Molex e l’automotive: dove sta andando il “Centro dati su ruote”?

Mike Bloomgren, SVP, Presidente, Soluzioni industriali e per il trasporto, Molex: “Il nostro recente sondaggio mostra il forte slancio in tutto l’ecosistema verso una maggiore cooperazione per ridurre le complessità del progetto”

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Molex ha pubblicato nelle scorse settimane i risultati di un sondaggio globale che esamina il ritmo dell’innovazione nello sviluppo delle architetture dei veicoli di prossima generazione e delle esperienze di guida. Sebbene i partecipanti abbiano espresso ottimismo verso l’aumento dell’adozione di tecnologie digitali, essi hanno anche identificato difficili sfide a livello tecnologico, di settore e di ecosistema che devono essere superate per soddisfare la richiesta di veicoli equipaggiati con capacità software, di archiviazione, di connettività e di calcolo, essenzialmente un potente “centro dati su ruote”. Molex continua a portare avanti la sua missione di progettare e fornire elettronica fondamentale, connettività, reti ad alta velocità, archiviazione dei dati, oltre che a soluzioni di potenza e segnale che formano il sistema nervoso centrale delle architetture dei veicoli di prossima generazione di domani.

“La velocità del cambiamento nel settore automotive è rapida e impetuosa poiché le tecnologie digitali forniscono funzionalità nuove e più potenti per alimentare il successo dei veicoli di prossima generazione”, ha affermato Mike Bloomgren, SVP, Presidente, Soluzioni industriali e per il trasporto, Molex. “Il nostro recente sondaggio mostra il forte slancio in tutto l’ecosistema tra le richieste per una maggiore cooperazione per ridurre le complessità del progetto e soddisfare le aspettative del cliente”.

Molex, insieme a Mouser, ha commissionato a Dimensional Research lo svolgimento del sondaggio Centro dati su ruote a febbraio 2022, intervistando 519 partecipanti qualificati ricoprenti ruoli tecnici, di Ricerca e sviluppo, produttivi, di innovazione o strategici presso le aziende automobilistiche e i relativi fornitori, compresi i fornitori di componenti auto di Livello 1 o 2 e produttori a contratto. Ai partecipanti provenienti da 30 Paesi sono state poste domande volte a determinare quali tecnologie digitali stanno avendo il maggiore impatto su questo segmento, oltre agli ostacoli più difficili che impediscono la diffusione di architetture del veicolo avanzate ed esperienze di guida simbiotica. 

Un settore che vuole essere collaborativo

  • Il 94% degli intervistati concorda che le tecnologie digitali creino entusiasmanti opportunità per le architetture del veicolo e le esperienze di guida, e richiederanno una maggiore collaborazione tra operatori.
  • In meno di cinque anni, le tecnologie digitali potenzieranno le funzionalità standard dei nuovi veicoli, tra cui le interfacce utente tramite app mobile (50%), TV e film in streaming (47%), abilitazione da remoto di funzionalità nuove/aggiuntive (46%), determinazione dei prezzi sul modello di abbonamento per le funzionalità principali (46%), sicurezza e assistenza al conducente (45%), assieme ad aggiornamenti software over-the-air (43%).
  • Il 27% degli intervistati ritiene che la metà dei nuovi veicoli venduti entro 10 anni supporterà l’autonomia di Livello IV, mentre il 18% ritiene che saranno necessari fino a 30 anni perché il Livello V possa raggiungere tale tappa traguardo.
  • Secondo il 45% degli intervistati, la connettività in-car ha avuto il maggior impatto sulle architetture del veicolo e sulle esperienze di guida negli ultimi cinque anni, seguita dai sistemi di archiviazione dei dati (43%) e dal cloud computing (43%). Nei prossimi cinque anni, la UX/UI immersiva (39%) e la connettività out-of-car (32%), che comprende il 5G e le comunicazioni vehicle-to-everything (V2X), sono destinate a fornire i maggiori guadagni. Nonostante il ruolo sempre più importante della connettività, non è stato raggiunto un consenso sulle sfide di connessione primarie, che comprendevano la larghezza di banda (32%), la qualità del servizio (28%), la copertura (24%) e la latenza (16%).
  • Nella classificazione dei maggiori ostacoli alla creazione di un centro dati su ruote, gli intervistati hanno citato la sicurezza informatica (54%), la qualità del software (41%), la sicurezza funzionale (36%), la connessione dei veicoli al cloud (29%), oltre che all’archiviazione e all’analisi dei dati (28%). Oltre i due terzi degli intervistati ritiene che il software provocherà più problemi tecnologici rispetto all’hardware mentre oltre la metà concorda che siano necessari nuovi servizi in tutto l’ecosistema del software, abbracciando sistemi operativi, modelli AI, informazioni sulla sicurezza funzionale e altro.
  • Gli intervistati hanno anche classificato problemi critici del settore che potrebbero rallentare l’adozione, come il timore dei consumatori nei confronti della guida autonoma (43%), gli investimenti insufficienti esterni ai veicoli in termini di stazioni di carica e antenne 5G (37%), la comprensione limitata del potenziale tra la leadership delle aziende automobilistiche (36%) e la privacy dei dati (34%). Anche le carenze della catena di approvvigionamento dovrebbero avere un impatto sulla consegna di veicoli di prossima generazione, guidate dalla disponibilità delle batterie e dei relativi componenti chimici (47%), dei chip dei semiconduttori (45%), dei sensori (42%), dei cavi e dei cablaggi (40%) e dei connettori (38%).

Come cambieranno gli ecosistemi

Man mano che le case automobilistiche incorporano le nuove tecnologie digitali e capacità nei propri veicoli, dovranno ampliare gli attuali ecosistemi di partner. Oltre la metà dei partecipanti al sondaggio guarderà alle aziende di tecnologia di consumo (ad es., Apple, Google, ecc.), ai provider di cloud (Amazon/AWS, Microsoft, ecc.) e ai fornitori con attenzione specifica alla tecnologia digitale per l’aiuto automobilistico nell’abilitazione di nuove capacità. Quasi tutti gli intervistati concordano sul fatto che il mantenimento della promessa di un centro dati su ruote richiede una maggiore collaborazione tra gli OEM, i fornitori e i subfornitori.


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