Rutronik si racconta: al di là dei numeri

Per il team che in Rutronik si occupa di amministrazione, finanza e controllo, mantenere con clienti e fornitori un contatto diretto è una priorità. Ce ne parla Alberto Ottolini che, come Finance Director, lo guida da 15 anni.

ottolini rutronik

L’area Finance di Rutronik Italia, sebbene gestisca un business complesso con quasi duemila clienti e sei sedi operative, è una struttura snella alla cui guida c’è, dal 2006, Alberto Ottolini. Il team che collabora a stretto contatto con il responsabile è composto da due risorse completamente dedicate alla gestione clienti con un particolare focus sull’area credito per la concessione di fidi operativi e solleciti di pagamento mentre una risorsa è dedicata a fornitori, personale e contabilità generale.

“Tutte le attività di gestione del credito e di recupero sono svolte internamente perché riteniamo che il contatto diretto con il cliente fornisca sempre un vantaggio competitivo” dice Alberto Ottolini che, in prima persona, si occupa oltre che della supervisione delle varie attività, del reporting/controlling verso la casa madre, dei servizi (IT, uffici e parco auto) e della parte legale. “Quando la situazione di insolvenza valica i tempi di recupero stabiliti dalla nostra credit policy oppure, in presenza di procedure concorsuali, ci affidiamo alla professionalità di uno studio legale” precisa il direttore finanziario, evidenziando che la situazione di solvibilità sul mercato della distribuzione è migliorata “con la scomparsa, o quasi, di quegli attori caratterizzati da croniche instabilità finanziarie”. Rutronik è, invece, una realtà molto solida dal punto di vista finanziario: fondata nel 1973 da Helmut Rudel, è un Gruppo indipendente a gestione familiare il cui principale azionista è ancora il suo fondatore. La filiale italiana supererà quest’anno i 90 milioni di fatturato, una cifra che corrisponde a una quota pari al 7% del mercato italiano della distribuzione.

Rutronik Team Finance
L’area Finance di Rutronik. Da sinistra: Alberto Ottolini, Paolo Brenna, Antonella Fava, Claudia Ferrari.

Che cosa significa per un distributore broadliner come Rutronik gestire gli ambiti amministrazione-finanza-controllo?

La nostra peculiarità è offrire ai clienti non solo un portafoglio prodotti molto diversificato, ma anche e soprattutto, soluzioni personalizzate insieme ad un supporto tecnico e logistico evoluto. Nello specifico, l’ambito amministrativo-finanziario deve saper supportare il cliente con soluzioni che gli permettano di ottimizzare la gestione del capitale circolante e coltivare con lui un rapporto duraturo, fatto anche di visite periodiche e di scambi di opinioni. Insomma, per noi essere vicini al cliente non significa solo sollecitare un pagamento o andare a trovarlo quando le cose non vanno come vorremmo, ma mantenere le relazioni nel tempo. E la stessa filosofia la applichiamo ai nostri principali fornitori: ne sono in esempio la compagnia di assicurazione del credito con cui lavoriamo da anni e lo studio legale con il quale abbiamo, allo stesso modo, un lungo rapporto di collaborazione.

Quali sono i rischi finanziari principali che corre un distributore e come ci si tutela da essi?

I rischi possono risiedere in una squilibrata gestione del capitale circolante in virtù del fatto che i tempi medi di pagamento dei clienti italiani sono piuttosto dilatati rispetto al panorama europeo. Proprio per questo motivo, oltre a utilizzare una polizza di assicurazione del credito, abbiamo attinto nel passato a strumenti di asset back security mentre oggi utilizziamo lo strumento del factoring.

In Rutronik vige un modello secondo il quale le strategie e le decisioni sono gestite a livello locale: è così anche per la parte finanziaria? Quali sono gli input dalla casa madre? 

La casa madre fornisce una serie di servizi centralizzati a cui non si sottrae la parte finanziaria, con una gestione della tesoreria in cash pooling. La filiale italiana è però completamente indipendente nella gestione del credito in quanto utilizza una compagnia assicuratrice diversa da quella alla quale si affida il Gruppo. Nel 2021 inoltre, Rutronik Italia è stata protagonista di un progetto pilota a livello europeo di decentralizzazione delle attività di vendite, marketing e finance formando, insieme a Spagna e Portogallo, la regione “Southern Europe” la cui leadership è affidata proprio al Country Manager italiano. Dal nostro punto di vista, lavorare a stretto contatto con i colleghi spagnoli e portoghesi è stato sicuramente agevole proprio perché ci sono delle innegabili affinità tra i nostri  Paesi. Negli ultimi anni infatti, il management tedesco ha realizzato che ogni Paese ha esigenze diverse e che controllare tutto centralmente non sempre è la scelta migliore.

Quali sono state le difficoltà maggiori affrontate nell’anno della pandemia dal punto di vista finanziario? Trova delle affinità con quanto accaduto con la crisi del 2009?

La principale difficoltà emersa durante la pandemia è stata il calo di fatturato mentre, con nostro grande stupore, la qualità dei pagamenti non è mai scesa a livelli preoccupanti grazie anche al supporto di interventi statali e alla lungimiranza della nostra compagnia di assicurazione che ci ha sempre sostenuto lasciando inalterati i fidi assicurativi. La crisi del 2008-2009 che si è protratta almeno fino al 2012, ci ha messo maggiormente  in difficoltà a causa della perdita di un cliente strategico dal punto di vista del fatturato. Con la pandemia, invece, il momento di incertezza si è presentato solo allo scoppio del problema quando occorreva capire come organizzarsi per reagire, ma per il resto, grazie a un’offerta diversificata di prodotti che copre più settori e con un parco clienti eterogeneo, abbiamo continuato a ricevere ordini. Certo, ora c’è il problema dell’allocazione dei materiali, ma l’ordinato è alto e ci fa ben sperare anche per i prossimi mesi. Va detto, però, che a una fase di forte crescita seguirà senza dubbio un calo quando gli ordini si fermeranno e i clienti inizieranno a chiedere posticipi. Il mercato oggi vive di picchi molto ravvicinati, verso l’alto e verso il basso, mentre in passato le fasi di crescita e decrescita erano molto più diluite nel tempo.

Controllo di gestione, amministrazione, finanza sono ambiti che normalmente associamo a “numeri”, ma a chi ricopre un ruolo in queste sfere aziendali sono richieste anche capacità di analisi e di comunicazione. Come si apprendono e migliorano queste “soft skill”?

Le competenze manageriali che caratterizzano il ruolo di un direttore amministrativo-finanziario devono essere applicate in un contesto strategico e organizzativo molto complesso nel quale, oltre alle scontate competenze gestionali, assumono sempre più importanza quelle realizzative (creatività, decision making e flessibilità) e quelle relazionali (teamwork, gestione dei conflitti e guida al cambiamento). Grazie alla qualità del mio gruppo di lavoro, e di tutta l’azienda, in Rutronik abbiamo potuto compiere una vera e propria transizione dalle “hard skill” alle “soft skill” nel periodo della pandemia, impegnandoci a mantenere vivi i contatti quotidianamente, anche lavorando tutti da casa. Nel mio ruolo, ho cercato di stare vicino a ogni componente del mio ufficio nel modo più appropriato: per qualcuno era importante ricevere istruzioni e obiettivi precisi, per qualcun altro essere sempre motivato. Dal punto di vista pratico, poi, la casa madre ci ha dato gli strumenti necessari per continuare a lavorare e collaborare anche da remoto.

Pensa, quindi, che si sia inaugurato un nuovo modo di lavorare?

Credo si affermerà un modello ibrido. Siamo fortemente motivati a riappropriarci delle nostre indispensabili relazioni sociali in presenza oltre a conservare quello che, di positivo, abbiamo appreso durante questo periodo puntando su una migliore qualità della vita professionale e personale. Ci siamo infatti resi conto che si può lavorare bene anche a distanza, ma serve un giusto equilibrio: inizialmente l’entusiasmo di poter lavorare sempre da remoto  alla lunga è andato scemando, soprattutto perché il nostro è stato un home working e, non sempre, nella propria abitazione ci si trova nelle condizioni ottimali per lavorare. Oggi vorremmo offrire a tutti la possibilità di lavorare in modalità davvero “smart”, per conciliare le esigenze lavorative con quelle personali, e magari, concepire diversamente gli spazi negli uffici privilegiando la condivisione e abbandonando il concetto di postazione fissa. Ci dobbiamo confrontare con la casa madre per prendere decisioni in questo ambito, ma ho fiducia nel fatto che riusciremo anche in questo caso a ritagliarci l’autonomia necessaria.

Chi è Alberto Ottolini

ottolini rutronikDopo la laurea in Economia Aziendale conseguita nel 1990 presso l’Università Bocconi, inizia a lavorare come Financial Control and Accountant in Unilever per poi passare, dopo circa quattro anni, in Versalis, società di Eni. Dal 1997 al 2006 ricopre il ruolo di Financial Controller della divisione ElettroGiBi di ITW Industrial Components gestendo, anche in qualità di Operations Manager “ad interim”, progetti di ristrutturazione aziendale in Italia e all’estero. Da quindici anni è direttore finanziario di Rutronik Italia.


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