Ricarica, batterie e autonomia: i dubbi dei consumatori

Un’indagine condotta da Reichelt elektronik in collaborazione con l’istituto di ricerca OnePoll, su un campione di 1.000 italiani, fa il punto sulla mobilità elettrica nel nostro Paese

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Reichelt elektronik, distributore europeo online di elettronica e tecnologie IT, ha condotto ad aprile un’indagine, in collaborazione con l’istituto di ricerca OnePoll, su un campione di 1.000 italiani per fare il punto sulla mobilità elettrica nel nostro Paese.

Il 79% degli intervistati ha in programma l’acquisto di una vettura elettrica nonostante i costi siano ancora notevolmente superiori rispetto ai tradizionali veicoli con motore a combustione, mentre il 63% afferma che acquisterà una vettura elettrica quando il prezzo di acquisto si abbasserà. Tra i fattori determinanti nell’acquisto di una vettura elettrica, il 67% dei rispondenti riconosce l’importante contributo a favore dell’ambiente nel lungo periodo, il 43% afferma di essere condizionato dagli incentivi statali e un 42% vede nella mobilità elettrica dei benefici in termini di riduzione dell’inquinamento acustico.

La mancanza di punti di ricarica e i ritardi nell’espansione dell’infrastruttura sono però note dolenti: un rispondente su due concorda sul fatto che le stazioni di ricarica per le vetture elettriche necessitino di importanti ottimizzazioni. Tra gli altri elementi discriminanti vi sono il processo di ricarica troppo lungo, la necessità di dover pianificare i propri spostamenti in base alla collocazione dei punti di ricarica e costi di ricarica presso le apposite stazioni pubbliche non abbastanza chiari. A ciò si aggiunga che solamente il 20% del campione analizzato avrebbe la possibilità di caricare la propria e-car nel parcheggio di casa: per oltre un quarto degli intervistati (28%) l’installazione o l’adattamento dell’impianto apposito richiederebbe uno sforzo notevole come, ad esempio, la predisposizione di una nuova connessione elettrica. Dopo le colonnine di ricarica, anche la batteria è un’altra delle questioni più dibattute: dall’estrazione delle materie prime alla produzione, fino al suo smaltimento, sono ancora molte le perplessità dei potenziali acquirenti. In particolare, per il 42% degli intervistati l’estrazione di materie prime come il litio e il cobalto danneggia l’ecosistema, il 30% afferma che le auto elettriche possono essere caricate soltanto con materie prime fossili e il 22% sostiene che, a causa delle batterie, la produzione di auto elettriche rilascia più CO2 rispetto a quella dei veicoli convenzionali. Va detto, però, che nonostante la produzione di batterie per vetture elettriche comporti un maggior dispendio energetico, nel suo intero ciclo di vita un’auto elettrica consente un risparmio dal 70 al 90% di emissioni. Allo stesso tempo, lo smaltimento e il riciclaggio delle batterie dei veicoli sono stati considerati tecnicamente fattibili e sono già stati implementati in impianti industriali pilota, anche se c’è ancora tanto da fare a riguardo.

Guardando all’autonomia dei veicoli elettrici, il 42% degli intervistati crede che sia ancora troppo breve. Eppure, si è arrivati a una distanza media garantita di circa 375 km e i dati dell’ufficio americano per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili affermano che, a livello di autonomia di guida, entro il 2024 i veicoli con motore termico saranno virtualmente indistinguibili da quelli elettrici. Insomma, nonostante vi siano lacune da colmare per vedere la mobilità elettrica diffondersi su larga scala, il processo di transizione è avviato e si può presumere che, nell’arco di 15 anni, il mercato sarà dominato esclusivamente da vetture elettriche.


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