Dati Dmass: il peggio è davvero passato?

Si allenta l’impatto del Covid nell’ultimo trimestre dell’anno e la distribuzione registra in Europa un calo limitato al –3,8%, che porta il 2020 a chiudere con una perdita superiore al 12%. All’orizzonte, però, si profila un periodo di shortage di componenti.

Dmass

di Cleopatra Gatti

Commentando i dati Dmass, l’associazione che riunisce i fornitori di semiconduttori in Europa, il suo presidente Georg Steinberger ha detto: “Mentre la seconda ondata della pandemia da Covid-19 è ancora in pieno svolgimento e gli ostacoli ai trasporti stanno rendendo da tempo difficile portare merci ad alta tecnologia in Europa, la domanda dei clienti, in particolare nel settore automobilistico, è in forte crescita. Tempi di consegna più lunghi e aumenti dei prezzi da parte dei produttori domineranno probabilmente la prima metà del 2021. Resta da vedere se un livello di ordini estremamente alto sarà sostenibile anche oltre l’estate”.

Nel quarto trimestre del 2020 le vendite nel mercato europeo della distribuzione sono diminuite del 3,8% arrivando a 1,86 miliardi di euro, portando il 2020 a chiudere con un calo del 12,4% e un fatturato totale di 7,72 miliardi di euro. Il mercato europeo della distribuzione di semiconduttori sembra quindi aver visto il peggio lo scorso anno e un ritorno alla crescita è altamente probabile nel 2021. Con l’allentamento dell’impatto del Covid-19 e un ritorno alla forte crescita in quell’area asiatica che continua a guidare la domanda di componenti, sta crescendo anche la domanda in Europa.

L’outsourcing è in ripresa

Dal punto di vista territoriale, qualsiasi Paese o regione con una forte base di produzione in outsourcing ha registrato un andamento relativamente buono nel quarto trimestre, crescendo in modo sano in alcune aree, mentre le regioni più grandi hanno ancora subito gli effetti della flessione. Gli andamenti del mercato sono stati molto differenziati e compresi tra il –24% e il +22%. La Germania è nuovamente scesa più della media, registrando nell’ultimo trimestre un calo dell’8,2%; l’Italia è andata decisamente meglio, con un calo limitato al 3,9%; la Francia è scesa del 10%; il Regno Unito, nonostante alcune pre-spedizioni legate alla Brexit, è sceso del 15,1%; i Paesi nordici hanno limitato il calo al –5,7%. L’intera regione dell’Est, compresa l’Est Europa (+ 2,3%), Israele e Turchia sono cre- sciuti, così come il Benelux, con un +14,7%.

 “La prima conclusione che si può trarre dall’analisi dei dati regionali è che, ovunque ci sia una forte produzione in outsourcing, il mercato si sia ripreso più velocemente. La seconda ovvia conclusione è che la Germania, in quanto roccaforte del mercato europeo, si è ridotta, in parte a causa di una maggiore esternalizzazione nell’Europa orientale. Finora, al Regno Unito è stato risparmiato qualsiasi effetto Brexit significativo, anche se è possibile un impatto maggiore del fenomeno con l’avanzare del 2021”. Georg Steinberger, presidente Dmass

Perdono i prodotti standard

Dal punto di vista dei prodotti, il quarto trimestre ha mostrato uno sviluppo positivo nell’ambito dei discreti, degli alimentatori e dei sensori, ma anche delle memorie Flash e dei microcontrollori, mentre la maggior parte degli altri prodotti (opto, analogici, memorie e altre logiche) hanno mostrato un calo limitato. Solo i microprocessori, le logiche programmabili e le logiche standard hanno registrato un calo a due cifre. Su base annua, il segmento degli analogici è diminuito del 13,1% a 2,25 miliardi di euro, Mos Micro (Mpu, Mcu e Dsp) del 9,8% a 1,57 miliardi di euro, dispositivi di potenza dell’11,5% a 872 milioni di euro, opto dell’8,8% a 717 milioni di euro, memorie del 19,6% a 651 milioni di euro, logiche programmabili da 13,7% a 500 milioni di euro, altre logiche dall’8,8% a 442 milioni, discreti del 18,7% a 394 milioni di euro, sensori del 3,7% a 216 milioni di euro e logiche standard del 16,4% a 108 milioni di euro. Dice ancora Steinberger: “In generale, se c’è una tendenza da evidenziare, sembra che nel 2020 i prodotti standard abbiano perso più dei prodotti complessi o delle categorie tecnologiche che richiedono più supporto. Sono curioso di vedere se questo continuerà anche nel 2021, in particolare nell’ambito degli analogici”.

In attesa dello shortage

“Il 2020 è stato un anno di significativo declino a due cifre per tutta la distribuzione europea”, ha affermato Steinberger. “Tuttavia, vediamo già in questo primo trimestre che gli ordini sono in aumento e che la domanda sta tornando vivace. Questo probabilmente porterà a una certa carenza di componenti durante la prima parte dell’anno. È interessante notare che l’attuale discussione sulla dipendenza dall’Asia per quanto riguarda la fornitura di componenti è un po’ come il giorno della marmotta. Per anni, se non decenni, l’attenzione dell’Europa concentrata su industria e automotive ha avuto come effetto che la produzione di semiconduttori all’avanguardia in Asia potrebbe oggi non essere incentrata sulle esigenze europee. Siamo diventati sub-strategici molto tempo fa. La notizia positiva per la distribuzione è però che siamo i migliori aggregatori di richieste di tutti i colori e varietà e quindi la migliore opzione per i clienti europei”.


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