Dati Assodel 2019: poteva andare peggio

Dopo cinque anni di continua e costante crescita, in base ai dati consolidati di Assodel, il mercato della distribuzione chiude il 2019 con una flessione limitata al 5%. Un mercato parzialmente salvato dalla lunga onda positiva targata 2018

Dati 2019 Assodel

di Federico Cellini |

Non nascondiamoci. Tutti sapevamo che prima o poi sarebbe successo. Era dal 2014 che il mercato della distribuzione elettronica targato Assodel faceva registrare una costante e significativa crescita anno su anno: +4% (2014 vs 2013), +5% (2015 vs 2014), +11% (2016 vs 2015), +18% (2017 vs 2016) fino al recente +10% del 2018 nei confronti dell’anno precedente.

Tutti sapevamo che prima o poi sarebbe successo e infatti è successo! 2019 verso il 2020: -5%! E poteva andare peggio! Si, perché come è logico, i numeri vanno scritti, vanno letti, ma soprattutto vanno interpretati. Paragone Ytd Vs Ytd integrale per il periodo gennaio-dicembre: il sopraccitato -5%. Accorciamo l’annualità confrontando le mensilità aprile-dicembre del 2018 sul 2019: -9%. Avanti! Luglio-dicembre degli stessi anni: -10%, con un terzo trimestre a gridare “meno quattrodici!” e un ultimo trimestre superiore solo al 4°Q del 2016, ma virtualmente perdente se paragonato allo stesso trimestre sia del 2017 sia del 2018.

In buona sostanza: lunga vita ai “primi quarter del 2019” dove gli ordini, ancora spinti dal quinquennio positivo sopraccitato, avevano portato a un soddisfacente +4% che, alla lunga, ha significativamente contribuito a rendere la visione del bicchiere-mercato più mezzo pieno che mezza vuoto. Con uno 0,93 di book-to-bill (il rapporto tra gli ordini ricevuti e l’importo fatturato in un periodo specifico) costantemente negativo da 12 mesi, chi poteva aspettarsi un 2019 ricco di soddisfazioni?

Grafico dati Assodel 2019
L’andamento annuale del fatturato della distribuzione in Italia
(fatturato in milioni di euro e crescita sull’anno precedente in %, fonte Assodel)

I semiconduttori perdono il 6% mentre il power cresce

Per il comparto dei semiconduttori, la perdita annuale è stata del -6%, pari a 52 milioni di euro. Una battuta di arresto dopo 6 anni di crescita continua. Gli unici prodotti ad aver registrato un segno positivo sono stati i discreti, con +2,5%. Rispetto alla perdita secca dei semiconduttori, però, i dispositivi di potenza sono cresciuti, nel 2019, di quasi il 9%, confermando un andamento decisamente migliore. I componenti di potenza godono da tempo di prestazioni migliori del totale mercato dei semiconduttori: nel 2019, mentre il totale dei semiconduttori ha registrato un +44% rispetto al valore che aveva nel 2012, il comparto della potenza è cresciuto di un incredibile 79%.

Gli IP&E calano del 5,7% ma i sistemi resistono

Stando ai dati raccolti, anche i componenti IP&E hanno registrato un calo del -5,7%. Nel dettaglio, i peggiori della classe sono state le resistenze e altri passivi, con una diminuzione a due cifre; gli elettromeccanici hanno riportato un -6%, i connettori un -2% mentre i meno peggio di tutti sono stati i condensatori con un +0,5%. I sistemi hanno invece resistito, segnalando una crescita anno su anno del 9,1%, con le principali famiglie di prodotto, come display, in crescita a due cifre.

L’ottimismo per il 2020 frenato dal Coronavirus

I principali analisti di mercato, tra cui Malcolm Penn di Future Horizons, vedono un 2020 positivo per il settore dei semiconduttori e dell’elettronica in generale. Si parla addirittura di una crescita a due cifre, tra il 10-15%, legata a una ripresa del mercato a partire da aprile-maggio e a un aumento dei prezzi medi di vendita. L’ottimismo viene però ovviamente frenato dai vari imprevisti che stanno impattando il mercato, primo tra tutti la pandemia del “Coronavirus”.


«Non facciamoci spaventare dai numeri.
Se è vero, come è vero, che l’elettronica è sempre più presente nella nostra quotidianità, continueremo ad assistere alla nascita di nuovi prodotti grazie all’elettronica. Per questa ragione non dobbiamo temere i cali congiunturali del mercato, così come dobbiamo imparare a non approfittare delle bolle (lo shortage di passivi o di attivi), ma cercare di muoverci come un corpo unico alla ricerca dell’efficacia e dell’efficienza del sistema.»

Assodel Maitti

Maurizio Maitti, presidente Assodel


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