Nel primo trimestre del 2025, il mercato europeo della distribuzione di componenti elettronici ha registrato un brusco rallentamento, con una contrazione complessiva del -14,3%, portando il volume d’affari a 3,92 miliardi di euro.
Il calo è stato trainato principalmente dalla flessione dei semiconduttori, scesi del -19,64% a 2,37 miliardi di euro, mentre i componenti di interconnessione, passivi ed elettromeccanici hanno contenuto le perdite a un -4,63%, pari a 1,55 miliardi di euro.
Previsioni complesse per la distribuzione europea
Le prospettive per l’anno in corso restano altamente incerte e fortemente condizionate da variabili macroeconomiche.
“Le previsioni raramente sono state così complesse”, ha dichiarato Hermann Reiter, presidente di Dmass Europe. “Tensioni geopolitiche, dazi e vulnerabilità nelle catene di approvvigionamento rendono difficile ogni stima. Il ritorno alla ‘vecchia normalità’ è fuori portata; ciò che conta oggi è la capacità di adattamento”.
Un’indagine Deloitte menzionata da Reiter sottolinea, tuttavia, una nota positiva: l’Unione Europea continua a essere percepita come un’area di relativa stabilità, con una crescita degli investimenti. Anche se un consolidamento più solido a partire dal secondo trimestre 2024 dovrebbe migliorare i dati su base annua, il ritorno a una crescita stabile sembra ancora lontano. Secondo Reiter, chiudere il 2025 con un risultato pari a quello dello scorso anno sarebbe già un traguardo rilevante.
L’andamento della distribuzione europea di semiconduttori e IP&E
Analizzando nel dettaglio i semiconduttori, il trimestre ha evidenziato perdite a doppia cifra in molte aree. Austria e Turchia guidano i ribassi con cali rispettivamente del -39% e del -37%. Solo alcuni mercati minori come Irlanda, Svizzera e Iberia hanno registrato performance migliori. A livello di prodotto, i settori Power e Mos Micro Logic hanno subito i colpi più duri, con cali superiori al -25%, mentre la Logica Programmabile ha segnato un incremento modesto del +2,63%.
Nel segmento IP&E, seppure con un andamento negativo, si intravede una fase più stabile. Le perdite più significative si sono concentrate nei passivi (-7,62%), in particolare nei condensatori (-12,6%) e nei relè (-14,8%). I connettori circolari si sono distinti positivamente, con un +12,8%, segno che alcuni sottosettori riescono ancora a trovare spazio per crescere.
Per la distribuzione europea una ripresa lenta, ma sostenibile
Il presidente Reiter ha sottolineato come i grandi mercati maturi – Germania, Italia, Austria e Turchia – stiano perdendo slancio, mentre i Paesi più piccoli mostrano una maggiore reattività.

Questo spostamento, unito a un leggero aumento del Pil dell’Eurozona dello 0,4%, indica una ripresa lenta ma potenzialmente sostenibile. Guardando al futuro, Reiter evidenzia come le turbolenze globali stiano ridisegnando le dinamiche economiche: “La vicinanza e la sicurezza degli approvvigionamenti stanno acquisendo più valore rispetto al passato. La resilienza delle catene di distribuzione e la capacità di innovare diventano imprescindibili”. Il settore, conclude, dovrà affrontare sfide strutturali, ma ha anche il potenziale per offrire soluzioni innovative in risposta alle trasformazioni in atto. “L’era dell’amministrazione è finita: ora è il tempo dell’innovazione”.

















