Per la ripresa Anie c’è

Quali sono per le imprese elettroniche ed elettrotecniche italiane le vie da percorrere per agganciare la ripresa post-pandemia? Che cosa fare per facilitare un processo di evoluzione digitale e sostenibile che migliori la loro competitività, anche sulla scena internazionale? Lo abbiamo chiesto a Maria Antonietta Portaluri, direttore generale di Federazione Anie.

Anie pcb Pixabay

Non ha dubbi Maria Antonietta Portaluri: la via della ripresa è quella dell’innovazione tecnologica. Avvocato esperto in appalti e direttore generale di Federazione Anie dal 2008, Maria Antonietta Portaluri sostiene che per recuperare il terreno perso dalle imprese hi-tech italiane nel 2020 – anno che ha fatto segnare il peggior risultato in termini di fatturato dal 2009 – bisogna puntare sull’evoluzione digitale e sostenibile del sistema produttivo italiano, spendendo bene le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

“Il Pnrr rappresenta una formidabile occasione per il rilancio del manifatturiero italiano, funzionale a un suo riposizionamento negli scenari competitivi globali. Serviranno infatti ingenti investimenti pubblici per recuperare il terreno perso e rilanciare la nostra economia: ciò significa aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo e stimolare gli investimenti privati, facilitando l’innovazione all’interno delle nostre imprese e rafforzandone la competitività”, dice il direttore. “Alla luce della transizione verde e digitale, nonché dell’impennata nell’utilizzo di tecnologie digitali a cui abbiamo assistito nell’ultimo periodo, credo inoltre che le nostre imprese dovranno essere abili nella lettura delle evoluzioni di mercato e delle nuove opportunità offerte dal contesto post-pandemico”.

Ed è proprio la Federazione diretta da Portaluri a rappresentare un supporto importante per le aziende impegnate a raggiungere questi obiettivi, offrendo percorsi di formazione mirati: “Anie ha sempre creduto e investito nella formazione professionale, soprattutto ora che la digitalizzazione dei processi organizzativi e industriali, accelerata peraltro dalla crisi, impone nuove competenze tecniche agli operatori. La trasformazione in atto non è solo tecnologica, ma ha una dimensione culturale che investe il ruolo degli imprenditori, delle politiche pubbliche e dei singoli lavoratori. Da qui la nostra ricerca continua di modelli formativi che aiutino chi è chiamato a eseguire i nuovi compiti ad acquisire le competenze necessarie”.

Come avete agito per attutire l’impatto della crisi sulle vostre imprese nel 2020, soprattutto in periodo di lockdown, e come state continuando a supportarle?

Anie rappresenta tutte le imprese tecnologiche che nei mesi di lockdown sono state in prima fila per garantire i servizi pubblici essenziali: dalla tenuta dell’infrastruttura elettrica al trasporto pubblico, dalla manutenzione degli impianti tecnologici degli edifici al settore delle telecomunicazioni. Durante i primi mesi del lockdown abbiamo chiesto al Governo la riapertura “in sicurezza” anche di tutte le attività produttive a prescindere dai codici Ateco, supportando anche le aziende nella definizione dei protocolli di sicurezza Covid, sia nelle fabbriche che nei cantieri. Anie ha ottenuto in una prima fase misure quali l’anticipazione del prezzo negli appalti e l’anticipo del pagamento in fattura, per garantire la liquidità delle imprese. Nei prossimi mesi sarà necessario prevedere negli appalti pubblici e privati il riconoscimento dei maggiori costi di sicurezza Covid sostenuti dalle imprese e, ancora di più, introdurre meccanismi di revisione prezzo o compensazione, a fronte dell’incremento esponenziale nei prezzi delle materie prime.

I dati Istat sulla produzione industriale di febbraio indicano una dinamica positiva per la produzione industriale, con buone performance in alcuni dei settori Anie: qual è il sentiment delle imprese?

Secondo i dati diffusi dall’Istat l’industria italiana delle tecnologie – Elettrotecnica ed Elettronica – rappresentata da Anie ha mostrato nel mese di febbraio una dinamica della produzione industriale di segno positivo su base tendenziale: +3,8% la variazione mensile nel confronto con febbraio 2020 (-0,8% la corrispondente variazione nella media del manifatturiero nazionale). Nonostante l’aumento delle restrizioni in Italia, l’industria delle tecnologie segnala una buona tenuta nei primi due mesi dell’anno in corso, fase di recupero sostenuta maggiormente dall’accelerazione della domanda estera. Il miglioramento evidenziato va tuttavia inquadrato in un contesto macroeconomico che si caratterizza per un elevato grado di complessità, volatilità e incertezza. L’emergenza sanitaria e le conseguenti misure di contenimento hanno rappresentato un elevato shock per l’economia e la perdurante incertezza continua a riflettersi sulle decisioni di investimento e sull’operatività aziendale. Sull’evoluzione della domanda nei prossimi mesi, gli indicatori quantitativi e qualitativi segnalano un cauto ottimismo, di fatto strettamente legato all’evoluzione della campagna vaccinale.

Con il Governo Draghi ci sono a vostro avviso le condizioni per elaborare quel “disegno di politica industriale teso a favorire le tecnologie che abilitano la trasformazione digitale delle imprese italiane”, auspicato dal presidente Busetto all’Assemblea Annuale Anie lo scorso ottobre?

Il Governo Draghi sta proseguendo quando già avviato dai suoi predecessori. Il Piano Transizione 4.0, il principale dispositivo di politica industriale presente nell’ultima Legge di Bilancio e inserito nel Pnrr, è uno strumento importante che dà continuità a quanto avviato nel 2017 con alcune migliorie, sia in termini quantitativi sia per quanto riguarda la pianificazione temporale estesa fino a fine 2022. Nel Def, di recente pubblicazione, sembra anche risolversi l’unico dubbio relativo alle coperture finanziarie sui beni materiali non 4.0 (ex super-ammortamento) che erano rimaste fuori dal Pnrr, ma sono ora incluse, appunto, nel documento del 2021.

Come vede le imprese del settore Anie nel contesto internazionale?

Le aziende Anie hanno tradizionalmente una elevata proiezione internazionale. Il canale estero rappresenta un importante driver di crescita per il settore: l’incidenza dell’export sul fatturato totale è strutturalmente superiore al 50% e le imprese esportatrici sono circa il 40% sul totale (il doppio rispetto alla media manifatturiera). Negli ultimi anni le nostre imprese hanno rafforzato il presidio sui mercati esteri e diversificato a livello geografico i mercati di destinazione, cogliendo opportunità di crescita al di fuori della tradizionale area europea.

Che cosa si può fare per supportarle?

Da oltre dieci anni Anie supporta l’internazionalizzazione delle imprese del settore offrendo strumenti mirati. L’attività diAnie parte da azioni di approfondimento economico e studi sui mercati esteri, e prosegue nei Paesi che presentano interessanti potenzialità per le imprese con la realizzazione di iniziative promozionali, quali missioni imprenditoriali, workshop e partecipazioni collettive alle principali fiere internazionali. L’emergenza sanitaria non ha frenato la nostra attività, che è stata prontamente riformulata in chiave digitale, consentendo alle imprese di proseguire lo scouting sui mercati esteri superando le barriere fisiche poste dalla pandemia. Il nostro sostegno è fondamentale sotto due aspetti: innanzitutto, permette alle imprese più piccole di superare l’ostacolo dimensionale, raggiungere nuovi mercati e posizionarsi nelle catene di fornitura su grandi progetti internazionali. In secondo luogo, attraverso la costituzione di delegazioni di filiera, le imprese hanno accesso ad una maggiore visibilità anche in Paesi che, affrontati singolarmente, risulterebbero di difficile approccio. Ne è esempio il Padiglione Italia, che la nostra Federazione coordina alla fiera Middle East Energy di Dubai: con oltre 40 imprese partecipanti, la collettiva rappresenta una vetrina dell’eccellenza del Made in Italy delle tecnologie negli Emirati Arabi Uniti, mercato chiave per le imprese Anie nell’area del Golfo.

Green Economy, economia circolare e sostenibilità sono termini molto di moda. Ma come si stanno muovendo le nostre imprese e come le si può aiutare a raccogliere le nuove sfide?

Riassumerei questi tre termini in un unico concetto: “Transizione Ecologica”. Per noi questo significa investire nello sviluppo delle energie rinnovabili, su cui sarà necessario accelerare se si vogliono raggiungere gli obiettivi del Pniec di triplicare la potenza di fotovoltaico e raddoppiare quella di eolico, potenziare e digitalizzare la rete elettrica e aumentare il grado di sostenibilità degli edifici, proprio grazie alle tecnologie e alle soluzioni offerte dalle nostre imprese, che contribuiscono in maniera sostanziale all’efficienza energetica degli stessi. È prioritario investire sulla mobilità sostenibile, il cui tassello fondamentale è l’infrastruttura ferroviaria, investendo in progetti di intermodalità, e nella mobilità elettrica urbana con lo sviluppo di un’adeguata rete di infrastrutture di ricarica. Da non dimenticare inoltre anche l’efficienza dell’Industria, con prodotti e soluzioni sempre più efficienti e investimenti in progetti di economia circolare. Per supportare le proprie aziende Anie lavora in sinergia con il Cei e Imq nella definizione del quadro normativo di standardizzazione e certificazione e con le Istituzioni per la semplificazione dei procedimenti autorizzativi.


ANIE Antonietta PortaluriChi è Maria Antonietta Portaluri

Avvocato esperto in appalti, Maria Antonietta Portaluri ha svolto la propria attività in associazioni di categoria e studi legali del foro di Milano prima di approdare in Federazione Anie, dove è stata responsabile del servizio centrale legale e affari societari. Dal 2008 è Presidente Imq, Direttore Generale di Federazione Anie e Consigliere Cei.

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