In risposta alle recenti attività di fusioni e acquisizioni, Anglia Components, uno dei distributori autorizzati indipendenti di componenti elettronici più longevi d’Europa, Anglia, mette in guardia contro un potenziale squilibrio nella catena di fornitura, dove i confini tradizionali potrebbero confondersi, portando a una mancanza di trasparenza e compromettendo l’indipendenza.
Steve Rawlins, Ceo di Anglia, ha detto a fine luglio:
“La scorsa settimana è trapelata la notizia che uno dei principali broker di componenti elettronici è stato acquisito da un importante Contract Electronics Manufacturer, confermando le voci che circolavano da mesi.
Questo è preoccupante perché concentra troppo potere d’acquisto nelle mani di un’unica organizzazione, mettendo a rischio l’intera catena di fornitura.
Se questa dovesse diventare una tendenza, con altri Cem di primo livello che acquistano società di brokeraggio, si potrebbero facilmente verificare carenze artificiali e aumenti di prezzo”.
Perché bisogna stare all’erta?
Anglia parla per esperienza diretta. 25 anni fa, l’azienda ha avviato una propria divisione Cem, che, secondo le parole di Rawlins, si è rivelata “un disastro”.
I clienti, infatti, erano confusi e preoccupati dal potenziale conflitto di interessi e l’esperimento è stato rapidamente interrotto.
Il problema principale riguarda l’impatto della crescente confusione tra produzione, distribuzione e approvvigionamento sul mercato aperto sulla governance aziendale.
Anglia crede nella creazione di solide partnership a tre vie nella catena di fornitura tra produttore di componenti, cliente e distributore.
“Operiamo con la massima trasparenza, nell’interesse dei nostri clienti”, conclude Rawlins.
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