Il Circular Economy Network riunisce numerose imprese e organizzazioni italiane impegnate nella transizione circolare.
L’ente ha recentemente presentato un position paper alla Commissione Europea con proposte concrete per il Circular Economy Act, la nuova normativa attesa entro la fine del 2026 che dovrà creare un mercato unico europeo per le materie prime seconde.
Queste ultime sono materiali recuperati da scarti, rifiuti o prodotti a fine vita e reintrodotti in produzione in sostituzione di materie prime naturali.
Edo Ronchi, presidente del Circular Economy Network, spiega:
“Nonostante il ruolo da protagonista nell’economia circolare, l’Unione Europea non sta compiendo progressi sufficienti verso una maggiore circolarità.
Continuiamo a essere una delle aree del pianeta con il più alto consumo di risorse, una produzione elevata di rifiuti e una forte dipendenza dalle importazioni di materie prime, soprattutto quelle critiche e strategiche”.
Anche l’Italia, nonostante abbia raggiunto nel 2023 un tasso di circolarità del 20,8% – quasi il doppio della media UE – mantiene una dipendenza dalle importazioni (46,6% del fabbisogno) più alta della media europea (22,4%).
Emerge quindi la necessità, anche nel nostro Paese, di rafforzare l’impegno e accelerare il cammino verso una maggiore circolarità.
I suggerimenti del Circular Economy Network
La priorità assoluta secondo il Circular Economy Network è la creazione di un vero mercato unico europeo per le materie prime seconde, oggi frammentato da ostacoli normativi e regolamentari che impediscono la libera circolazione dei materiali riciclati tra i Paesi membri.
Dice ancora Ronchi: “Realizzare al più presto un mercato unico europeo per le materie prime seconde è una priorità assoluta.
Confermare la direzione tracciata dal Green Deal e accelerare la transizione verso un’economia più circolare è cruciale per rafforzare la competitività industriale, ridurre i costi di produzione, diminuire la dipendenza dalle importazioni di materie prime e rendere l’economia europea più resiliente.
È anche una condizione indispensabile per tagliare le emissioni di CO₂ e centrare l’obiettivo della neutralità climatica”.
Le priorità, in particolare, sono:
- rendere pienamente operative e coerenti tra loro le misure già approvate, come il regolamento sull’ecodesign, la direttiva sul diritto alla riparazione, la revisione della direttiva rifiuti, la normativa sui consumatori e sulle materie prime critiche;
- varare nuove politiche industriali e fiscali per sostenere la domanda e l’offerta di materiali riciclati, incentivare l’uso efficiente delle risorse e creare finalmente un vero mercato unico europeo per le materie prime seconde.
Una strategia in quattro punti
Produzione
Il CEN chiede investimenti in impianti moderni, tecnologie efficienti e infrastrutture adeguate, in particolare per il trattamento delle plastiche, dei RAEE e il recupero delle materie prime critiche.
Tra le priorità: norme armonizzate tra gli Stati membri, criteri obbligatori di ecoprogettazione, sviluppo di competenze qualificate, e strumenti di debito comune europeo per finanziare la transizione.
Consumi
La transizione circolare non può avvenire solo dal lato dell’offerta. È necessario coinvolgere attivamente i cittadini con incentivi economici, informazioni standardizzate su durata, riparabilità e riciclabilità dei prodotti, e un mercato che renda convenienti servizi come noleggio, riparazione, ricondizionamento e riutilizzo.
Contenuto riciclato
Per raddoppiare il tasso di circolarità, il documento invita Bruxelles ad affrontare l’attuale crisi del mercato dei materiali riciclati, schiacciato dalla competitività delle materie prime vergini.
Il CEN propone di introdurre quote minime obbligatorie di contenuto riciclato, standard comuni di qualità, incentivi per le MPS certificate e riduzione dei costi energetici per le imprese del riciclo.
Particolare attenzione viene chiesta per la filiera delle plastiche, oggi in forte difficoltà, e per il settore RAEE, dove si propongono standard obbligatori di trattamento e controlli più rigorosi sui flussi illegali.
Fiscalità
Infine, il CEN chiede che il nuovo Circular Economy Act preveda una vera fiscalità verde, allineata agli obiettivi ambientali dell’UE. Tra le misure armonizzazione delle normative End of Waste, affinché il riconoscimento concesso da uno Stato membro sia valido in tutta l’Unione.
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