Dispositivi IoT: non fidarsi mai, verificare sempre

Antonio Bagiolini, Business Line Manager – ICT di TÜV Italia, spiega quali sono gli standard attuali usati in ambito IoT e suggerisce come proteggere gli oggetti connessi

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di Antonio Bagiolini | Business Line Manager – ICT di TÜV Italia 

L’Internet of Things (IoT) comprende una vasta gamma di dispositivi interconnessi e collegati a Internet che possono raccogliere e trasferire dati attraverso la rete senza l’intervento umano. Mentre il mondo diventa sempre più connesso attraverso Internet, e aumenta la domanda di tecnologie intelligenti, i costi per fabbricare prodotti con connessione Wi-Fi e sensori integrati sono divenuti ora più competitivi grazie alla loro produzione di massa.

L’incremento nell’utilizzo delle tecnologie intelligenti porta a una maggiore convenienza per il consumatore odierno, ma questo apre anche la porta alle minacce per la sicurezza informatica. I report che segnalano violazioni informatiche sono in aumento, poiché il livello di sicurezza di ogni network possiede lo stesso livello di sicurezza del dispositivo meno sicuro presente al suo interno e la responsabilità di sostenere gli standard di sicurezza dei dispositivi connessi ricade sui produttori.

L’importanza di garantire la sicurezza nel settore Consumer-IOT

L’IoT consumer si riferisce a tutti quei dispositivi personali, come ad esempio smartphone e wearable e a quel numero sempre crescente di device domestici “smart”, connessi ad Internet, che raccolgono, scambiano e comunicano dati tra di loro. Si stima che entro il 2030 si arriverà a 130 miliardi di device connessi in rete, rispetto ai 25 miliardi di dispositivi connessi nel 2017. In media, è previsto infatti che ogni persona gestirà 15 device.
L’evoluzione dei dispositivi IoT personali è guidata dal nostro desiderio di intrattenimento costante, connessione istantanea a risorse e supporto continuo. Le barriere tra digitale e fisico sono abbattute da device integrati e intuitivi, vere e proprie interfacce che consentono di muoversi e orientarsi in un mondo iperconnesso.

Una maggiore circolazione di dati porta necessariamente con sé maggiori occasioni di perdita o indisponibilità degli stessi. I vantaggi dell’Internet of Things possono essere raggiunti solo se già in fase di progettazione, i prodotti e i servizi tengono conto di requisiti di sicurezza e di privacy, aumentando la fiducia dei consumatori nell’utilizzo degli stessi.
Le persone affidano i propri dati personali a un numero crescente di dispositivi e servizi online. Prodotti scarsamente sicuri non solo minacciano la privacy dei consumatori, ma possono essere utilizzati dai criminali per lanciare attacchi informatici di tipo DDoS (Distributed Denial of Service) su larga scala.

Lo standard normativo e i consigli di TÜV Italia

Il Comitato tecnico per la sicurezza informatica dell’ETSI (European Telecommunications Standards Institute) ha pubblicato l’ETSI TS 103 645, lo standard sulla sicurezza dei prodotti IoT destinati al mondo consumer. Il documento contiene raccomandazioni rivolte ai produttori e agli sviluppatori di dispositivi collegabili in rete (meglio conosciuti come prodotti IoT) destinati al grande pubblico (smart TV, smartwatch, smart camera, impianti domotici ecc.) e diffusi ormai in ogni ambito sociale e produttivo. L’obiettivo è quello di contribuire ad accrescere la sicurezza dei dispositivi IoT, in modo da aumentare parallelamente la fiducia dei consumatori. Il documento, infatti, si concentra sui controlli tecnici e organizzativi più rilevanti per affrontare le carenze significative e diffuse in materia di sicurezza.

Le nuove regole di sicurezza interessano una vasta gamma di dispositivi IoT: prodotti per la sicurezza come rilevatori di fumo e serrature delle porte, telecamere intelligenti, televisori e altoparlanti, dispositivi medicali indossabili, sistemi di domotica e di allarme, apparecchi domestici (ad esempio, lavatrici e frigoriferi).

Tra le raccomandazioni indicate nello standard figurano, ad esempio, quella di evitare di immettere sul mercato device con username e password impostate di default (admin; admin) e quella di individuare dei contact points a cui segnalare eventuali nuove vulnerabilità dei prodotti.

Altre buone pratiche e raccomandazioni da seguire possono essere:

  • Il costante rilascio di aggiornamenti e patch di sicurezza;
  • L’utilizzo di canali di comunicazione sicuri;
  • L’archiviazione sicuradi credenziali di accesso;
  • La minimizzazione della possibile “superficie di attacco” dei device;
  • La garanzia di integrità del software;
  • La resilienza dei sistemi IoT agli attacchi informatici;
  • La cancellazione agevole e intuitiva dei dati personali degli utenti;
  • L’installazione e manutenzione semplificata dei dispositivi.

È importante ricordarsi di “Non fidarsi mai, verificare sempre”. È fondamentale possedere un modello che fa affidamento su altre metodologie di sicurezza della rete, quali controlli di accesso rigorosi, segmentazione della rete e definizione di una “superficie protetta” che include dati, risorse, applicazioni e servizi critici per il core business.


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