Produzione cavi: il caro energia incide fino al 20%

Il caro energia sta mettendo in ginocchio le imprese produttrici di cavi. Anie Aice chiede comprensione a tutti gli attori della filiera per far sì che si possa accompagnare questo momento di ricrescita del paese in un modo sostenibile

cavi

L’incremento dei prezzi dell’energia elettrica preoccupa le imprese associate ad  Anie Aice, il comparto che all’interno di Anie Federazione rappresenta le aziende produttrici di cavi per energia e accessori, cavi per comunicazione e conduttori per avvolgimenti elettrici.  La situazione si è fatta critica per la carenza e l’aumento dei prezzi delle materie prime, così come dei costi relativi agli imballaggi e ai trasporti. La crescita senza precedenti del costo dell’elettricità rischia quindi di frenare le attività industriali e si iniziano a registrare le prime tensioni, a causa della variazione in aumento dei prezzi di listino di beni e servizi.

Il rincaro dell’energia è un problema mondiale, dovuto alla ripresa della domanda, a un’offerta più limitata del previsto, a questioni geo-politiche e a diversi aspetti legati al clima. Il costo del gas, fonte principale dell’elettricità, si è quintuplicato da inizio anno, si registra un nuovo record storico pure per il carbone, arrivato a 280 euro per tonnellata nel Nord Europa, e per il barile del petrolio Brent, che ha toccato il prezzo massimo degli ultimi tre anni.  Tendenze rialziste si rilevano anche nelle quotazioni delle principali commodity non energetiche – fra cui il rame – impiegate nel settore industriale.

“La carenza delle materie prime nonché l’aumento del prezzo delle stesse e l’esplosione dei prezzi dell’energia  sta causando problemi negli approvvigionamenti e ora sta assumendo proporzioni drammatiche”, ha dichiarato Carlo Scarlata, presidente di Anie Aice. “Nel corso del 2021 il costo energetico per i produttori (euro per kWh) si è più che triplicato, con particolare intensità dopo agosto, con un impatto sui costi di produzione che varia dal 5% al 20% a seconda del tipo di prodotto. Questa situazione è unica e particolare, non si era mai vista la convergenza di tanti fattori come: l’incremento delle quotazioni dei metalli (ad esempio, il costo del rame è passato da 3 euro al Kg, a 6/7 euro Kg, a oggi a 9 euro kg), delle altre materie prime e la difficile reperibilità dei prodotti: si è andata a creare la così detta “tempesta perfetta”, che potrebbe avere degli impatti devastanti sulle nostre imprese con ricadute anche sui prezzi di vendita del cavo come prodotto finito. Chiediamo comprensione da parte di tutti gli attori della filiera (clienti e fornitori) perché collaborino a mantenere in salute un comparto già messo a dura prova in questi anni”. 


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