La distribuzione di elettronica nel Vecchio Continente diminuisce nel secondo trimestre del 2025 dell’8,4% registrando un fatturato complessivo di 3,73 miliardi di euro.
I semiconduttori perdono il 14,11%, totalizzando vendite per 2,22 miliardi di euro, mentre connettori, passivi ed elettromeccanici registrano un aumento, seppure modesto, dell’1,43%, con un fatturato che si attesta a 1,51 miliardi di euro.
Le previsioni per il 2025 sono altamente volatili: le prospettive future si basano sulla solidità delle condizioni economiche globali, sugli investimenti intelligenti nelle tecnologie emergenti e sulla stabilità delle reti di fornitura internazionali.
Così commenta Hermann Reiter, presidente di Dmass Europe: “Mentre la catena di fornitura dei componenti elettronici rimane di portata globale, i mercati finali si stanno rapidamente frammentando: con una domanda di Intelligenza Artificiale in forte crescita in Asia e negli Stati Uniti, l’Europa si trova invece ad affrontare una stagnazione industriale e deve ridefinire la propria posizione per compensare il declino del settore automotive. Di conseguenza, la supply chain tende a contrarsi, con l’innovazione del design che sta guadagnando terreno rispetto alle strategie di approvvigionamento tradizionali”.
Per la distribuzione segnali di ripresa ancora lontani
Secondo Dmass, il mercato europeo della distribuzione non ha ancora mostrato chiari segnali di ripresa.
La persistente incertezza globale continua a pesare in modo importante sulle decisioni di investimento, spesso rinviate o in alcuni casi addirittura annullate. I cambiamenti politici imprevedibili, aggravati da dazi e venti macroeconomici contrari, raffreddano ulteriormente l’attività del mercato globale. Sebbene l’Europa potrebbe potenzialmente beneficiare di una maggiore affidabilità e chiarezza normativa rispetto ad altre regioni del mondo, questi vantaggi devono ancora tradursi in un tangibile slancio positivo. Invece di essere aumentate, le aspettative in tutto il settore vengono sempre più ridimensionate.
L’andamento dei semiconduttori
Le vendite di semiconduttori hanno registrato un calo del 14% e un fatturato di 2,20 miliardi di euro.
Tra i principali Paesi, l’Austria ha registrato nuovamente il calo più significativo, con una diminuzione di quasi il 37%, seguita dalla Francia con una riduzione del 20%. Solo la Penisola Iberica ha registrato una performance notevolmente migliore, riportando un leggero aumento del 2,4%. Sul fronte dei prodotti, le vendite più deboli si sono evidenziate nei settori della potenza e delle logiche programmabili, con un calo superiore al 21%. Sensori e attuatori hanno invece registrato un aumento di circa il 6,1%, riportando un risultato nettamente migliore della media.
L’andamento degli IP&E
Nel comparto dei componenti di interconnessione, dei passivi e degli elettromeccanici il rallentamento si è tradotto in un leggero aumento dell’1,43%, e in un fatturato che ha raggiunto 1,51 miliardi di euro.
Solo Austria, Regno Unito, Germania e Svizzera non hanno registrato un incremento nelle vendite e hanno continuato a riportare un calo. A livello di prodotto, i componenti passivi hanno registrato un calo dell’1,17%, mentre i componenti elettromeccanici (+2,38%) e gli alimentatori (+6,82%) sono tornati a mostrare risultati positivi. Il decremento maggiore si è registrato nei condensatori a film (-17,8%), in quelli al tantalio (-11,4%) e in alluminio (-10,5%), mentre, oltre agli alimentatori in generale, i sensori (+7,6%) e i connettori circolari (+122,7%) hanno registrato un buon incremento.

Economia europea sotto pressione ma resiliente
Il presidente Hermann Reiter ha così concluso: “L’economia europea nel 2025 rimane resiliente, ma deve affrontare una crescente pressione da parte delle tensioni geopolitiche e delle interruzioni del commercio globale. Ciò è particolarmente evidente nella supply chain dei componenti elettronici, che è diventata tesa a causa dei tempi di consegna in continuo allungamento, della volatilità delle scorte e della dipendenza da materie prime critiche dall’Asia. Nonostante la frammentazione del commercio globale, il mercato dei componenti elettronici rimane profondamente interconnesso. L’Europa sta rispondendo con strategie di ‘nearshoring’, di diversificazione della supply chain e con misure di trasparenza digitale. La crescente domanda di semiconduttori, di dispositivi per l’Internet of Things e per applicazioni di Intelligenza Artificiale continua a guidare l’innovazione, offrendo opportunità di crescita anche in un contesto di incertezza. Per rimanere competitiva, l’Europa deve plasmare più attivamente queste dinamiche globali in un panorama dell’elettronica in rapida evoluzione”.

















