Rapporto Ocse sull’Italia: la ripresa va accompagnata con le riforme

L’economia italiana registra una ripresa costante dalla crisi pandemica grazie alla campagna di vaccinazione e al generoso sostegno fiscale alle famiglie e alle imprese. Per portare la crescita e l’occupazione a livelli superiori a quelli pre-pandemia è però imperativo migliorare la composizione della spesa pubblica e delle tasse e realizzare una serie di riforme amministrative e legislative

Ocse Rapporto Italia 2021

È stato presentato lo Studio OCSE sull’Italia del 2021, pubblicato sotto la responsabilità del Comitato di esame delle situazioni economiche e dello sviluppo dell’ente ed elaborato da Catherine Macleod (Economista senior) e Tim Bulman (Economista), sotto la supervisione di Isabelle Joumard (Capo divisione). Il precedente Studio sull’Italia è datato aprile 2019.

Lo scenario e le prospettive indicate dall’Ocse

In Italia il COVID-19 ha colpito mentre lo slancio economico stava già rallentando nel 2019, dopo una modesta espansione iniziata nel 2015. I livelli di occupazione e di investimento non si erano ancora ripresi dagli eventi traumatici verificatisi in successione durante la crisi finanziaria globale e la crisi del debito sovrano. Nel corso degli ultimi undici anni, i redditi pro capite, dopo essere cresciuti in misura modesta fino al 2008, sono rimasti al di sotto dei livelli del 2000L’economia italiana registra comunque una ripresa costante dalla crisi pandemica grazie alla campagna di vaccinazione e al generoso sostegno fiscale alle famiglie e alle imprese. I rischi per le prospettive sono notevoli, tenuto conto anche delle varianti del virus e dell’andamento dei tassi di interesse a livello globale. Per portare la crescita e l’occupazione a livelli superiori a quelli pre-pandemia è imperativo migliorare la composizione della spesa pubblica e delle tasse. Tali miglioramenti, combinati all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che comprende riforme e investimenti strutturali imprescindibili, possono favorire una transizione più rapida a un’economia più verde e più digitalizzata. Per conseguire questi obiettivi saranno necessarie una serie di riforme amministrative e legislative. Il miglioramento della giustizia civile, dell’amministrazione fiscale e degli investimenti pubblici sarà essenziale per stimolare la crescita del reddito. Un uso più efficace delle informazioni sulla performance e delle revisioni di spesa può aiutare a riassegnare la spesa pubblica alle attività che favoriscono maggiormente la crescita. Il riesame delle norme esistenti e delle relative modalità di applicazione migliorerebbe il contesto imprenditoriale. Processi di assunzione più snelli e il miglioramento del sistema di valutazione, ricompensa e sostegno alla performance dei dipendenti pubblici colmerebbero le crescenti carenze di competenze che caratterizzano la forza lavoro del settore pubblico. Il consolidamento della cooperazione tra i diversi livelli del Governo italiano migliorerebbe l’erogazione di servizi pubblici quali l’assistenza all’infanzia e le politiche attive del mercato del lavoro.

L’OCSE prevede che la crescita economica dell’Italia sarà del 5,9% quest’anno e del 4,1% nel 2022, dopo un calo del PIL dell’8,9% nel 2020. Un secondo trimestre più forte del previsto spiega la revisione al rialzo dalla previsione di espansione del 4,5% per il 2021 fatta a maggio dall’OCSE.

Presentando il rapporto insieme al ministro italiano dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, il segretario generale dell’OCSE Mathias Cormann ha dichiarato: “Il Piano nazionale di ripresa e resilienza dell’Italia sta attivando una crescita più forte, più verde, più equa e più digitalizzata, che andrà a beneficio di tutti gli italiani. Un settore pubblico più efficiente è fondamentale per garantirne il successo. Il piano deve essere pienamente attuato e integrato con riforme per sostenere un’ulteriore crescita, anche con maggiori investimenti in infrastrutture verdi e ricerca e sviluppo e riforme per continuare a guidare l’effettiva trasformazione digitale dell’economia italiana”.


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