità per i nostri componenti. E non è tutto: riscontriamo un crescente interesse anche nel settore degli smart glasses, dove miniaturizzazione e tecnologie hi-tech rappresentano un campo applicativo strategico per TDK nei prossimi anni.

Quali tecnologie ritiene oggi più strategiche per i vostri clienti industriali?

Nel mondo industriale la manutenzione predittiva è sempre più centrale. Garantire efficienza, continuità operativa e prodotti privi di difetti è diventato un requisito competitivo. Per questo TDK investe in un portafoglio di sensori intelligenti basati su diverse tecnologie costruttive e protocolli di comunicazione. Questi dispositivi permettono di ottenere un controllo quasi in tempo reale della catena produttiva, contribuendo alla digitalizzazione dei processi e alla creazione di sistemi IIoT più affidabili e scalabili.

In che modo le specifiche esigenze del mercato italiano influenzano il vostro portafoglio prodotti e le attività di innovazione?

La presenza, in Italia, di aziende globali con centri decisionali locali rappresenta un’opportunità preziosa. Grazie al dialogo con questi clienti possiamo valutare con le nostre divisioni la possibilità di sviluppare nuove soluzioni applicative. Molto spesso ciò si traduce in concept che diventano poi trend setter internazionali, dimostrando come la richiesta italiana possa anticipare esigenze globali. La nostra attività quotidiana di application engineering e co-progettazione è un motore fondamentale di questo processo.

Come giudica l’andamento del mercato italiano dell’elettronica industriale negli ultimi 12–18 mesi e quali differenze riscontra rispetto ad altri Paesi europei?

La transizione energetica nel settore automotive ha subito rallentamenti in tutta Europa, influenzando anche l’elettronica associata. Molti progetti chiave sono stati posticipati o cancellati, con un impatto sul mercato complessivo. A bilanciare questo scenario, la crescita esplosiva dell’Intelligenza Artificiale sta compensando la debolezza del settore auto. Rispetto ad altri Paesi europei – Germania e Francia in primis – l’Italia si muove in modo simile, pur mantenendo una maggiore eterogeneità settoriale che rende il mercato leggermente più resiliente.

Quali sono le direttrici di crescita di TDK Italy nel medio termine?

Per cogliere appieno le opportunità dei prossimi anni, TDK sta implementando un processo di unificazione della rete di vendita. L’obiettivo è offrire ai clienti un’esperienza più fluida e integrata, che combini il portafoglio tradizionale dei componenti passivi con le tecnologie emergenti della sensoristica. Questo approccio ci permette di entrare in nuovi segmenti, rafforzare la collaborazione con la distribuzione e sviluppare servizi a maggiore valore aggiunto.

In che modo l’attuale scenario geopolitico sta impattando la vostra supply chain e le decisioni dei clienti?

Al momento non abbiamo registrato gravi interruzioni logistiche. Le spedizioni continuano in modo stabile, ma monitoriamo costantemente la situazione. Le tensioni globali – in particolare per il trasporto aereo – stanno però rendendo più complesso il quadro logistico. Se queste dinamiche dovessero protrarsi, potremmo trovarci a fronteggiare costi di trasporto più elevati e tempi di consegna più lunghi su alcune tratte. Una variabile che i nostri clienti stanno già considerando nelle loro decisioni di procurement.

Quali sfide e opportunità vede per TDK Italy nei prossimi mesi?

La concorrenza proveniente dai produttori cinesi continua a crescere, anche in Europa, trainata da clienti globali che cercano alternative a costi più competitivi. La sfida per TDK sarà dunque duplice: da un lato mantenere il livello competitivo sul piano commerciale, dall’altro accelerare sull’innovazione continua. Se sapremo cogliere le opportunità offerte dall’espansione del mercato, soprattutto nelle nuove applicazioni digitali e nell’elettronica per l’Intelligenza Artificiale, TDK Italy potrà rafforzare ulteriormente la propria posizione come partner tecnologico di riferimento.

Chi è Giovanni Visin

Visin Giovanni TDKDa febbraio 2015 Giovanni Visin è Managing Director di TDK Italy, società con sede a Milano, parte del gruppo multinazionale giapponese TDK Corporation, leader nella produzione di componenti elettronici passivi, sensori e sistemi di accumulo di energia. L’azienda si concentra su settori come automotive, industriale, telecomunicazioni e consumer electronics, fornendo condensatori, ferriti, induttori, sensori e soluzioni di protezione da sovratensioni. Assunto in Siemens nel 1990 nel marketing di prodotto, matura diverse esperienze di vendita nell’ambito del settore Ict. Dopo il carve out da Siemens del settore Epcos avvenuto nel 1999, diventa responsabile vendite nel 2001 e assume la funzione di capo settore nel 2007. Dopo l’acquisizione da parte di TDK nel 2008 prende in carico la responsabilità di TDK-EPC fino all’integrazione delle due aziende.

 

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Laura Reggiani
Giornalista iscritta all’albo della Lombardia dal 2007, con una formazione letteraria, Laura Elisabetta Reggiani ha un’esperienza decennale nell’ambito dell’editoria professionale e opera nel settore dell’elettronica dal 1992. Dal 2020 è direttrice responsabile di Elettronica AV, periodico indipendente di riferimento per imprenditori, manager e professionisti del mercato elettronico, dove cura la definizione dei contenuti editoriali, la realizzazione di interviste e articoli e il coordinamento della redazione cartacea e digitale. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli di responsabilità in primarie realtà editoriali come Il Sole 24 ORE e Tecniche Nuove, contribuendo allo sviluppo di diverse riviste specializzate. La sua attività spazia dall’ideazione e gestione di progetti editoriali alla conduzione di eventi, tavole rotonde e convegni, con una costante attenzione all’evoluzione e alle dinamiche del mercato dell’elettronica. È anche direttrice della rivista FORME dedicata alle politiche del lavoro e responsabile dei progetti editoriali di FW Communication.

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