La mobilità elettrica secondo Anie

Omar Imberti, coordinatore del Gruppo E-Mobility di Anie, sostiene che servano maggiori stimoli alle infrastrutture di ricarica e all’automotive per rendere l’Italia più competitiva

ANIE E-mobility

Le proiezioni di mercato indicano che nel 2030 il settore della mobilità elettrica “Made in Italypotrà valere 98 miliardi di euro. La spinta al mercato arriva anche dalla politica, con il Governo che sta ponendo molta enfasi sui concetti di transizione ecologica e sostenibilità. Lo scorso aprile il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile ha istituito una Consulta per l’elaborazione di proposte e l’aggiornamento e condivisione della valutazione d’impatto delle politiche del Ministero. Come ha spiegato il ministro Enrico Giovannini: “Abbiamo avviato il confronto con le parti sociali, le organizzazioni datoriali, le associazioni ambientaliste e le reti della società civile per ascoltare le loro proposte in merito ai progetti del Mims inseriti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.

Tra i soggetti chiamati a interloquire con il Ministero c’è anche Federazione Anie con il Gruppo E-Mobility, coordinato da Omar Imberti. “Il Pnrr dedica alla mobilità elettrica ingenti risorse economiche con la Missione 3 Infrastrutture per la mobilità sostenibile (31,46 miliardi di euro) e all’interno della Missione 2, con la Componente Transizione energetica e mobilità sostenibile (25,36 miliardi di euro)”, spiega Imberti. “Focalizzandosi in particolare sull’auto elettrica e l’infrastruttura di ricarica, il Piano indica che per raggiungere gli obiettivi europei in materia di de-carbonizzazione è previsto un parco circolante di circa 6 milioni di veicoli elettrici al 2030, per i quali si stima siano necessari 31.500 punti di ricarica rapida pubblici. Per permettere la realizzazione di tali obiettivi, l’intervento è finalizzato allo sviluppo di 7.500 punti di ricarica rapida in autostrada e 13.755 nei centri urbani, oltre a 100 stazioni di ricarica sperimentali con tecnologie per lo stoccaggio dell’energia. È positivo che nel Pnrr 750 milioni di euro siano destinati alla ricarica rapida dei veicoli elettrici – oggi solo il 4% dei 19.324 punti di ricarica aperti al pubblico è di tipo rapido – ma analizzando l’insieme dei fondi e la loro distribuzione, tra produzione e diffusione di idrogeno, ricerca e sviluppo idrogeno, infrastruttura di ricarica elettrica, Bus Elettrici e biometano, emerge un quadro che non mette in risalto la rete di ricarica rapida come driver importante per lo sviluppo della mobilità elettrica”.

 

Imberti sostiene che servano maggiori stimoli alle infrastrutture di ricarica e all’automotive per rendere l’Italia più competitiva e invita a fare un confronto con quanto si sta facendo, ad esempio, in Germania: “Il Recovery Plan tedesco, che prevede fondi per un totale di circa 29 miliardi (contro il 221,5 dell’Italia) comprende 5,5 miliardi di euro per 400.000 punti di ricarica domestici/privati, 50.000 punti di ricarica pubblici, 2.800 Bus elettrici; 2,5 miliardi di incentivi per l’acquisto di auto elettriche (BEV e PHEV), mentre in quello Iialiano non è previsto nessun fondo a questo proposito; due miliardi per la trasformazione dell’industria automotive e 0,8 miliardi in sviluppo e ricerca sulla mobilità elettrica”. Il coordinatore del Gruppo E-Mobility fa anche un’altra riflessione: “Non c’è una tecnologia che in assoluto sia superiore alle altre, solo la complementarità potrà portarci alla soluzione ideale per raggiungere una sostenibilità ambientale ed economica e uno sviluppo competitivo del Paese. Sarà quindi necessario stimolare e abilitare adeguatamente la mobilità elettrica sia per quanto riguarda tutte le modalità di ricarica, sia per il supporto alla domanda e alla conversione di tutta la filiera industriale”.

Anie nella sperimentazione Arera

Anie ha avuto un ruolo attivo anche in un’iniziativa sperimentale avviata da Arera (Autorità di regolazione per energia, reti, ambiente) nell’ambito delle infrastrutture di ricarica private, la cui installazione, come ha detto Maria Antonietta Portaluri, direttore generale di Anie, “sta avendo in Italia, in quest’ultimo periodo, una forte spinta grazie al bonus ristrutturazioni”. La sperimentazione prevede che dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2023 gli utenti che hanno già installato o installeranno una colonnina di ricarica privata possono usufruire, senza costi aggiuntivi, di una maggiore disponibilità di potenza prelevabile: sfruttando le potenzialità offerte dai misuratori elettronici, sarà infatti possibile ricaricare la propria auto elettrica avendo la disponibilità di una potenza di circa 6 kW di notte, di domenica e negli altri giorni festivi, senza dover richiedere un aumento di potenza al proprio fornitore di energia elettrica. Anie ha lavorato con Arera e Gse (Gestore dei Servizi Energetici) alla struttura del catalogo dei dispositivi di ricarica idonei alla sperimentazione (prequalificati da Gse,) che permette ai produttori di dispositivi di ricarica di “accreditare” questi ultimi compilando la dichiarazione di idoneità. Questa documentazione verrà gestita e aggiornata mensilmente dal Gse per costruire un file che raccoglierà tutti i modelli delle diverse case, con distinzione tra quelli dotati o non dotati di funzionalità di gestione del carico. Il Gruppo E-Mobility di Anie, oltre ad aver qualificato le aziende associate, contribuirà costantemente all’aggiornamento del catalogo, facendo da collettore di esigenze e richieste dei costruttori di colonnine.


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