Il ruolo dinamico del Credit Manager

Numerose e ampie sono le competenze tecniche richieste a questa figura professionale, che vanno trasferite in modo sempre differente in funzione dei tanti interlocutori con cui il responsabile del credito è chiamato a relazionarsi sempre con un approccio mediativo

Credit manager

di Fulvio Marcandelli | Senior Credit Manager di Avnet EC Emea

Andrea Davide ArnaldiCon l’avvocato Andrea Davide Arnaldi dello Studio Lexant di Milano, ci focalizziamo sul nuovo ruolo del Credit Manager e le sue prospettive future all’interno delle aziende.

L’articolo integrale è pubblicato sul numero 10 di Elettronica AV


Negli ultimi anni, come ritiene sia cambiato il ruolo del Credit Manager nelle dinamiche aziendali?

Non esiste professione, ruolo, contesto di business, che sia oggi immune dall’imprescindibile necessità di sviluppare delle ampie e solide competenze trasversali. Non fa eccezione il Credit Manager, anzi. Le competenze trasversali, comunemente dette “soft skill”, sono un insieme variegato, eterogeneo e interconnesso di abilità personali, attitudini, atteggiamenti e comportamenti che facilitano e favoriscono l’interazione con gli altri. La capacità di conoscere noi stessi e di leggere i segnali che ci arrivano dagli altri e dal contesto in cui siamo, ci consente di sviluppare relazioni più efficaci, sane e produttive. Capacità che negli attuali contesti lavorativi non è certamente un optional o un “nice to have”, bensì una competenza strategica necessaria e che fa la differenza. Ancor più vero per un ruolo poliedrico e dalle mille sfaccettature, come quello del Credit Manager.

È noto come siano numerose e ampie le competenze tecniche richieste a questa figura professionale e, soprattutto, come sia indispensabile trasferirle, plasmarle e orientarle in modo sempre differente in funzione dei tanti interlocutori con cui il Credit Manager è chiamato a relazionarsi. Dal proprio team alle diverse funzioni aziendali con cui si interfaccia – dalla Direzione Generale a quella Amministrativa, dalla Direzione Commerciale alla Finanza, dalla funzione Legale all’Organizzazione passando per l’IT – agli interlocutori esterni: clienti, agenti, avvocati, giudici, istituti di credito, enti pubblici, consulenti e così via. Ognuno di loro ha funzioni, obiettivi, posizioni, interessi e modalità del tutto differenti, a volte contrapposti, a quelli del Credit Manager, che ha quindi la necessità di avere una spiccata attitudine verso lo sviluppo, la cura e la gestione efficace delle relazioni.

A questo bisogno “strutturale”, insito nella natura della sua professione e del suo ruolo, si aggiungono almeno altri due fattori determinanti, che rafforzano l’importanza di uno sviluppo costante delle sue competenze trasversali: le caratteristiche e l’evoluzione dell’attuale mondo del lavoro, e la tendenza sempre maggiore ad affrontare i contesti conflittuali – come quelli in cui spesso opera il Credit Manager – con un approccio mediativo.

Nel corso degli anni il ruolo del Credit Manager ha seguito un percorso di notevole evoluzione, trasformandosi da amministrativo che controlla e gestisce gli insoluti a colui che preserva e aumenta le risorse finanziarie dell’azienda, contribuendo alla qualità e alla stabilità del fatturato. In questo importante processo di ampliamento e arricchimento del proprio ruolo, è divenuto centrale il presidio del rapporto con i clienti, peraltro, vissuto spesso in una fase difficile e complessa della loro vita aziendale. In questo scenario, sviluppare uno spirito e un approccio di mediazione significa avere la capacità di ascoltare, di comprendere il punto di vista dell’altro, di mostrare empatia e di riconoscere il bisogno altrui, fermo restando il proprio ruolo. Pertanto, per essere un Credit Manager di successo occorrono molte caratteristiche, tra cui, in primis, coraggio e determinazione, versatilità e padronanza di sé. Tutte queste competenze sono ben identificate nella prassi UNI/PdR 44 del 2018. Non esiste altra possibilità di evoluzione se non conseguire il riconoscimento del ruolo.

Oltre al ruolo del Credit Manager, mi parlava anche della certificazione dei processi. In cosa consiste questa parte?

La prassi di riferimento definisce il processo del servizio di Credit Management, in tutte le fasi del ciclo attivo e dei relativi criteri per la prevenzione e gestione dei rischi inerenti il credito commerciale, sia nel mercato domestico che estero. La Prassi di riferimento Uni nasce e si sviluppa, quindi, con l’esigenza di tutelare fortemente la corretta implementazione del processo di gestione del credito nelle organizzazioni, per agevolare il corretto funzionamento dell’intero sistema economico, mettendo a disposizione importanti leve che permettono di agire sulla corretta gestione del credito. Il processo di erogazione del servizio di credit management è caratterizzato dall’implementazione di 9 fasi.

In che misura il Credit Manager Certificato si inserisce nelle misure previste per codice di crisi di impresa?

Tale certificazione permette di rispettare l’obbligo del nuovo art. 2086 c.c. che impone alle aziende di “dotarsi di assetti organizzati idonei a prevenire la crisi e garantire la continuità aziendale”. Dalla lettura di una sentenza del Tribunale di Milano del 19 ottobre 2019 è emerso che la mancata adozione degli adeguati assetti organizzativi amministrativi e contabili ha aperto la strada alla denuncia al tribunale per le gravi irregolarità gestionali commesse dagli amministratori. Con la certificazione dei processi di Credito, Tesoreria secondo Prassi Uni si sarebbe assolto a questo requisito.

A chi bisogna rivolgersi quindi per ottenere le certificazioni?

ACMI è il centro d’esame qualificato e riconosciuto come tale da Intertek Italia, organismo accreditato Iso 17024 da Accredia per la certificazione delle professioni. I centri di esame organizzano ed erogano sessioni di esame, gestiscono i pagamenti, effettuano l’analisi dei requisiti di am- missione all’esame e possono disporre di propri esaminatori, qualificati sempre da Intertek Italia.


L’articolo integrale è pubblicato sul numero 10 di Elettronica AV


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