di Jordi Tarrida | Il contesto globale di oggi assomiglia a una valanga di incertezze: conflitti di lunga durata che si riaccendono, altri ancora senza soluzione, e scelte geopolitiche sempre più guidate da agende protezionistiche.
In un ambiente così volatile, la tentazione di aspettare e vedere cosa succede è forte. Ma metto in guardia da questo approccio! Questo è invece il momento di agire.
Non l’attesa, ma le alleanze strategiche permetteranno alle aziende di affrontare la nuova ondata di allocazioni che prevedo nel 2026, e di posizionarsi per cogliere i megatrend più redditizi.
Cosa alimenta il prossimo rischio di shortage, dove si aprono opportunità nell’automotive e nel carburo di silicio, e quale tecnologia emergente considero davvero dirompente: tutto questo lo condivido qui nelle mie riflessioni. Le mie analisi non derivano dai report di società come Gartner, ma da conversazioni dirette con chi vive il mercato ogni giorno: Oem, Ems, distributori e produttori di semiconduttori. Per me dati ed esperienza sul campo vanno sempre di pari passo.
Aspettare non è un’opzione
Viviamo in un mondo iper-dinamico, dove le cose cambiano di ora in ora. In un simile clima, l’eccesso di analisi può diventare paralizzante. Cercare di capire ogni minimo dettaglio rischia di bloccare l’azione, e oggi la nostra industria non può più permetterselo.
È meglio lavorare con i dati disponibili, prendere decisioni informate e muoversi rapidamente. Certo, più facile a dirsi che a farsi. Le condizioni di mercato e i venti geopolitici sono in continuo mutamento. Basti guardare a quante volte le decisioni tariffarie Usa hanno creato crisi o confusione nel corso dell’anno.
Quello che dopo la pandemia chiamavamo “new normal” si è già trasformato in quello che io definisco il “renewed normal”: più aggressivo, accelerato e volatile. Le interruzioni della supply chain, la pressione sui prezzi e l’instabilità globale non sono più eccezioni: sono la regola.
Per questo credo che l’adattabilità sia la vera chiave di sopravvivenza.
Rischio allocazioni nel 2026 e come prepararsi
Prevedo un ritorno a vincoli di fornitura già dal primo trimestre 2026, nonostante l’attuale mercato resti favorevole agli acquirenti.
È per questo che consiglio di avviare accordi di fornitura di lungo termine adesso, non più avanti. Per chi gestisce produzione, Ems, Oem o Odm, questo è ancora un ottimo momento per negoziare e fissare contratti di lungo periodo.
I futuri shortage, lo dico chiaramente, sono in parte autoindotti.
Molti produttori di semiconduttori hanno spento linee di standard component durante la fase di rallentamento: una scelta che ora crea colli di bottiglia mentre la domanda torna a crescere.
L’aerospazio e la difesa, in particolare, stanno accelerando e metteranno ulteriore pressione sulla capacità produttiva. Qui i requisiti di affidabilità sono elevatissimi: molti wafer devono essere testati sotto stress e filtrati per estrarre solo pochi die qualificati. Tutto ciò si traduce in lead time più lunghi.
Opportunità in automotive e carburo di silicio
Il settore automotive non ha ancora preso lo slancio che molti auspicavano e, sebbene il carburo di silicio resti molto attrattivo, le ultime notizie non sono incoraggianti: Wolfspeed ha chiesto il Chapter 11 per proseguire le attività, mentre JS Foundry ha chiuso del tutto.
Eppure, io vedo prospettive nell’automotive, soprattutto in Europa. Settori come quello tedesco, francese, spagnolo e italiano non possono permettersi di ignorarlo. Mi aspetto che i governi interverranno indirettamente, ad esempio con standard più severi sulle emissioni dei veicoli datati, stimolando così nuova domanda.
Al contrario, sussidi diretti mi sembrano poco probabili, vista la pressione dei bilanci pubblici legata alle spese per la difesa. Nel campo SiC, io spingo per redesign collaborativi e persino per il co-finanziamento degli sviluppi, così da creare dipendenze reciproche: se devi riprogettare la tua scheda, perché non farlo insieme? Se finanzi una parte del mio design, ti garantisco gli ordini, non solo i campioni.
No, facciamo un vero accordo.
Crescono le partnership regionali
Potrà sembrare azzardato, ma questo approccio può davvero sostenere nuovi design e accelerare il time-to-market. Distributori, produttori di semiconduttori, fornitori di componenti – e persino Ems – possono trarne vantaggio.
Ricordo bene quanto il mercato fosse un tempo molto dinamico, ma oggi noto più disponibilità a stringere alleanze di questo tipo. Vedo in questa tendenza un passaggio decisivo: una progressiva regionalizzazione della manifattura dei semiconduttori.
Europa per l’Europa, Usa per gli Usa, India per l’India. Le supply chain globali lasceranno spazio a catene locali; un cambio di paradigma che impone una collaborazione più stretta tra Oem, Ems e fornitori.
Chi si prepara per tempo potrà guadagnare vantaggi competitivi. L’epoca in cui si vendeva globalmente senza una presenza produttiva locale sta finendo: se vuoi vendere in una regione, dovrai produrre lì.
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